INSABBIATI

Porto Pescara, a rischio i 3 milioni di euro. Si lavora su una variante al progetto

L’allarme di Forza Italia e la conferma del sindaco

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

362

Porto Pescara, a rischio i 3 milioni di euro. Si lavora su una variante al progetto

PESCARA. Pescara rischia oggi di perdere i 3milioni e mezzo di euro di Fondi Fas previsti per l’apertura della diga foranea del porto.

Quella somma dev’essere infatti vincolata con l’aggiudicazione della gara d’appalto, e la firma del contratto con l’impresa vincitrice, entro il 31 dicembre 2015, ma a oggi non Si sa se esista un progetto, mai visto; seppure ci fosse un progetto, doveva essere sottoposto alla Valutazione d’Incidenza ambientale, che richiede 45 giorni di tempo; doveva essere indetta una gara d’appalto europea, dunque almeno 60 giorni di pubblicazione sul Bura. Ma soprattutto doveva esserci il nuovo Piano regolatore portuale, che non c’è.

A dirlo è stato stamane il capogruppo di Forza Italia, alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri nel corso della conferenza stampa odierna convocata sul tema con i capigruppo comunali di Forza Italia, Marcello Antonelli, e del Nuovo Centro-destra, Guerino Testa.

A questo punto il centrodestra chiede al presidente D’Alfonso di lasciar perdere pontili del cielo, nuovo stadio e opere su cui non ha, peraltro, alcuna competenza, e piuttosto concentri le energie su un’opera partita nel 2005, con il sottosegretario Nino Sospiri, e che oggi è la priorità delle priorità.

«Per non perdere i fondi, provveda a varare una variante al vecchio Piano regolatore portuale, tuttora vigente, e chieda al Ministero di darci una corsia preferenziale per appaltare velocemente l’intervento», dicono i consiglieri.

LA CRONOLOGIA

Nel dicembre 2014 – ha ripercorso il Capogruppo Sospiri – il Presidente D’Alfonso con la delibera numero 244 ha rimodulato i fondi Fas, la stessa delibera con cui ha stabilito di dare 1 milione di euro per il ponte del cielo, 1milione e mezzo per i Giochi del Mediterraneo, ha finanziato il rifacimento del sagrato della chiesa di San Giovanni Teatino, la Badia di Celestino V, e ha destinato 6 milioni di euro per le portualità di Pescara e Francavilla al Mare. Il 20 gennaio 2015, nel corso della seduta del Consiglio regionale, Sospiri ha chiesto al Governatore come sarebbero stati divisi i soldi tra Pescara e Francavilla al Mare e D’Alfonso rispose che a Pescara andavano 3milioni e mezzo di euro destinati all’apertura della diga foranea e alla realizzazione della nuova banchina con una nuova vasca di colmata, che avrebbe anche consentito di dragare migliaia di metri cubi di sabbia dai fondali.

IL PIANO REGOLATORE PORTUALE

«Nel corso dei 10 mesi appena trascorsi», spiega Sospiri, «abbiamo spesso dibattuto su a che punto fosse il nuovo Piano regolatore portuale. A oggi registriamo che il nuovo Piano regolatore portuale non è arrivato, e abbiamo il forte timore che i fondi Fas, che dovevano tradursi in obbligazioni giuridicamente vincolanti entro il 31 dicembre 2015, rischiano di essere persi, a meno che qualcuno non abbia progettato l’opera in gran segreto. Ma sappiamo che la stazione appaltante è sempre l’Osservatorio regionale per le Opere pubbliche, parliamo dell’apertura verso nord di 70 metri della diga foranea, che ha una base grande quanto un campo di calcio, e l’intervento prevedeva che, fatta l’apertura, si prendeva il materiale demolito e ci si costruiva una nuova barriera frangiflutti, lato Madonnina, per limitare l’azione delle correnti».

In più si sa che il Ministero ha appaltato una ulteriore barriera soffolta a nord che dovrà impedire alla sabbia di entrare nel bacino.

«Tuttavia tutta l’opera, meritoria», ha aggiunto Sospiri, «è oggi incompatibile con il vecchio Piano regolatore portuale ancora vigente, non essendoci il nuovo».

Inoltre un simile cantiere va sottoposto alla Via, la Valutazione d’incidenza ambientale, che richiede almeno 45 giorni di tempo, a meno che non intervenga un decreto del Consiglio dei Ministri a tagliare i termini; ma sicuramente, visto l’importo dei lavori, è necessario un bando di gara europeo, che richiede almeno 60 giorni di pubblicazione sul Bura.

«IL TEMPO STRINGE»

«Ora – ha sottolineato il Capogruppo Sospiri -, seppure ci fosse già un progetto, siamo al 13 novembre e il nuovo Piano regolatore portuale non è stato vistato, il progetto di apertura della diga non è iscritta alla Via e, ammesso che il Consiglio dei Ministri faccia superare i 45 giorni della Via, occorre comunque la gara europea».

Il centrodestra propone di varare una variante al vecchio Piano regolatore: «chiediamo al Ministero di darci una corsia preferenziale, sperando che si possa giungere a una definizione veloce, si manifesti a Roma l’urgenza di fare i lavori per abbattere i tempi di gara, e sollecitiamo gli Organismi competenti affinchè entro il prossimo 31 dicembre ci sia una ditta che si sia aggiudicata la gara. Occorre evitare che Roma si riprenda i 3milioni e mezzo di euro non spesi, che finirebbero in una nuova programmazione, ovvero sarebbero persi».

ALESSANDRINI E DEL VECCHIO: «STESSA IDEA»

«Apprezziamo molto le proposte che arrivano dalla conferenza stampa di stamane dei consiglieri comunali e regionali del centrodestra», commentano il sindaco Marco Alessandrini e il vice Enzo Del Vecchio.

«La variante all’attuale assetto del porto è la stessa idea che questa Amministrazione sta portando avanti presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici già da quando abbiamo realizzato che i tempi di approvazione del PRP avrebbero potuto mettere a rischio l’utilizzo di dette risorse.  Ci fa piacere condividere questa convinzione, precisando che già dal mese di ottobre è stata incardinata presso il Consiglio superiore dei Lavori pubblici la procedura denominata Adeguamento Tecnico Funzionale, che altro non è che una variante all’attuale piano regolatore, finalizzata alla realizzazione di uno stralcio del nuovo Prp, cioè quella parte che consente di utilizzare i fondi regionali per creare un’apertura nella diga foranea e predisporre le ulteriori opere che consentano al fiume di sfociare direttamente al di là della diga foranea».

«Questa iniziativa, che ci auguriamo possa essere deliberata dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nei tempi necessari, consentirà all’infrastruttura portuale di anticipare quell’assetto definito nell’interesse della intera economia regionale e garantendo prospettive alle imprese che direttamente operano nel porto di Pescara».