La GdF alla d’Annunzio: acquisiti documenti della Fondazione e del Cineca

Alessandro Biancardi

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La GdF alla d’Annunzio: acquisiti documenti della Fondazione e del Cineca
CHIETI. Visita inattesa della Guardia di Finanza di Chieti al rettorato della d’Annunzio. Non era però una visita di cortesia per il rettore Franco Cuccurullo.

L’ufficiale ed i finanzieri hanno acquisito documenti sulla Fondazione d’Annunzio e sul Cineca, il consorzio interuniversitario di calcolo con sede a Bologna, che offre servizi a 43 Atenei italiani (tra cui quello di Chieti) oltre che al Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) ed al Miur, il ministero dell’Università. Il Cineca infatti gestisce la rete informatica interna della d’Annunzio e fornisce tutti i servizi: dalla contabilità e dalle buste paga, agli esami degli studenti, alla verbalizzazione degli atti ecc. ecc.

Superato il primo sconcerto e su richiesta precisa, gli impiegati hanno dovuto consegnare diverse cartelle conservate nei faldoni: la Gdf cercava documenti sugli aspetti contabili ed economici della Fondazione ed i contratti con tutti gli allegati ed i pagamenti effettuati annualmente dalla d’Annunzio al Cineca.

Si parla di un canone annuo di circa 2 milioni di euro “attenzionato” dalla Gdf per almeno due motivi: il primo è che si tratta di un esborso notevole per il quale si vuole conoscere se è stato deciso con una gara d’appalto o no, trattandosi di servizi sottoposti a libera concorrenza. Il secondo è la comparazione tra il canone che paga Chieti e quello che il Cineca riscuote da altri enti nazionali. Il tutto secondo una verifica generale per conoscere se i soldi della d’Annunzio e della Fondazione abbiano seguìto l’itinerario obbligato di tutti i finanziamenti pubblici, cioè l’appalto e l’evidenza pubblica nell’assegnazione e nelle spese.

Fari puntati dunque sulla Fondazione? Certamente sì, almeno per una parte, perché l’interesse della GdF per il Cineca all’Università di Chieti è in realtà la costola di un’inchiesta nazionale scattata a settembre scorso, quando l’Autorità garante della concorrenza e del mercato formulò alcune osservazioni sul nuovo Statuto di questo consorzio approvato dal Miur.

 I RILIEVI DEL GARANTE E LA MANCATA GARA D'APPALTO

L’Antitrust sostiene che il funzionamento del Consorzio Cineca ed i servizi offerti alle università procurano effetti distorsivi sulla concorrenza: infatti gli Atenei che gestiscono in proprio la loro rete diminuiscono, mentre aumentano quelli assistiti dal Cineca. Ciò causa «problematiche concorrenziali nel mercato dell’elaborazione e della fornitura di software per la gestione informatizzata delle segreterie studenti nelle Università italiane».

«Il Consorzio - sostiene poi il Garante per la concorrenza - si avvale di una società strumentale sua controllata, la Kion spa, che si occupa della commercializzazione delle licenze d’uso dei software elaborati in ambito Cineca, nonché della prestazione dei servizi di assistenza e di manutenzione post vendita», anche qui senza gara.

«Le università pubbliche – si legge nella nota del Garante – come tutte le pubbliche amministrazioni, sono tenute al rispetto delle regole e dei princìpi dell’evidenza pubblica laddove decidano di esternalizzare i propri servizi non agendo quindi in autoproduzione, ma rivolgendosi a soggetti terzi che esercitano un’attività imprenditoriale».

Lo strumento inderogabile per affidare i servizi è dunque l’appalto, un principio di carattere generale peraltro già noto e che all’università di Chieti vive un’aggravante: esisteva infatti un Centro di calcolo interno (creato e sviluppato ai tempi del rettore Uberto Crescenti) in grado di governare le necessità informatiche della d’Annunzio. Questo Centro è appassito pian piano e quindi è stato sostituito con il Cineca. Tra gli altri rilievi dell’Antitrust c’è poi quello sul codice sorgente “chiuso” di Esse3, il software fornito da Kion.

Così infatti l’Ateneo che lo usa non può modificarlo o personalizzarlo in proprio, ma deve rivolgersi a pagamento agli sviluppatori di Kion, con «effetti distorsivi della concorrenza ulteriormente rafforzati». Al contrario il Codice dell’amministrazione digitale prevede un codice sorgente aperto. Al massimo dunque, scrive infine il Garante Antonio Catricalà, i costi, il software, le manutenzioni potrebbero essere un «parametro di riferimento» nazionale.

Quindi le Università che decidono di avvalersi dei servizi Cineca non possono farlo «in aperta violazione della normativa sulla concorrenza». Conclusione dell’Antitrust: «si sottolinea la necessità che alle distorsioni evidenziate sia posto quanto prima un termine».

 Sebastiano Calella 14/04/2011 8.05