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Ombrina. Anche il Comune Vasto presenta ricorso al Tar per bloccare il progetto

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Ombrina. Anche il Comune Vasto presenta ricorso al Tar per bloccare il progetto

VASTO. E’ stato depositato il ricorso al Tar contro Rockhopper ‪‎Italia s.p.a. e Ministero dell'Ambiente per l’annullamento del decreto ministeriale 172/2015.

«Continuiamo, con impegno e determinazione, in ogni sede e con ogni mezzo a disposizione, la nostra battaglia contro la petrolizzazione del mare Adriatico e contro il progetto di Ombrina mare. La tutela dell'ambiente, della salute di tutti i cittadini e del comparto turistico e alberghiero del nostro territorio sono e rimangono una priorità della mia amministrazione».

Così Luciano Lapenna, sindaco della Città del Vasto, commenta il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio finalizzato all'annullamento del progetto per la messa in opera della piattaforma petrolifera denominata Ombrina Mare.

«Il ricorso al TAR del Lazio, depositato nella giornata di ieri, è solo l’ultimo atto di una lunga serie di azioni legali, osservazioni e delibere che la Città del Vasto ha prodotto per contrastare le trivelle e le tante minacce di coltivazione e ricerca di idrocarburi in Adriatico davanti la costa dei trabocchi – sottolinea Lapenna. L’ultima in ordine di tempo è la delibera di Consiglio comunale n.77 del 5 ottobre 2015 che, senza se e senza ma, impegna il Municipio cittadino ad aderire e condividere l’azione politica delle Regioni Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Marche, Umbria, Campania, Veneto e Sardegna per l’abrogazione, mediante referendum, delle norme dello “Sblocca Italia” che consentono e facilitano la ricerca e le estrazioni di petrolio sia in mare che nella terraferma».

«Inoltre – continua Lapenna – il 9 novembre sarò a Roma con gli avvocati e i consulenti per la conferenza di servizio convocata dal Ministero dell’Ambiente per discutere della procedura VIA – AIA ed esprimere la mia più totale contrarietà alla stessa».

In quella occasione arriverà la parola definitiva sul progetto. L’esito sembra ormai scontato ma l’Abruzzo spera ancora che possa accadere qualcosa che fermi l’opera.

Intanto il coordinamento No Ombrina in questi giorni ha lanciato un appello via email ai consiglieri regionali, sottoscritto da tantissimi cittadini, affinchè si affrettino ad approvare la legge istitutiva del parco marino “Trabocchi del chietino” nel tratto di mare antistante parte della costa dei comuni di S. Vito chietino e Rocca S.Giovanni.

Per il Coordinamento è indispensabile fare in fretta assicurando non solo il passaggio in consiglio regionale ma anche la pubblicazione della legge sul BURA entro il 7 novembre (la legge entra in vigore il giorno dopo la pubblicazione; l’8 è domenica).

RICORSO ANCHE DI PROVINCIA E 14 COMUNI

Ance la Provincia di Chieti, ha presentato ricorso al TAR Lazio reiterando l’impegno a contrastare con tutti gli strumenti a disposizione il progetto di sviluppo di giacimento Ombrina Mare 2, iter giunto ormai alla sua fase conclusiva.

Hanno aderito alla proposta di ricorrere per l’annullamento dei provvedimenti i Comuni di Archi, Ari, Arielli, Atessa, Francavilla al Mare, Giuliano Teatino, Mozzagrogna, Ortona, Paglieta, Pollutri, San Giovanni Teatino, San Salvo, Santa Maria Imbaro, Tollo. Iniziativa che va a potenziare analogo ricorso al TAR Lazio presentato separatamente da altre amministrazioni comunali del nostro territorio provinciale contro il decreto ministeriale n.172 del 7 agosto 2015.