DENUNCE SOCIAL

Il tecnico Arta "social" ed il mistero della condotta fognaria fantasma

Altre accuse dall’ingegnere Spatola Mayo dopo la sanzione disciplinare un altro post

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Il tecnico Arta

PESCARA. La sanzione disciplinare di certo non lo ha intimidito o fermato.

L’ingegnere dell’Arta, Carlo Spatola Mayo, infatti torna ‘all’attacco’ sulla vicenda della condotta di Fosso Pretaro che gli è costata già una ammonizione da parte del direttore generale Mario Amicone che non ha affatto gradito un vecchio post su Facebook  con il quale il dipendente dell’agenzia regionale denunciava il cattivo funzionamento della condotta.

Ad agosto scorso, infatti, quando le analisi segnalavano un grave inquinamento in un tratto di litorale di Francavilla, Spatola Mayo rivelò via social network che il depuratore funzionava male. Lo stesso depuratore finito in un’inchiesta della magistratura.

Ma per quel post l’Arta lo ha sospeso per due giorni dal lavoro e dalla retribuzione. «Il dipendente ha violato il codice etico, la sanzione è stata comminata da un dirigente di Chieti», ha poi spiegato Amicone.

E anche a questo giro  Mayo si affida ai social network, incurante di quello che i suoi superiori possano dire o fare («Così finiamo di incazzarci per bene e non ne parliamo più»).

E se l’altra volta l’agenzia regionale aveva seccamente smentito la rivelazione del suo ingegnere sarà interessante valutare la replica che potrebbe arrivare.

Mayo, infatti, denuncia una cosa alquanto sorprendente, ovvero la ‘sfortunata’ condotta di Fosse Pretaro non si rompe per puro caso ma perché nessuno in realtà saprebbe dove sia ubicata con certezza e si dubiterebbe persino della sua esistenza. Un dettaglio non di poco conto perché non essendo presente e indicata sulle carte, i vari e continui lavori che vengono fatti nella zona per ripascimento e posizionamento scogliere potrebbero averla danneggiata.

Nelle cartine nautiche, infatti, non vi è traccia della linea tratteggiata, con un punto al termine del trattino, che solitamente viene utilizzata per  le condotte sottomarine. In realtà non vi è traccia di alcuna condotta sottomarina sulla intera linea di costa abruzzese il che -a vedere la mappa nautica proposta da Mayo- significa che in Abruzzo non vi sono condotte a mare.

Ma com’è possibile? Spatola Mayo spiega così quello che accade nel tratto di carta tra Francavilla e Pescara: «dove dovrebbe essere indicata da circa trent'anni (mi pare che il depuratore di Pretaro risalga al 1985) la presenza di una condotta sottomarina. Ma come potete vedere nella foto, non c'è alcuna indicazione. Allora non è vero che la condotta si è rotta per un destino cinico e baro, ma semplicemente perché la ditta incaricata di realizzare/risarcire le scogliere davanti al litorale di fosso Pretaro non sapeva di gettare i massi sopra una condotta». 
Inoltre la mancanza dell'indicazione del termine della condotta con la boa luminosa a lampi gialli corrisponde alla mancanza della stessa boa.

«E difatti», analizza l’ingegnere, «nessuno sa dove questa condotta termini. Pare che sia lunga due miglia, ma forse anche due chilometri, chi lo sa...? Come, chi lo sa? Per rifare la condotta sono state preventivate cifre ingentissime (non ve le riferisco perché altrimenti mi dicono che divulgo segreti d'ufficio), proprio a causa della notevole lunghezza della condotta che dovrebbe portare i liquami più a largo possibile, proprio per non interferire con la corrente litoranea e mantenere pulite le acque di balneazione, e nessuno sa se la condotta finisce a due chilometri, o a due miglia, praticamente il doppio?»

Ma come è possibile una cosa del genere?

Anche l’ingegnere non sa dare una spiegazione ma insinua un altro dubbio: «a questo punto potrebbe insorgere il legittimo sospetto che la condotta sia stata progettata per una certa lunghezza e che nessuno abbia verificato in fase di collaudo che la stessa corrisponda alla lunghezza di progetto, e quindi all'importo pagato, con l'illecito arricchimento della ditta che ha fatto i lavori e l'ulteriore danno per i cittadini/turisti/balneatori contribuenti di avere il refluo del depuratore che scarica magari a poche centinaia di metri dalla spiaggia».

Di sicuro, i vertici dell’Arta, che sono attenti lettori della pagina del tecnico e dipendente sapranno dare una risposta documentata e fugare così ogni dubbio di “fantasiosi complottisti”.

«ISTIGAZIONE NEI CONFRONTI DEL DIPENDENTE»

Il direttore Generale Amicone si dice «sorpreso,  ma non troppo» dalla «ostinazione» di PrimaDaNoi.it nel ricordare il provvedimento disciplinare a Spatola Mayo «sanzionato per avere pubblicamente, in qualità di tecnico ARTA, espresso giudizi e invocato provvedimenti a carico di altre Istituzioni (ACA) e non per aver denunciato su Facebook il cattivo funzionamento del depuratore di Francavilla».

 Amicone sostiene inoltre che questo quotidiano starebbe istigando l’Arta nei confronti del dipendente, chiudendo l’articolo con la riflessione “sarà interessante valutare la replica che potrebbe arrivare” dai vertici dell’Agenzia (frase con la quale in realtà ci si auspicava una risposta, da chi di dovere, sulla reale situazione delle carte nautiche).

Per quanto riguarda la nuova denuncia di Spatola Amicone spiega: «sono una disamina tecnica sul perché e per come della presunta rottura della condotta, disamina che può essere condivisa o meno da altri tecnici dell’ACA. E’ comunque un problema che non investe minimante le competenze dell’ARTA e dello stesso Ing. Spatola, a cui posso solo consigliare di evitare accuse e allusioni per creare sospetti verso terzi, perché se è davvero a conoscenza di reati è obbligato a denunciarli anche come cittadino e non deve limitarsi a insinuare dubbi o sospetti su chicchessia».

Il direttore generale chiude ricordando che la sanzione disciplinare «non aveva e non ha l’obiettivo di “intimidire o fermare nessuno”, bensì quello di ricordare che i diritti e, quindi, la libertà di ciascun dipendente hanno dei limiti da rispettare, i cosiddetti “doveri”».

Registriamo le fantasiose interpretazioni dei nostri articoli e la incredibile accusa di ‘istigazione’ non meglio chiarita. Ricordiamo ad Amicone che abbiamo semplicemente riportato un post su Facebook di un dipendente Arta già sanzionato.