STRADE INADEGUATE

Morte dei fratelli Timperio. «Troppo impegnato», Pupillo si sottrae al confronto tv

Accuse alla Provincia di Chieti per la mancanza di sicurezza della strada

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Morte dei fratelli Timperio. «Troppo impegnato», Pupillo si sottrae al confronto tv

CHIETI. La Provincia di Chieti si sottrae al confronto in tv. Non era presente nessun rappresentante della giunta Pupillo oggi alla trasmissione di “Mi Manda RaiTre”, dedicata alla tragedia di Valentina e Pierpaolo Timperio, i due fratelli di Miglianico deceduti il 26 ottobre dello scorso anno in seguito a un tragico e probabilmente evitabile incidente stradale.

L'auto dei due giovani, rispettivamente di 23 e 27 anni, percorrendo la Strada Provinciale 33, è finita contro la balaustra del ponte sul fiume Foro, che non ha retto all'urto ed è precipitata nella scarpata e nel fiume sottostanti.

In studio con la conduttrice del programma, la giornalista Elsa Di Gati, c’era  Catia Paravia, la mamma dei due ragazzi, che li ha ricordati ed è tornata a puntare il dito contro la Provincia di Chieti, proprietaria della strada, che la donna ha anche recentemente citato in causa presso il Tribunale di Bologna per non aver messo in sicurezza quel tratto di strada.

La signora Paravia è stata sostenuta da Andrea Milanesi, Direttore Tecnico di Studio 3A, la società che sta seguendo per la famiglia le vicende giudiziarie.

Anche Milanesi ha ribadito come «quel ponte fosse completamente privo di un guardrail a norma (e degno di tale nome)», aggiungendo anche che, se ci fosse stato, «l'auto sarebbe stata trattenuta evitando di finire in acqua»: conclusioni, queste, a cui sono giunti anche il consulente tecnico d'ufficio, l'ingegner Gianfranco Di Giovanni, incaricato dal Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Chieti, Rosangela Di Stefano, nel procedimento penale a carico di ignoti per la morte di Pierpaolo e Valentina.

«L'esame delle condizioni stradali ha evidenziato la grave inadeguatezza sia della balaustra del ponte sia degli elementi di raccordo. Carenze determinate dal mancato rispetto della normativa e da un'esecuzione non conforme alla regola dell'arte da parte del gestore della strada» ha concluso il tecnico del Tribunale nella sua perizia, che si allega e che è già di per sé un atto di condanna nei riguardi dell'Amministrazione provinciale chietina.

Molto severi anche gli interventi della conduttrice e dei consulenti di “Mi Manda Rai Tre”: il Professor Avvocato Antonello Spadafora, Docente di Istituzioni di Diritto Privato presso la Facoltà di Scienze Politiche all'Università degli Studi di Roma 3, ha insistito ripetutamente come la Provincia di Chieti fosse tenuta per legge a mettere in sicurezza quel tratto di strada, che non è ancora a norma nonostante alcuni interventi di miglioria apportati dopo la tragedia, definendo «inaccettabili le scuse circa la mancanza di fondi»; sulla stessa linea Paola Felipe De Jesus del Labur, Laboratorio di Urbanistica, che, tra le altre cose, ha confermato come «il rischio di caduta dal ponte della vettura sarebbe stato sensibilmente ridotto con un guardrail a tre onde e ben saldato a terra», che infatti è stato installato successivamente (ma solo all'imbocco del viadotto).

Peccato, però, che la Provincia di Chieti non abbia voluto dare spiegazioni, neanche di fronte ad una madre che ha perso entrambi i figli, declinando l'invito di partecipare alla puntata: «Siamo troppo impegnati ad evitare il dissesto dell'Ente» ha giustificato l'assenza, con una laconica e discutibile nota, il Presidente, Mario Pupillo.

A metterci la faccia, collegato su Skype, solo il Sindaco di Miglianico, Fabio Adezio, che tuttavia è sembrato più preoccupato a puntualizzare come la competenza di quella strada ricada sulla Provincia e non sul suo Comune – uno scaricabarile giudicato vergognoso in studio –, che a rispondere alle incalzanti domande su una delle questioni di fondo, che poi è anche uno degli obiettivi della battaglia giudiziaria.