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Contratti Swap, Comune Ortona vince in appello contro Unicredit

Per i giudici banca tenuta alla trasparenza

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Contratti Swap, Comune Ortona vince in appello contro Unicredit

ORTONA. La Corte di Appello Civile di Milano conferma la radicale nullità dei contratti swap fatti firmare al comune di Ortona.

L’amministrazione aveva chiesto l'accertamento della nullità di tre contratti firmati con Unicredit nel 2006 e i giudici lombardi hanno dichiarato nulli i contratti e condannato la banca alla restituzione delle rate già versate dall'ente in quanto sono stati rilevati costi occulti. Si tratta di 30 mila euro oltre agli interessi a partire dal 2008.

Con un articolato ragionamento, spiega l’avvocato Duilio Manella che con il collega Fernando Masucci ha difeso l’amministrazione pubblica ortonese,  la sentenza  ribadisce la illegittimità del comportamento delle Banche che abbiano nascosto il valore negativo degli swap al momento della sottoscrizione dei contratti da parte della P.A. dichiarando che questi contratti sono nulli.

Considerando che pressochè tutti i contratti swap firmati in Italia presentavano più o meno sensibili valori negativi per la Pubbliche amministrazioni (e per le società private che li hanno firmati) si può immaginare l’importanza della sentenza.

Secondo una stima del sito Diritto bancario.it sono più di 600 le regioni, le provincie e i comuni italiani che negli ultimi anni hanno fatto ricorso a strumenti finanziari derivati per “ottimizzare” la gestione finanziaria delle proprie risorse di bilancio.

A partire dal 2001, quando il legislatore ha dedicato uno specifico regolamento alla disciplina dei derivati per gli enti locali, l’esposizione finanziaria da parte di amministrazioni, di grandi e piccole dimensioni, è progressivamente cresciuta nel tempo e senza controllo. Nonostante la mancanza di esperienza e di strumenti per poterne controllarne la variabilità e l’evoluzione nel tempo, gli enti hanno infatti concluso operazioni molto complesse quanto pericolose.

I funzionari comunali spesso non sono preparati in materia di mercati finanziari, variabili statistiche e contratti spesso disciplinati dal diritto inglese o dalla contrattualistica internazionale. Eppure in molti si sono lanciati.

Decine i comuni in tutto Abruzzo a stipulare questi contratti.

La sentenza che riguarda il Comune di Ortona, che aveva stipulato in totale 3 contratti, conferma integralmente la pronuncia 5118/2011 del Tribunale di Milano che per la prima volta in Italia aveva dichiarato nulli contratti del genere.

La Corte di Appello Civile di Milano , approfondendo ulteriormente i temi, ribadisce la illegittimità del comportamento delle Banche che abbiano nascosto il valore negativo degli swap al momento della sottoscrizione dei contratti da parte della P.A. dichiarando che siffatti contratti sono nulli.

«Il dovere di trasparenza si accompagna a tutte le operazioni», scrivono i giudici, «indipendentemente dalla presenza o meno di un esplicito mandato di consulenza, imponendo all’intermediario di esplicitare tutti i costi e le commissioni, oltre che l’eventuale valore negativo del derivato ab origine. E’ questa infatti l’unica modalità con cui è possibile garantire alla controparte una scelta ben ponderata».

O ancora: «l’intermediario deve mettere il cliente nelle migliori condizioni di poterla comprendere ed accettare consapevolmente» (…), «nulla vieta alle banche di remunerarsi, purchè i costi (markup) siano ben noti alla controparte, in modo che quest’ultima sia così messa nelle condizioni di operare una scelta consapevole e non viziata».

Si legge pure «tutti gli elementi dell’alea e gli scenari ad essa conseguenti, quindi, costituiscono e integrano la causa del contratto. Si noti che ciò non equivale ad affermare la necessaria simmetricità dell’alea, ben potendo una parte accettare una scommessa anche improbabile. Significa invece che gli scenari probabilistici  e le conseguenze del verificarsi degli eventi dovranno essere ben definiti e conosciuti con certezza ex ante».

 La sentenza assume ulteriore rilievo, chiarisce ancora l’avvocato Manella, «perchè supera Corte di Appello Penale di Milano sul caso del Comune di Milano che, con una motivazione lunga alcune centinaia di pagine, aveva assolto gli imputati escludendo reati e quasi lasciando pensare ad un orientamento favorevole alla assoluta liceità di siffatti contratti».

A settembre 2012, secondo gli ultimi dati di Bankitalia, 210 enti locali erano esposti con banche italiane su strumenti di finanza creativa per una cifra superiore agli 11 miliardi su cui è maturata una perdita potenziale di 6,2 miliardi. Il Tesoro, considerando anche le operazioni con istituti esteri, aveva censito a fine 2009 18 Regioni, 42 Provincie e 603 Comuni soffocati da swap per un valore di 35,7 miliardi. Secondo l'Anci, i Comuni con derivati sarebbero circa 800.

Non sempre però vincono i Comuni: il Tribunale di Pescara negli anni scorsi ha preso atto della validità dei derivati sottoscritti dal Comune di Penne con Bnl e hanno imposto all'amministrazione di corrispondere alla banca i differenziali di pagamento che lo stesso ente aveva rifiutato di versare. Bnl ha invece dovuto restituire al Comune le commissioni implicite risultanti dal differenziale di valore degli swap.