CEMENTO E PETROLIO

Ombrina, D’Alfonso assente a Roma. «Per lui lo Stadio è più importante»

Le contestazioni di Acerbo: «perché non c’era?»

Redazione Pdn

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Ombrina, D’Alfonso assente a Roma. «Per lui lo Stadio è più importante»

ABRUZZO. D'Alfonso ieri non era a Roma alla Conferenza di servizi. Non c'era neanche la volta precedente. Eppure si discuteva di una questione vitale per l'Abruzzo, di un progetto contro la quale si sono tenute nel giro di due anni le più grandi manifestazioni forse della storia regionale e si sono schierati tutti gli enti locali, la Regione, associazioni, sindacati, organizzazioni di categoria, i vescovi.

«Ma quali erano gli impellenti impegni che gli hanno impedito di essere presente a un appuntamento decisivo per il futuro dell'Abruzzo?», domanda l’ex consigliere regionale di Rifondazione Comunista, maurizio Acerbo.

«Come mai non è andato a Roma a battere i pugni nelle stanze del Ministero per fermare l'ufo il politico che si è sempre vantato di essere capace di far valere a Roma gli interessi dell'Abruzzo? Quali erano gli indifferibili impegni che gli hanno impedito di essere a Roma?»

Prima una delle tanti riunioni sul Masterplan in Regione e poi intorno a mezzogiorno il presidente era al Comune di Pescara per la "Presentazione Preliminare Progetto Stadio Adriatico".

Nulla che non si potesse spostare anche perché della riunione romana si conosceva data e ora da quasi un mese. Da qui la certezza che il governatore abbia scientemente evitato l’appuntamento e le ‘dure’ dichiarazioni a consuntivo contro il governo, e la decisione d’imperio presa contro la volontà di tutti, sono state affidate al vice presidente Giovanni Lolli.

Insomma, D’Alfonso si è risparmiato anche le critiche a Renzi.

«L'affidamento ai privati dello stadio di Pescara per una grande operazione edilizia da 40 milioni», insiste Acerbo, «è cosa a cui il presidente teneva evidentemente più che alla difesa della Costa dei trabocchi. Lo comprendiamo vista la passione per la materia: pur affidare i cimiteri a privati ci è finito sotto processo, figuriamoci per lo Stadio.  Casualmente il presidente della Pescara Calcio che ha presentato il progetto al Comune è anche coinvolto nel progetto della City che la Regione si appresta ad acquistare e  secondo notizie di stampa  il "regista" del tentativo di alcuni  imprenditori di conquistare la Banca di Credito Cooperativo di Capelle. Capisco che l'operazione appassioni molto D'Alfonso, ma lui che c'entra? Mica è sindaco di Pescara».

Acerbo si chiede se per caso la questione dello stadio  sia più importante di Ombrina? Una riunione tra interlocutori tutti pescaresi non poteva essere spostata?

«L'assenza a Roma appare dunque non solo ingiustificata ma anche il segno che D'Alfonso non vuole uno scontro frontale con il governo su Ombrina come sui taglia alla sanità perché sono altre le partite che gli interessano».

«Il muro contro muro non funziona», frena Marco Rapino, segretario regionale del Pd, «bisogna tornare a parlare seriamente di ambiente, di come tutelarlo e di come riuscire a stabilire un ciclo virtuoso tra istituzioni, politica, cittadini e imprese. Urlare non porta a nulla, discutere e approfondire i temi è la via migliore se vogliamo davvero salvaguardare le nostre coste, il nostro mare e le nostre ambizioni di crescita economica».

Già ieri gli stessi dubbi erano stati espressi anche dagli esponenti di Forza Italia che hanno parlato di  approssimazione del presidente che non ha voluto partecipare all’importante appuntamento «venendo meno a tutte le dichiarazioni di intenti e alle belle promesse propinante agli abruzzesi a cominciare dalla volontà di contrastare gli Ufo nell’Adriatico Nei giorni scorsi inoltre avevamo sottolineato come l’istituzione del Parco marino, approvata giovedì scorso in Consiglio regionale, fosse solo una pezza a colori, tra l’altro fatta male, che mai avrebbe impedito la realizzazione di Ombrina».