LA LETTERA

Regione, D’Alfonso mette ‘il guinzaglio’ ai dirigenti. Febbo: «come Erdogan»

La replica di Balducci: maggiori garanzie anche per minoranza

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Regione, D’Alfonso mette ‘il guinzaglio’ ai dirigenti. Febbo: «come Erdogan»

ABRUZZO. D’Alfonso impedisce ai dirigenti e funzionari regionali di partecipare alle audizioni delle Commissioni consiliari previa sua personale autorizzazione.

La denuncia arriva dal presidente della Commissione Vigilanza Mauro Febbo (Forza Italia) che ha ‘intercettato’ una missiva che due giorni fa il governatore ha spedito al presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Di Pangrazio e per conoscenza anche ai direttori di dipartimento e ai dirigenti.

Una missiva che secondo Febbo sarebbe la chiara dimostrazione di quanto ‘Lucianone’ assomigli ogni giorno di più al presidente turco  Erdogan, noto per la sua arroganza che non lascia spazio ad altre forze politiche.

Così dopo le carte segrete e la chiusura totale sul fronte della Sanità arriva  questa novità che non fa altro che esasperare ulteriormente gli animi.

Nulla di nuovo, sostiene D’Alfonso, dal momento che anche l’ex presidente Falconio nel 1998 fece qualcosa di simile.

Niente di male, per di più, perché come spiega il governatore la novità servirebbe ad evitare problemi e «incresciosi fraintendimenti tra componenti di commissione consiliare e funzionari e dirigenti».

Da qui la richiesta ufficiale di avvertire la presidenza nel caso in cui dirigenti e funzionari siano chiamati in commissione.

 «L’iter delineato», avverte D’Alfonso, «oltre a garantire il rispetto dei ruoli istituzionali, è indispensabile anche per evitare involontari disguidi che vedono coinvolti, loro malgrado, dirigenti e funzionari regionali che, comunque, si rapportano con i diversi organi istituzionali con correttezza e zelo».

Ma Febbo non l’ha presa bene e sostiene che questo sia da leggere come un vero e proprio freno per scongiurare l’’emorragia’ di documenti pubblici ma spesso non pubblicati: «praticamente D’Alfonso decide se mandare o non mandare e magari concordare il dire e il non dire. Lui che ha imposto il suo predominio assoluto e organizzativo all’interno della macchina amministrativa regionale sin dall’inizio adesso, con questa sua missiva indirizzata a tutti i dirigenti e funzionari regionali, è ancora più evidente».

E questo sarebbe solo un ennesimo provvedimento che proprio non va giù al presidente della Commissione Vigilanza che oggi ricorda le ultime mosse recenti: dalla nomina dei dirigenti di fiducia che possono essere scavalcati «dalla sua Super Direttore  visto i poteri conferitigli» ma  anche la scelta e nomina di alcuni componenti della commissione Valutazione Impatto Ambientale sottratta al Consiglio.

E poi ancora  la lettera, sempre a sua firma, dove ha preteso che le Delibere di Giunta, una volta adottate, per proseguire il loro iter e quindi essere restituite ai Dipartimenti competenti e quindi alla Commissione Vigilanza, nonché essere pubblicate, dovranno riportare apposito timbro di ‘visto’ del presidente; la modifica al Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale, la cosiddetta legge ‘ammazza-emendamenti’ (o bavaglio ) con l’intendo di mettere a tacere le opposizioni.

«Il presidente che considera il Consiglio Regionale una cloaca», insiste Febbo, «ha scelto e nominato in diversi Enti strumentali Commissari ad Acta politicamente riconducibili e vicini a lui, senza passare per il Consiglio è per la sua maggioranza, vedi Consorzio di bonifica Sud, Consorzio industriale Val Pescara, Abruzzo Svilippo, Teatro Marrucino, Ente Parco Sirente-Velino, Parco del Cerrano ecc... e come sta per accadere anche per Adsu e Arap. Con questa ultima trovata il presidente della regione d’Abruzzo ‘Erdogan’, dove anche i dirigenti e i funzionari devono chiedere l’autorizzazione d’ufficio per partecipare alle Commissioni, dimostra chiaramente il suo pensiero e metodo di lavoro esautorando sia le funzioni essenziali della macchina amministrativa dell’Ente Regione  sia, soprattutto, l’intelligenza e libertà di azione dei suoi dipendenti».

«INIZIATIVA PER GARANTIRE PRESENZA»

«Stupisce che Febbo si stupisca della lettera firmata dal Presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso. Stupisce perché la missiva è stata concepita proprio per garantire la certezza della presenza del personale amministrativo in commissione». E’ quanto afferma Alberto Balducci, vicecapogruppo del PD in Consiglio regionale e presidente della Giunta per il regolamento. «Scopo della lettera – spiega Balducci – è quello di organizzare un iter preciso per assicurare la presenza dei dipendenti regionali convocati in audizione. Si tratta di una forma di rispetto per il Consiglio, con la quale si intende tutelare la partecipazione di dirigenti e funzionari alle commissioni consiliari».

LA GENESI DEL PROVVEDIMENTO

Il consigliere ricostruisce la genesi della circolare: «Poche settimane fa una dirigente è stata convocata in Commissione vigilanza tramite una e-mail finita inopinatamente nella casella postale dello spam, e quindi non letta. Il caso destò le ire dello stesso Febbo e il presidente D’Alfonso – accogliendo premurosamente il grido di dolore lanciato dall’esponente di Forza Italia – ha deciso di far convergere sulla Presidenza tutte le richieste di audizione del personale, in modo tale da avere la certezza del recepimento dell’istanza e della presenza dei convocati. E’ anche buona regola che le audizioni siano concordate, per evitare lo scardinamento dell’attività lavorativa del personale».

Balducci conclude ricordando che “anche in Parlamento è prassi che le convocazioni siano inviate agli uffici di diretta collaborazione di deputati e senatori, quindi voglio tranquillizzare Febbo: «non si tratta di un’iniziativa liberticida bensì di un provvedimento a tutela del regolare funzionamento della macchina amministrativa».

Letter a Presidente D'ALFONSO SU DIRIGENTI REGIONE ABRUZZO