LA STORIA

Calciatore colpito da infarto in campo, esce dal coma e riabbraccia l’arbitro-salvatore

Pietro Temperini è stato operato al cuore ed è uscito dal coma. Prosegue la sua riabilitazione

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Calciatore colpito da infarto in campo, esce dal coma e riabbraccia l’arbitro-salvatore

TERAMO. L’infarto in campo, i primi soccorsi fondamentali, il defibrillatore, l’intervento chirurgico, il coma farmacologico ed ora il risveglio.

E’ stato un viaggio lungo e difficile quello di Pietro Temperini nell’ultima e più delicata settimana della sua vita. 38 anni, Temperini è  capitano del New Team Villa Fiore e sabato scorso, quando a Favale andava in scena la sfortunata gara tra l’AC Santa Croce e il New Team Villa Fiore, intorno al  17’ del secondo tempo il capitano della squadra ospite si è accasciato al suolo.

Il direttore di gara, Fabrizio di Domenico, da 21 anni volontario della Croce Rossa, ha capito subito l’entità del malore iniziando subito a praticargli il massaggio cardiaco per 13 lunghissimi minuti.

Importante anche il prezioso intervento di un altro soccorritore, il portiere del New Team Villa Fiore, Riccardo Torretta, anch’egli con un’esperienza alle spalle nella Croce Rossa. Una storia che per la sua emotività ha tenuto in apprensione non solo gli appassionati di calcio del pianeta arancioblù, ma ha saputo coinvolgere l’intera regione che ha mostrato una forte sensibilità per l’accaduto.

Ed ora, dopo l’incidente, la bella notizia dell’uscita dal coma e delle condizioni che vanno stabilizzandosi anche se il percorso rimane lungo.

 

Pietro sta bene, dicono gli amici, ha Rassicurato tutti su Facebook, ed ha già incominciato a ricevere qualche visita e così  ha espresso il desiderio di voler incontrare il suo “salvatore”, ossia l’arbitro Fabrizio Di Domenico.

Così ieri si è tenuto l’incontro e lo scatto rimasto racchiude in sé tutta l’empatia di questa vicenda.

Pietro Temperini, ha ripreso subito la vitalità che lo ha da sempre contraddistinto. Simpatico il siparietto avuto con il presidente Angelo De Marcellis accorso anch’egli all’ospedale a portare la sua vicinanza al giocatore e ai famigliari. «Presidente», ha detto Pietro, «ora che non posso giocare più a calcio giocherò a biliardino»; «Non c’è problema», ha risposto il presidente, «organizzeremo dei Campionati di biliardino».

 

Una storia che è finita bene nonostante le gravità della prima ora ma a differenza di altre storie più  tragiche, importantissime si sono rivelate le tempestive azioni di primo soccorso, agevolate anche dalla fortuna di avere a portata di… cuore due persone in grado di praticare il massaggio cardiaco.

Poi la defibrillazione e la corsa in Ospedale, prima quello di Sant’Omero e poi al Mazzini di Teramo.

Ora ad Alba Adriatica, paese dove vive Pietro, possono tirare un sospiro di sollievo.

 Temperini é conosciutissimo, padre di una bambina, operaio, 38 anni, gioca a calcio da anni e appena tre settimane fa si era sottoposto alla regolare visita dal medico sportivo che gli aveva rilasciato il certificato d’idoneità.