IL PIANO

Ecco la sanità che verrà immaginata da D’Alfonso e Paolucci

Nuovi ospedali, nuovo sistema di valutazione del personale e più screening

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ABRUZZO. Una nuova sanità sostenibile che «possa “competere” con i modelli delle Regioni più avanzate» e che sia un «riferimento per altre Regioni caratterizzate da un contesto socioeconomico e sanitario simile al nostro».

E’ questo il futuro che intravede l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, e inserito nel piano di riqualificazione in via di definizione.  La bozza, 54 pagine in tutto, è ancora in fase di lavoro ma si affrontano, capitolo per capitolo, tutte le criticità e soprattutto gli obiettivi futuri.

Paolucci lo ha già detto più volte: in programma una rivoluzione copernicana, che agli abruzzesi toccherà accettare e metabolizzare, come la chiusura di quei servizi che qualcuno vorrebbe ancora tenere aperti.

La Regione Abruzzo, anche per il 2014, mostra un sostanziale equilibrio economico, che ormai può definirsi strutturale. Negli anni ha messo i conti a posto e resta sul tavolo un problema molto grave: tempi di attesa non giustificabili che a volte sono la motivazione dell’incremento della mobilità sanitaria, che però non sempre coincide con la ragionevole aspettativa di rivolgersi al centro nazionale/europeo più qualificato.

 7 OBIETTIVI

E leggendo gli obiettivi appare evidente che tanto lavoro c’è da fare per stravolgere il volto della sanità e renderla veloce, competitiva e funzionante.  Tra le priorità:  gestire i pazienti cronici il più possibile a domicilio limitando i ricoveri ospedalieri;  riqualificare la rete ospedaliera in sicurezza, qualità ed efficienza; investire in selezione, formazione e valutazione delle risorse umane; accelerare investimenti in infrastrutture e tecnologie;  ristrutturare l’architettura istituzionale; ottenere la certificabilità dei Bilanci e della qualità (outcome) del sistema sanitario regionale; garantire tempestività e correttezza nei rapporti con i fornitori. Una lista di desideri che rimane scollegata dalle indicazioni su come realizzarli.

Inoltre il documento parla di come questa giunta regionale immagina la sanità senza tener conto dei rilievi e degli aggiustamenti necessari che il Governo farà certamente.

 PAZIENTI CRONICI A DOMICILIO

L’idea è quella di spostare le cure il più possibile vicino ai cittadini prestando particolare attenzione al paziente affetto da patologie cronico degenerative. Per la Regione Abruzzo il ricovero ospedaliero per questi pazienti rappresenta un fallimento per l’intero Sistema sanitario. Una sorta di prova dell’incapacità del sistema di prendersi cura dei propri assistiti. Ma per andare nella direzione segnata bisognerà riqualificare l’assistenza domiciliare, affidare alla residenzialità territoriale una funzione di sollievo alle famiglie, aumentare l’integrazione dei Medici di Medicina Generale, dei Pediatri e della continuità assistenziale.

Come?

 NUOVO MODELLO ASSISTENZA DOMICILIARE

Il numero di assistiti anziani over 65 anni in Assistenza Domiciliare in Regione è pari al 2,99% a fronte di un valore soglia nazionale pari a 1,8%. Oggi, tre pazienti con età superiore ai 65 anni vengono assistiti a domicilio.

 Per la Regione Abruzzo è prioritario creare le condizioni affinché il “paziente giusto” sia preso in carico dal “provider giusto”. Per questo si vuole facilitare l’accesso all’assistenza residenziale ai pazienti cronico degenerativi anche attraverso la pubblicazione su internet delle liste aggiornate dei provider accreditati per tipologia di assistenza e predisporre una raccolta unica regionale delle norme in materia.

 GLI SCREENING

L’area della prevenzione, secondo le valutazioni del Ministero della Salute, pur mostrando un graduale miglioramento fra il 2011 ed il 2014, evidenzia ancora importanti criticità nell’ambito degli screening oncologici. Nell’ambito del Programma Operativo 2013-2015 della Regione Abruzzo era già stato previsto l’innalzamento delle coperture per ciascuno degli screening (30% nel 2013, 50% nel 2014 e 65% nel 2015). Ad oggi, tutti e tre i programmi di screening (cervicale, mammografico, e colonrettale), sono attivi presso tutte le Aziende Sanitarie dell’Abruzzo ma nonostante gli sforzi, i risultati non sono soddisfacenti: le percentuali al 31 dicembre 2014 sono infatti al di sotto della soglia ministeriale prevista (cervicale: 28,43%, mammografico: 20,10%, colorettale: 8,43%).

La Regione Abruzzo intende raggiungere, nei prossimi tre anni, il 100% di estensione del programma di screening rispetto alla popolazione target; per farlo intende sensibilizzare l’opinione pubblica circa l’importanza della diagnosi precoce e dei corretti stili di vita con l’ausilio dei medici di famiglia. Come si intende raggiungere l’obiettivo?

 RIQUALIFICAZIONE RETE OSPEDALIERA

C’è poi l’intenzione di far evolvere la rete ospedaliera secondo logiche di specializzazione delle singole strutture e di integrazione funzionale tra presidi con gradi decrescenti di complessità tramite lo sviluppo di protocolli concordati di trasferimento dei pazienti nella struttura più competente data la diagnosi/patologia.

Con buona probabilità potrebbero chiudere o essere ridimensionati/riqualificati almeno 10 nosocomi: Sant'Omero, Atri, Giulianova, Penne, Ortona, Popoli, Sulmona, Guardiagrele, Atessa e Castel di Sangro, con la soppressione, in quasi tutti, del pronto soccorso.

Secondo quanto potrebbe essere richiesto dal governo l’Abruzzo dovrebbe individuare due ospedali di secondo livello che avrebbero reparti di alta specialità come la cardiochirurgia.

RAPPORTO CON PRIVATO

Si punterà poi alla collaborazione pubblico-privato in cui sia definito il contributo in termini di volumi, tipologia di prestazioni e outcome di prestazioni richiesto ai presidi ospedalieri privati accreditati secondo «logiche che privilegino l’integrazione con quanto offerto dai presidi ospedalieri pubblici».

La Regione ha dunque intenzione di affidare al privato «un ruolo complementare rispetto agli erogatori pubblici»

 SELEZIONE, FORMAZIONE E VALUTAZIONE DELLE RISORSE UMANE

Nonostante l’impegno regionale, nell’ultimo anno si è rilevato un incremento del personale a tempo determinato (passato da 629 dipendenti del primo trimestre 2014 a 864 del primo trimestre 2015), che dimostra l’esigenza, da parte di tutte le ASL, di porre rimedio a carenze organizzative, sebbene sia stata registrata una riduzione delle attività ospedaliere (- 3,6% delle giornate di degenza ordinaria e -2,9% degli accessi in day hospital) coerentemente alla programmazione regionale.

La Regione vuole adesso favorire il processo riqualificazione del Sistema sanitario regionale facilitando i meccanismi di comunicazione interna anche attraverso l’identificazione di un’apposita figura (il mentor aziendale), ristrutturando le modalità di monitoraggio e pianificazione della formazione e rinforzando la collaborazione con Università ed Istituzioni nazionali e internazionali.

 NUOVO SISTEMA DI VALUTAZIONE

La volontà è anche quella di adottare meccanismi di valutazione delle performance del personale dipendente basati su indicatori ad hoc relativi sia alla quantità di prestazioni erogate, agli esiti delle cure (coerentemente con il Piano Nazionale Esiti) ed, eventualmente, al livello di soddisfazione dei pazienti e delle loro famiglie.

 ACCELERARE INVESTIMENTI IN INFRASTRUTTURE E TECNOLOGIE

L’obiettivo regionale del prossimo triennio è quello di avviare la realizzazione di una rete moderna di ospedali pubblici («caratterizzata da layout adeguati») e sicuri (in termini di rischio antisismico), coerenti con la programmazione prevista nel presente Piano e dotati di tecnologie avanzate rispetto al fabbisogno di prestazioni della popolazione assistibile.

Ma la Regione vuole anche  utilizzare il finanziamento ottenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero della Salute per costruire nuovi ospedali. E questa non è una novità.

 CONTATTO DIRETTO CON PAZIENTE

C’è poi la fusione delle attuali Aziende Sanitarie Locali ed il conseguente accentramento delle funzioni no core. Verranno identificati, inoltre, Territori della Salute, suddivisi in distretti e in eventuali presidi ospedalieri.

 STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE

Si dovrà rivedere i meccanismi di finanziamento per le strutture pubbliche. In Regione Abruzzo il finanziamento sanitario regionale nel 2014 è stato pari a 2 miliardi dei quali, poco più del 15% è stato consuntivato dalle strutture private.

Le strutture pubbliche d’altro canto si vedono riconoscere dalle Aziende il budget (i relativi finanziamenti) su logiche legate alla popolazione residente. L’obiettivo futuro è elargire finanziamenti in base alla quantità ed alla tipologia di prestazioni offerte. Allo studio anche nuovi sistemi di remunerazione per le strutture pubbliche e private.

Il sistema di remunerazione delle strutture private, ad oggi, è basato sul volume delle prestazioni erogate e sulla tariffa riconosciuta (fee-for-service). L’idea è quella di introdurre un ulteriore meccanismo di remunerazione (fee-for-value) basato sulla qualità delle prestazioni erogate, monitorate qualitativamente attraverso uno strumento di valutazione della soddisfazione dei cittadini.

 PAGAMENTO DEI FORNITORI

Tanto c’è da fare anche per fronteggiare i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali e garantire la trasparenza, la puntualità e la parità di trattamento dei soggetti che intrattengono rapporti di fornitura con il Sistema sanitario. La Regione al 31 dicembre 2014 presenta un Indicatore di Tempestività dei Pagamenti mediamente in linea con quanto disposto dalla normativa nazionale. Il saldo   è pari a 482  mln di cui 236 sono presenti nelle casse delle Aziende Sanitarie.

Si pensa di creare un’ anagrafica dei fornitori unica, per consentire a tutti gli operatori di accedere alle medesime informazioni, attraverso la verifica,

 NUMERI E PREVISIONI

La Regione, al 31 dicembre 2014, presenta uno stock di debito di natura commerciale in contenzioso/contestazione pari a 331 mln, in crescita di 24 mln rispetto all’anno precedente, così come comunicato dalle Aziende Sanitarie.

Negli anni 2010-2014, la Regione ha conseguito un miglioramento del risultato economico di gestione del Sistema sanitario, passando da un disavanzo di 32,4 mln ad un avanzo di 7,2 mln. Sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, si stima un risultato di chiusura 2015 in pareggio ed un risultato economico positivo per il triennio 2016-2018.

La Regione stima, per l’anno 2016, una diminuzione dei costi per prestazioni da privato, per un importo complessivo di 14,2 mln, dovuto, in parte, all’impatto positivo derivante dal processo di riconversione delle strutture di Riabilitazione ex Art. 26, stimato in circa 10,7 mln.

La Regione stima, per l’anno 2017, un incremento di costo dei Prodotti Farmaceutici ed Emoderivati per un importo di 12,4 mln, un incremento delle Prestazioni da Privato di 5,3 mln ed un incremento di Altri beni e Servizi di 4,0 €/mln

Considerando tutti gli effetti tendenziali e l’applicazione di quanto disposto dalla normativa nazionale e/o regionale, al netto delle risorse aggiuntive da bilancio regionale a titolo di copertura LEA, si stima un risultato in pareggio per il 2015, un risultato positivo di 62,1 mln per il 2016, di 74,8 mln per il 2017 e di 75,4 mln per il 2018.

 Questo è quanto prevede la bozza fatta redigere dall’assessorato alla sanità che dovrà essere migliorata e integrata. Come detto il documento si deve intendere come elenco di obiettivi da raggiungere e di obiettivi strategici.

Il lavoro più difficile però sarà metterlo in pratica attraverso strade che ad ora non si conoscono e non sono state illustrate.