IMPRESE

Sevel, novembre caldo di scioperi per il super lavoro pagato una miseria

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2674

Sevel, novembre caldo di scioperi per il super lavoro pagato una miseria

Marchionne

 

ABRUZZO. Il coordinamento provinciale Slai –Cobas di Chieti ha proclamato lo sciopero degli straordinari a turni interi a partire dal 7 novembre e fino al 28 per una serie di ragioni dettagliate che si possono riassumere grossolanamente con un aumentato carico di lavoro e di stress ed una riduzione di tempo libero e ferie con richiesta sempre maggiore di straordinari mentre aumenta la tassazione.

Secondo il sindacato il 2015 sarà con molta probabilità ricordato come il più produttivo per Sevel, mentre per i lavoratori quello con «risibile riconoscimento economico, ferie estive ridotte (12gg) e nessuna auspicabile vacanza natalizia».
I turni supplementari, sommati a quelli effettuati da stakanovisti volontari straordinari, addetti al recupero settimanale del crescente scarto produttivo, hanno raggiunto numeri a doppia cifra.

«La favorevole richiesta di veicoli commerciali, derivante dalla molteplice e variegata gamma di allestimenti», dice il rappresentante Giordano Spoltore, «continua purtroppo ad essere soddisfatta con antiche ricette, supplementi di ore lavorative, accelerazioni furtive della velocità delle linee e la diminuzione dei tempi di dissaturazione delle singole postazioni, a differenza di altri produttori che investono in innovazione tecnologica».
«I numerosi giovani neolaureati, con contratti in somministrazione, temporaneamente addestrati alternando la pratica sulle linee di produzione e la teoria nei confortevoli uffici, quali posti occuperanno, senza la necessaria introduzione di nuove tecnologie e automatismi se quelle gestionali sono ampiamente occupate e presidiate dagli “sceriffi-diplomati”?»

E sempre secondo i Cobas a beneficiare dei record dei lavoratori «restano i soliti noti, ormai all'unisono, azienda e governo, che insoddisfatti pretendono ulteriore flessibilità, aumento della produttività, innalzamento dell'età pensionabile e regolamentazione del diritto di sciopero».
I 250 lavoratori in affitto per sei mesi, selezionati senza ripescaggi nel bacino dei precedenti esclusi e i trimestrali 77 euro per complessivi 231 euro lordi equivalenti a 1,08 euro ogni 1000 veicoli prodotti, «rappresentano un beffardo inconveniente».