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Imprenditore ortonese ‘strozzato’ dalla banca: «o paghi o ti rovino»

La storia seguita dall’associazione Sos Utenti

Redazione Pdn

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Imprenditore ortonese ‘strozzato’ dalla banca: «o paghi o ti rovino»

Avv. Andrea Florindi

ORTONA. «O mi paghi gli interessi usurari o ti rovino segnalandoti a sofferenza». Questo è il sostanziale ricatto subito da un imprenditore ortonese da una ex Banca Abruzzese.

L'imprenditore si ribella e per ritorsione viene segnalato a “sofferenza” in Centrale Rischi. Lo stesso si rivolge a Sos Utenti e il presidente del Tribunale di Sulmona, Giorgio Di Benedetto, ordina alla Banca la cancellazione dalla Centrale Rischi.

La storia la racconta l’associazione che ha seguito da vicino l’azienda. L’imprenditore, titolare di un’azienda elettronica  di Ortona, si è trovato di fronte a condizioni sempre più onerose fino a superare i limiti di legge antiusura.

L’azienda non ha retto e si è rivolta alla Sos Utenti. A seguito di accertamenti tecnici approfonditi, a cura di Gennaro Baccile, l'azienda tartassata ha contestato alla banca la pratica usuraria, rendendosi comunque disponibile a pagare il giusto, ma non a restituire il denaro a “strozzo”.

La Banca ha respinto ogni contestazione e per ritorsione ha segnalato l’Impresa a “sofferenza”, presso la Centrale Rischi, ovvero tra i cattivi pagatori insolventi.

E’ noto come tale segnalazione venga appurata da tutte le altre Banche determinando inevitabilmente la morte creditizia ed economica della vittima.

L’imprenditore, convinto delle proprie ragioni, non si è dato per vinto e sempre con l’assistenza legale dell'associazione in difesa delle vittime bancarie, con  l’avvocato Andrea Florindi, si è rivolto al presidente del Tribunale di Sulmona per richiedere l'immediata cancellazione dalla Centrale Rischi tra le sofferenze dell’azienda Ortonese, producendo la perizia Tecnica elaborata da  Gennaro Baccile, che ha individuato interessi usurari  per 51.045 euro  a fronte di 48.161 euro pretesi dalla Banca.

L’azienda dunque potrebbe risultare creditrice anziché debitrice.

Il presidente del Tribunale, letto il ricorso d’urgenza predisposto dall’avvocato Florindi, e verificata tutta la documentazione probatoria allegata, ha immediatamente ordinato la cancellazione del nominativo dell’Azienda Ortonese dalle sofferenze della Centrale dei Rischi.

Le parti sono state convocate per ascoltarne le rispettive ragioni davanti al Giudice per il giorno 16 Dicembre 2015.

«Il fenomeno delle illegittime segnalazioni alla Centrale Rischi-Cattivi pagatori (sofferenza e altre simili evidenze) è alquanto diffuso tra le Banche Abruzzesi e Italiane», commenta Baccile, «in generale, soprattutto a carico di aziende piccole perché è risaputo come da esse bene o male si riesca a recuperare  il denaro. Le stesse banche nascondono invece le vere sofferenze, determinate da Aziende di maggiori dimensioni i cui crediti sono stati concessi secondo logiche di compromessi o conflitti di interessi, tra Banchieri e imprenditori, nonché con l’intercessione dei galoppini della politica».

Baccile conclude notando come «a fine giugno 2015, in Abruzzo i soggetti segnalati a sofferenza presso la Centrale Rischi erano 29.892 Unità, per equivalente importo di  4,4 miliardi di euro. Di questa cifra almeno un terzo può considerarsi illegittima segnalazione e, anziché debitori, circa 9.000 Abruzzesi risulterebbero creditori delle Banche o comunque aziende bancariamente sane».

Nel frattempo, l'imprenditore ha subito la chiusura dei conti correnti da tutte le altre Banche e  si è trasferito in Romania con la sua azienda.