I CAVILLI DI BATTAGLIA

Provincia di Chieti, ora nessuno vuole gli immobili scontati di 5 mln

Spunta l’ennesima incongruenza nel prezzo

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Provincia di Chieti, ora nessuno vuole gli immobili scontati di 5 mln

CHIETI. Dall’ «abbiamo venduto tutto» al «non abbiamo venduto niente» in meno di due mesi.

La vendita dei beni della Provincia di Chieti non brilla e non solo ci sono dubbi sulla regolarità del bando -troppo veloce -ma ad oggi, giorno della scadenza dell’avviso, nessun acquirente si è fatto avanti. Le casse restano vuote, con il rischio di default, e gli immobili restano sul groppone dell’ente provinciale fino a nuovo ordine.

Eppure a fine settembre l’affare immobiliare sembrava ormai fatto: cotto e mangiato senza avere nemmeno il tempo di accorgersene. Il presidente Pupillo lo aveva annunciato in una conferenza stampa ai quattro venti, poi qualcuno ha consigliato una strada diversa e più rispondente al regolamento e alle leggi. Così è partito il bando pubblico…  

 E così dopo la retromarcia adesso arriva anche lo stop improvviso dato dalla mancanza di offerte.

E c’è un’altra novità: spulciando infatti i documenti ufficiali si scopre che l’Ente ha messo in vendita gli immobili ad un prezzo nettamente inferiore (circa 5 milioni di euro) al valore dichiarato nei documenti ufficiali meno di un anno fa. Cosa ha determinato questo maxi sconto?

Ma facciamo un passo indietro per ricapitolare tutta la vicenda.

A fine settembre il presidente Pupillo annuncia che l’affare è fatto: gli immobili sono stati venduti , dopo una complessa istruttoria: la società Invimit (partecipata al 100% dal ministero Economia e Finanze) ha fatto pervenire in Provincia due proposte irrevocabili di acquisto relative a due immobili di proprietà provinciale, le attuali sedi della Prefettura e Questura e la sede del Tribunale.

Per il primo sono stati offerti poco meno di 7 milioni di euro. Per il secondo quasi 10. Il presidente esultò perché nelle casse pubbliche sarebbero arrivate importanti risorse per evitare il tracollo. Qualche giorno dopo, però PrimaDaNoi.it aveva messo in luce la ‘pericolosità’ di questa manovra in quanto con una contrattazione pressocchè diretta l’ente non avrebbe rispettato il suo regolamento ovvero la necessità di bandire una gara pubblica.

A metà ottobre la retromarcia: la Provincia pubblica un bando pubblico che presenta però qualche irregolarità e nessuna spiegazione su cosa sia accaduto con l’Invimit.

I prezzi a base d’asta indicati nel bando erano proprio quelli, centesimi compresi, che aveva offerto l’immobiliare Invimit ( 6.301.944 euro e  9.889.986 euro ). 

Ma ad alcuni il bando è pure sembrato troppo rapido: solo 20 giorni di tempo per presentare le offerte ma il regolamento della Provincia dice che ne devono passare 30.

Perché tutta questa fretta?

Ora la doppia notizia del giorno: nessuno ha risposto al bando e c’è pure una anomalia sul valore degli immobili. C’è infatti una discrepanza tra quello che si legge sul bando e quello che meno di un anno fa è stato scritto nella deliberazione del Consiglio Provinciale n. 3 del 10/02/2015, non proprio un foglietto di carta che passa inosservato.

Nella delibera il valore del Palazzo provinciale è di 10.885.000 euro ma nel bando la base d’asta è di 6,3 milioni: c’è dunque una differenza di 4,5  milioni di euro.  Nel caso del tribunale, invece, il valore è 10.805.000,00 ma nel bando la vendita parte da 9,8 milioni.

Cosa è accaduto nel frattempo? A chi è venuta la brillante idea di fare questo maxi sconto da 5 milioni di euro? Senza contare che gli immobili, soprattutto il tribunale, è oggetto di lavori di ristrutturazione e consolidamento post terremoto per oltre 5 mln di euro.

Sulla vicenda orami da giorni è sceso un imbarazzante silenzio che non contribuisce a riportare la serenità su tutta l’operazione.