LA STORIA

Comprensorio Marsia, «15 anni surreali tra cause, pignoramenti e sentenze inapplicate»

Il deputato di Sel, Melilla, chiede l’intervento del Ministero della Giustizia

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Comprensorio Marsia, «15 anni surreali tra cause, pignoramenti e sentenze inapplicate»

ABRUZZO. Il comprensorio turistico di Marsia, nel comune di Tagliacozzo, è stato realizzato tra gli anni ’60 e ’70 e avrebbe dovuto rappresentare una importante opportunità di sviluppo economico.

Dopo peripezie infinite e problemi ancora attuali per i proprietari, il caso approda in Parlamento con una interrogazione al ministro della giustizia avanzata dal deputato di Sel, Gianni Melilla che ripercorre tutto il complesso caso.

«Questa vicenda», spiega il parlamentare, «rappresenta un incredibile prodotto della nostra giustizia, la magistratura penale, infatti, ha rinviato a giudizio i responsabili del Consorzio di Marsia, ma non ha adottato nessuna misura cautelare per impedire agli stessi di continuare a perpetrare, in assenza di giudizio, quei reati dei quali sono accusati, inoltre, attualmente pende su questi reati il rischio di prescrizione».

Da 15 anni è in atto una situazione che arreca enormi danni alle comunità locali, alle amministrazioni pubbliche del territorio di Tagliacozzo ed ai mille proprietari di immobili presenti nel comprensorio, costretti a pagare il Comune ed il Consorzio stradale per servizi effettivamente svolti e centinaia di migliaia di euro al Consorzio privato, anche dopo la completa cessazione di ogni sua attività.

Melilla chiede al ministero se non ritenga di dover intervenire per dare, fino all’esito definitivo dei procedimenti penali e civili già attivati, «coerenza e concreta efficacia agli atti già emessi dagli uffici giudiziari e per dare immediato seguito alla sentenza del Tribunale di Roma n. 16929 del 2012, nella parte in cui ha inibito agli amministratori del Consorzio di Marsia il compimento di nuove operazioni».

COSA STA ACCADENDO

Il comprensorio, situato in una zona montana di inestimabile valore naturale e turistico, comprende circa mille abitazioni, esercizi commerciali e lotti di terreno; per molto tempo i servizi comprensoriali sono stati gestiti dal “Consorzio di Marsia” (un cosiddetto ‘consorzio di urbanizzazione’, giuridicamente una associazione non riconosciuta) istituito dalla società lottizzatrice con sede legale a Roma, il quale, però, dopo una prima positiva fase di forte sviluppo, ha cambiato gestione e non è più stato in grado di realizzare opere fondamentali quali la rete fognante e la messa in funzione dell’acquedotto, terminato nel 1985 e mai collaudato.
Per ovviare a questo stato di cose il Comune di Tagliacozzo dal 2002 svolge direttamente i servizi pubblici necessari quali, ad esempio, la manutenzione delle strade e lo sgombero della neve e nel 2009, in accordo con i proprietari degli immobili, ha istituito, a norma di legge, il “Consorzio stradale obbligatorio di Marsia”, ente pubblico finalizzato a risolvere efficacemente i gravi problemi del comprensorio, subentrando al vecchio Consorzio Marsia, come previsto anche dall’atto costitutivo e dallo statuto di quest’ultimo, anche per completare l’urbanizzazione e lo sviluppo del comprensorio.

Dunque dal 2002 il vecchio Consorzio Marsia ha cessato di svolgere le sue funzioni e la sua attività a Marsia, ma, nonostante questo stato di cose, gli amministratori dello stesso hanno continuato a produrre ogni anno i bilanci e i piani di riparto delle spese per centinaia di migliaia di euro, pretendendo che i consorziati continuino a corrispondere al Consorzio ingenti somme;
tutti i provvedimenti adottati dal Comune di Tagliacozzo sono stati dichiarati legittimi da alcune sentenze del TAR Abruzzo e del Consiglio di Stato.

Inoltre i proprietari degli immobili di Marsia si sono rivolti alla giustizia per sanare la situazione, ma gli amministratori del vecchio Consorzio hanno avviato una serie di contenziosi presso le sedi giudiziarie di Roma e dell’Abruzzo causando ulteriori, ingenti spese a danno delle amministrazioni locali e dei proprietari;
tra le conseguenze dannose c’è anche la perdita di valore degli immobili e la quasi totale chiusura degli esercizi commerciali.

I BILANCI
Dal 2002 ad oggi sono stati adottati numerosi provvedimenti contro il Consorzio: alcune sentenze hanno annullato i bilanci preventivi e consuntivi del Consorzio (relativi agli anni dal 2000 al 2009 ed il preventivo del 2010); nel maggio del 2011 è stato emesso, dalla Procura della Repubblica di Roma, un decreto di rinvio diretto a giudizio a carico degli amministratori del Consorzio e del titolare delle società appaltatrici.

Inoltre nel settembre del 2012 il tribunale civile di Roma ha dichiarato sciolto dal 2009 il Consorzio di Marsia ed ha inibito agli amministratori il compimento di nuove operazioni. Nel 2013 tre sentenze della Corte d’Appello di Roma hanno revocato altrettante ingiunzioni di pagamento (relative ad ingiustificate quote consortili) richieste dal Consorzio, perché lo stesso non ha prodotto alcuna documentazione attestante le spese sostenute;  a giugno di quest’anno è stata pronunciata dalla Corte d’Appello una quarta sentenza dello stesso tenore delle altre

La situazione per i proprietari del comprensorio di Marsia diventa sempre più grave, infatti coloro, e sono tantissimi, che si rifiutano di versare le quote consortili vengono colpiti da decreti ingiuntivi con conseguenti cause civili presso il Tribunale di Roma.

Intanto il disciolto Consorzio continua a produrre bilanci con conseguenti decreti ingiuntivi a danno dei proprietari i quali non pagano, ma  subiscono comunque pignoramenti e danni materiali per svariate migliaia di euro.
Ciò avviene in quanto la sentenza che ha dichiarato lo scioglimento del Consorzio di Marsia è stata impugnata in Appello e non è ancora passata in giudicato.

Nel decreto di rinvio a giudizio è chiaramente evidenziato che il credito vantato nei confronti dei consorziati è azionato dalle procedure giudiziarie, in pratica , cioè, la continua minaccia e il ricorso alle procedure giudiziarie dal 2002 sono lo strumento di vessazione continua nei confronti dei proprietari del comprensorio di Marsia.

I proprietari a loro volta, hanno presentato altre denunce dalle quali è scaturita una nuova inchiesta, ancora non conclusa. E la storia è infinita.