SENTENZA FINALE

Sisma L'Aquila: crollo Convitto, ex preside in carcere dopo la condanna definitiva

Ieri l’uomo è stato portato nel penitenziario

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Sisma L'Aquila: crollo Convitto, ex preside in carcere dopo la condanna definitiva

UDINE. La Polizia di Stato di Udine ha eseguito ieri un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della Corte d'Appello dell'Aquila nei confronti di Livio Bearzi, di 58 anni, residente a Cividale (Udine), all'epoca del sisma all'Aquila preside del Convitto nazionale, crollato durante il terremoto provocando la morte di tre studenti minorenni e il ferimento di altri due.

Bearzi era stato condannato per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose a una pena di quattro anni di reclusione,  con pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, sentenza confermata in via definitiva nell'ottobre scorso dalla Corte di Cassazione.

Bearzi si trova ora nel carcere di Udine.

Sia per lui che per Vincenzo Mazzotta, al tempo dirigente della Provincia dell’Aquila, per cui la condanna era stata più “mite” - le accuse sono quelle di concorso in omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Si trattava del primo “passo” nella super inchiesta avviata sui crolli della Procura che segue il caso ancora adesso. Ora siamo giunti a un giudizio definitivo. La condanna è del 23 ottobre scorso. Il legale di Bearzi, Paolo Enrico Guidobaldi, aveva tentato il ricorso ma era stato rigettato.

Il Convitto nazionale doveva essere evacuato secondo l’accusa ma il preside, ha sempre sostenuto la difesa, non aveva alcun potere al riguardo e, inoltre, la commissione Grandi Rischi aveva rassicurato tutti. Secondo il giudice Grieco, «Bearzi», si legge nella motivazione, «operò in totale spregio del piano di sicurezza vigente e delle più elementari norme cautelari che in quel momento niente altro imponevano se non di fare uscire i minorenni come già avvenuto nei giorni precedenti. Egli impose ai più piccoli di restare nelle loro stanze come se fossero sicure azzerando ogni percezione delle ben note condizioni dell’odierna struttura». I due imputati sono assistiti dagli avvocati Paolo Enrico Guidobaldi e Antonio Mazzotta.

Nella stessa giornata dell’arresto di Bearzi una nuova bufera giudiziaria si è abbattuta sulla ricostruzione privata del capoluogo devastato dal sisma. Nei guai sono finiti l'ex vicesindaco del capoluogo nonché assessore all'Urbanistica, Roberto Riga, arrestato ai domiciliari come figura cardine dell'inchiesta, e l'imprenditore Massimo Mancini, vice presidente dell'Aquila Calcio, pure detenuto in casa, entrambi con l'accusa di corruzione in concorso per l'aggiudicazione della ricostruzione da 28,5 milioni di euro del complesso dell'Opera salesiana.