L'INCHIESTA

Traffico armi e mercenari: perquisizioni in tutta Italia (anche in Abruzzo)

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Traffico armi e mercenari: perquisizioni in tutta Italia (anche in Abruzzo)

VENEZIA. Stanno interessando diverse regioni, dal nord al sud d'Italia, le perquisizioni disposte dalla magistratura napoletana ed eseguite dal Gico della Guardia di Finanza di Venezia, dallo Scico e da altri reparti, su un traffico di armi destinate a Paesi africani dove sono in corso conflitti. Da quando si apprende, le indagini che hanno portato alle perquisizioni avrebbero preso origine nell'area partenopea e in questi ultimi mesi si sarebbero intrecciate con altre vicende riguardanti presunti reclutamenti di 'mercenari' coinvolgendo così altre realtà, tra cui personaggi gravitanti in Veneto. In questo contesto, secondo si apprende, sarebbe maturato il filone relativo ai presunti reclutamenti di 'mercenari'.

Le perquisizioni sono state eseguite in undici regioni: Veneto, Campania, Lazio, Lombardia, Sicilia, Molise, Abruzzo, Toscana, Piemonte, Friuli e Liguria. Una è stata disposta dai magistrati della Dda di Napoli anche nei confronti di un ex ambasciatore dell'Armenia. E' quanto trapela sugli sviluppi dell'inchiesta che ha portato oggi alla esecuzione da parte della Guardia di Finanza di Venezia nell'ambito di una operazione su una organizzazione dedita al traffico di armi e all'arruolamento di mercenari da inviare in alcuni paesi africani.

Nell'indagine è coinvolto, tra gli altri, l'imprenditore Pasquale Chianese, ritenuto vicino al clan camorristico dei Casalesi, che avrebbe dovuto fare l'istruttore militare in Africa. Per quanto riguarda i legami con il terrorismo si segue la pista dei contatti con la Somalia.

L'inchiesta, che è nata poco più di un anno fa seguendo le tracce di un imprenditore vicino all'ala Bidognettiana del clan dei Casalesi, ha avuto un'accelerazione nelle ultime settimane in seguito alle anticipazioni della trasmissione di Rai Tre, Report.

Risulta coinvolta anche una società che opera nel settore dei componenti di elicotteri, la "Società Italiana elicotteri". Questa società esporta componentistica per elicotteri ed aerei, impiegati anche a fini militari in quei paesi dalla bellicosità accentuata.

L'amministratore delegato della Società Italiana Elicotteri, Andrea Pardi, ai primi di ottobre, si è reso protagonista di una vera e propria aggressione ad un giornalista di "Report" che indagava sul traffico d'armi. Nelle perquisizioni effettuate tra Napoli, il Lazio, il Veneto e il Piemonte è venuta fuori una rete di caratura internazionale che sostiene il traffico d'armi e addestra mercenari e che vede coinvolti anche ex ambasciatori, mediatori d'affari ed ex militari.

Nel corso delle perquisizioni sono state trovate tracce di armamenti tipo mitragliatori, cannoncini e armi leggere. Oltre la Somalia, le armi arrivano in Nigeria, Libia, Sudan, ma tracce di questo traffico gestito da una rete internazionale arriva anche in Armenia. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati file e computer. Da qui gli inquirenti ora cercano di ricostruire anche la rete dei canali di trasporto. Cercano di capire da quali porti partiva la merce e i vettori che le portavano a a destinazione, visto che le armi sono per lo più di fabbricazione italiana.
I magistrati della Dda indagano anche sulla rete di complicità internazionale che nasce dagli stessi centri di affari, ma passa anche attraverso ex militari. Si indaga, infatti, sull'addestramento di mercenari e su una rete idonea di campi di addestramento in Africa, sempre in quei paesi che hanno conflitti in corso o instabilità governativa.