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Regione, il dirigente che scarica D’Alfonso: «situazione insostenibile»

Cipollone lascia dirigenza Bilancio. Ecco le sue motivazioni

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Regione, il dirigente che scarica D’Alfonso: «situazione insostenibile»

ABRUZZO. Ritardi, criticità, e situazione non più sopportabile. E poi ancora: carico di lavoro eccessivo e pessima organizzazione e incongruenze. Con queste motivazioni nei giorni scorsi il dirigente del Servizio Bilancio, Carmine Cipollone, ha lasciato l’incarico.

Dalla sua lettera di dimissioni, firmata a fine ottobre, emerge una situazione particolarmente critica e di difficile sopportazione.  Così la settimana scorsa la giunta D’Alfonso non ha potuto far altro che prendere atto di questo addio, l’ennesimo in pochi mesi, e di sicuro non una novità dal momento che Cipollone, già (e contemporaneamente) dirigente del Servizio Ragioneria fin da subito aveva mostrato il suo malumore.  

 Ed ha retto pochissimo, basta fare i calcoli: era stato nominato a giugno scorso: ha resistito 4 mesi e qualche giorno.

Le prime perplessità erano arrivate già a luglio quando tuttavia Cipollone scrisse alla giunta di voler comunque non rifiutare l’incarico «per spirito di responsabilità» accettando però «con riserva».

 Già allora, però, c’era qualcosa che non piaceva. Il 22 luglio, infatti, era stata notificata la deliberazione della Corte dei Conti che evidenziava le criticità e gli inadempimenti vista la mancata approvazione da parte della giunta del disegno di legge di approvazione del rendiconto generale 2013.

Con la stessa nota si segnalò anche le difficoltà di garantire l’efficace e efficiente operatività avendo previsto l’affidamento dell’incarico dirigenziale ad un’unica persona.

Cipollone aveva già evidenziato anche il notevole ritardo per la definizione di alcuni procedimenti del Servizio Bilancio a causa della carenza di organico. Aveva fatto notare che il Servizio Ragioneria aveva già accumulato ritardi nella realizzazione delle procedure della piattaforma di certificazione dei crediti, la gestione della fatturazione elettronica, la definizione degli indicatori di tempestività dei pagamenti.

Una nuova contestazione sulle difficoltà di portare avanti il lavoro dei due servizi e la richiesta di nominare un dirigente al bilancio era arrivata alla vigilia di ferragosto. E sempre in piena estate il dirigente si è visto costretto pure a saltare le ferie, insieme ad altro personale.

«Questa situazione», annota Cipollone nella lettera di dimissioni, «non è più procrastinabile stante i rilevantissimi complessi adempimenti dei due servizi  affidati» a lui e il «costante rischio di inadempimenti suscettibili di arrecare danni alle finanze regionali e di responsabilità a carico del dirigente per l’insostenibile carico di lavoro e per le critiche condizioni organizzative dei servizi affidati».

L’ANTICORRUZIONE

Sempre Cipollone a luglio aveva scritto alla Regione per segnalare una serie di incongruenze da sanare. Ad esempio l’ente regionale sosteneva che non ci fossero dirigenti sprovvisti di incarico. Ma così non era: «al 23 giugno alcuni dirigenti regionali risultavano privi di qualsivoglia incarico dirigenziale a decorrere da dicembre 2014», dice Cipollone.

E poi ancora il dirigente ricordava che il servizio Bilancio è uno dei settori considerati a rischio corruzione dal piano regionale. E questo vuol dire che dal 1° giugno del 2007, ovvero tre anni dopo il suo arrivo, Cipollone avrebbe dovuto ruotare di incarico ma non è stato fatto.

E sempre il dirigente ricordava che il piano anticorruzione della Regione prescrive che il conferimento degli incarichi faccia seguito ad una procedura di carattere comparativo che non risulta essere stata fatta. Perché?