LA PROTESTA

Pescara: studenti in piazza contro ‘Buona scuola’, Ombrina e terrorismo

A Roma blitz al Miur

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Pescara: studenti in piazza contro ‘Buona scuola’, Ombrina e terrorismo

PESCARA. Agguerriti, decisi, stamattina migliaia gli studenti si sono riversati per le strade di Pescara, ancora una volta, per difendere il diritto allo studio, «minacciato dalla “Buona Scuola”, dalla crisi, da politiche lontane dalla realtà dei ragazzi».

Il corteo, partito dal ponte del mare, passa davanti agli uffici della Provincia.

«Vergogna!», hanno gridato i ragazzi, «le scuole ci crollano sulla testa, ma i fondi dove sono?».

In testa al corte c’erano i giovani del De Cecco, del Misticoni-Bellisario, che vivono una drammatica realtà scolastica. Il corteo si è fermato a piazza salotto, i rappresentati di tutte le scuole hanno discusso, parlato, sono emersi problemi.

«Bisogna valorizzare l'istruzione, la “Buona Scuola” è una riforma censitaria, aumenta la disparità tra istituti, è necessario praticare un'alternativa», ha detto Aksel Nikaj, coordinatrice del Collettivo Studentesco Pescara, esprimendo il pensiero di tutti gli studenti in piazza. E muovendosi nella direzione del diritto allo studio il CSP ha avviato una serie di progetti che prevedono modifiche al sistema dei trasporti pubblici in favore dei ragazzi e un centro aggregativo giovanile, per il quale si sono già ottenuti 40000 € di fondi.

Si è parlato anche di “Ombrina Mare”, il progetto che vuole costruire piattaforme per l’estrazione petrolifera a pochi km dalla costa. La manifestazione si è conclusa con un minuto di silenzio per quelle persone, in tutto il mondo, vittime del terrorismo.

Ma oggi gli studenti della Rete della Conoscenza (Unione degli Studenti - Link Coordinamento Universitario) sono scesi in piazza in tutta Italia per la mobilitazione internazionale studentesca promossa a livello europeo dall'Obessu e dall'appello We are in credit.

«Vogliamo tutto #pertutti, privilegi per nessuno» è stato lo slogan scelto dagli studenti. Nella notte gli studenti hanno fatto un blitz a Roma di fronte al Miur, esponendo lo striscione con lo slogan nazionale, e hanno appeso delle chiavi di cartone ai busti del Pincio: le chiavi della cultura, del diritto allo studio, del reddito e dell'accoglienza, possono aprire le porte ad una società libera da terrorismi, xenofobia e razzismo. Difatti al Miur le chiavi contenevano l'hashtag #porteaperte.

«La giornata internazionale degli studenti del 17 novembre è ancora più importante alla luce dei drammatici attentati di Parigi. Oggi costruiremo all'interno delle nostre piazze momenti di solidarietà e riflessione sull'accaduto e partecipando alle tante iniziative pomeridiane già previste in tutto il Paese, promosse sia da un appello sociale sia da quello studentesco - afferma Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza -. Gli studenti a livello internazionale vogliono immaginare un mondo senza confini, prendendo parola in solidarietà dei parigini e di tutte le vittime del terrorismo, ed in contrarietà alla xenofobia e all'odio razziale dilagante. E' su queste basi che vogliamo costruire un futuro di pace e giustizia per il nostro Continente e per tutto il mondo.#porteouverte è il segnale che vogliamo rilanciare anche nel nostro Paese, per il contrasto alle disuguaglianze sociali, per il diritto allo studio e la contaminazione tra culture differenti, il diritto all'accoglienza per tutte e tutti". Manifestazioni sono previste in una sessantina di piazze in tutta Italia».