LA PROTESTA

Settore metalmeccanico in crisi nel Teramano, a rischio 700 posti di lavoro

Fiom proclama lo stato agitazione generale

Redazione Pdn

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Settore metalmeccanico in crisi nel Teramano, a rischio 700 posti di lavoro

TERAMO. La segreteria Fiom Cgil di Teramo, su mandato del comitato direttivo provinciale Fiom, ha proclamato  lo stato di agitazione generale di tutto il settore metalmeccanico della provincia di Teramo come risposta alle ristrutturazioni in atto ed al rischio di chiusura o delocalizzazione di numerose aziende nei prossimi mesi di circa 700 posti di lavoro.

La drammatica situazione del settore metalmeccanico, che si contraddistingue per la contemporanea esplosione di numerose vertenze (Veco, CMP, Officine Maccaferri), la necessità di consolidamento della situazione dell’ATR di Colonnella, il rischio di delocalizzazione di aziende dell’indotto automotive, impone secondo il sindacato l’apertura di una vertenza territoriale e l’intervento immediato con strumenti eccezionali da parte delle istituzioni.

«La contemporaneità delle crisi e la rapida evoluzione dei processi può a nostro avviso produrre effetti di deterioramento irreversibile sul sistema industriale metalmeccanico», commentano dalla segreteria.

«Sarà nostra cura elaborare un documento che sarà posto all’attenzione delle Istituzioni sulle principali criticità in atto». Il comitato direttivo Fiom Cgil di Teramo, per questo proclama lo stato agitazione generale di tutto il settore metalmeccanico con un’ora di sciopero.

Il calendario delle iniziative di astensione dal lavoro si articolerà nel corso della settimana con comunicazioni delle iniziative da parte delle RSU. La segreteria Fiom Cgil di Teramo si riserva ulteriori iniziative sulla base degli sviluppi delle vertenze in corso.