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Aterno-Pescara: da accordo 54,8 mln per messa in sicurezza

Sospiri (Fi): «bene ma non basta»

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Aterno-Pescara: da accordo 54,8 mln per messa in sicurezza


PESCARA. E' stato firmato ieri mattina a Roma, a Palazzo Chigi, l'accordo di programma riguardante le opere di laminazione del fiume Aterno-Pescara volte alla mitigazione del rischio idrogeologico derivante dalle esondazioni.

Il patto siglato tra presidenza del Consiglio, Ministero dell'Ambiente e Regione Abruzzo prevede l'erogazione di 54 milioni 800mila euro da parte del Governo da destinare ad opere di sicurezza idraulica del fiume Pescara, da realizzarsi nel tratto fluviale che interessa i comuni di Chieti, Manoppello, Cepagatti e Rosciano. L'accordo era stato approvato ieri con delibera di Giunta regionale n. 868.

Le opere, che consistono nella realizzazione di vasche di compensazione, interessano una superficie di un milione 300mila metri quadrati, con una capacita' di 7 milioni di metri cubi di acqua. Le vasche saranno dotate di paratie gestite da remoto da una centrale di controllo operativa 24 ore su 24.

«Il bando di gara - ha spiegato il presidente Luciano D'Alfonso subito dopo la firma - sara' pubblicato entro i prossimi 180 giorni. Quella che sara' realizzata sul fiume Pescara sara' una delle piu' grandi opere di messa in sicurezza fluviale mai effettuate finora in Italia. Nasceranno i progetti che si stanno gia' redigendo e che prevedono anche opere di cicloturismo lungo l'asta fluviale nella direzione Aterno-Pescara».

 «Bene l’assegnazione di 54milioni», commenta Lorenzo Sospiri. «Ma non basta, ora pensiamo alla prevenzione: alla prima legge utile, presenterò un emendamento al fine di vincolare e rendere inedificabili tutte le aree attualmente ancora libere a ridosso del fiume su cui non dovranno mai sorgere né complessi edilizi né commerciali, proprio per non rendere vano l’investimento odierno. Solo approvando quell’emendamento saremo sicuri di aver scongiurato qualunque nuovo interesse speculativo, sempre dietro l’angolo».

Per Forza Italia è evidente che per costruire l’opera sarà necessario sottrarre, soprattutto ai comuni di Cepagatti e Rosciano, decine e decine di ettari di terra, ovvero alcuni Comuni pagheranno oggi un prezzo molto alto perché altri Comuni, come Chieti, Spoltore e San Giovanni Teatino, hanno in passato cementificato le aree di naturale esondazione del fiume, concedendo quelle superfici per la realizzazione di complessi residenziali o commerciali.

«Questa consapevolezza», spiega Sospiri, «ci ha indotto in passato, nell’approvazione della legge sul rischio idrogeologico, a introdurre due emendamenti: il primo prevedeva che i Comuni che dovranno cedere le proprie superfici utili per l’opera, dovranno essere rimborsati con opere di ristoro ambientale, a partire proprio da Rosciano e Cepagatti che non devono pagare le conseguenze delle speculazioni avvenute a opera di altri territori; il secondo prevedeva che i proprietari dei terreni necessari per ospitare le vasche fossero indennizzati secondo la logica degli espropri. Ora però dobbiamo pensare anche al futuro, ovvero, se oggi lo Stato spende 54milioni di euro per mettere al riparo i nostri territori dai pericoli di un’esondazione del fiume, scongiurando distruzioni e morti, la Regione ha il dovere di adottare le misure legislative capaci di impedire il ripetersi di situazioni del genere, perché è possibile che la realizzazione di quelle vasche di compensazione renda appetibili e funzionali le superfici ancora libere, situate sempre a ridosso del fiume che potrebbero dare luogo a nuove speculazioni».

Per questo Sospiri ha annunciato che presenterà un emendamento in Consiglio regionale «con il quale andremo a sacramentare che tutte le aree ancora libere che corrono a ridosso dell’asta fluviale Aterno-Pescara sono inutilizzabili e vincolate».