GIOIELLI DI FAMIGLIA

Pasticcio vendita immobili Provincia Chieti, spunta anche l’errore nel bando

Diffida a bloccare tutto: altri problemi dopo la clamorosa retromarcia

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

350

SOLDI

CHIETI. Nuovo pasticcio della Provincia di Chieti nel caso della vendita  delle attuali sedi della Prefettura e Questura e la sede del Tribunale.

Non c’è solo l’incredibile marcia indietro dell’Ente che aveva annunciato un mese fa la vendita degli immobili alla Invimit per circa 17 milioni di euro ma adesso si aggiunge anche la pubblicazione di un bando per un’asta pubblica… con un errore di troppo.

 Le offerte, infatti, devono essere presentate entro il 9 novembre ovvero il bando in questione per riuscire a piazzare gli immobili durerà circa 20 giorni (2 sabati e 2 domeniche comprese) ma il regolamento provinciale prevede 30 giorni per la pubblicazione degli avvisi di vendita all’albo pretorio della Provincia, sul sito internet dell’ente e sul Bollettino ufficiale della Regione.

Dunque? La Provincia non si è accorta di questi tempi troppo stretti? Farà finta di niente e andrà avanti?

 Ma non è questa l’unica gatta da pelare. L’Ente infatti in queste ore si trova tra le mani una diffida formale con una richiesta chiara e netta: bloccare tutta l’operazione. Il documento è stato firmata da Lorenzo Torto che mette in fila, uno dietro l’altro, «numerosi e clamorosi errori sia nel metodo assunto che nel merito in punta di diritto».

Torto contesta il fatto che nella prima fase dell’operazione la stima dei beni immobiliari (6.301.944 euro per prefettura e questura e  9.889.986 euro per il tribunale) sia stata redatta non dall’ ente venditore (la Provincia) ma dalla società acquirente rappresentata da Invimit S.g.r. S.p.a : «dovrebbe essere un organismo terzo a determinare con indipendenza ed imparzialità il valore economico di detti immobili», si sottolinea nella diffida.

Una procedura anomala che secondo Torto «getta pesanti ombre sul operazione di alienazione».

Anche perché chi ha calcolato il valore, si fa notare nella diffida,  non avrebbe tenuto conto del  costo della ristrutturazione a seguito del sisma del 6 aprile del 2009. Non una robetta da poco ma lavori per ben 5 milioni di euro.

«Alla luce di questa importante ristrutturazione», domanda Torto, «come è stato possibile valutare il tribunale di Chieti con un prezzo posto a base d'asta pari 9.889.986 euro? Una ristrutturazione così dovrebbe far aumentare il valore del immobiliare posto a base d'asta non dovrebbe  generare una sottostima così evidente come in questo caso».

Ma un errore c’è anche nella seconda fase, ovvero quando la Provincia cambia strategia e decide di pubblicare un bando pubblico, mettere da parte la proposta dell’Invimit sebbene fosse stata sposata anche dal Consiglio provinciale. In questo caso come detto ci sono solo 20 giorni di tempo per presentare le offerte ma il regolamento della Provincia dice che ne devono passare 30.

Perché tutta questa fretta?

Da qui la richiesta di stop di Torto per «tutelare il patrimonio provinciale e non permette una svendita di tale portata a danno delle casse del ente provincia ente strutturalmente deficitario in considerazione del fatto che detti immobili sono locati e producono una rendita in termini di affitto in favore del ente proprietario».

In Provincia non c’è molta voglia di parlare di questa vicenda ma si dice che l’operazione “bando” invece che affidamento diretto è stata concordata con il Ministero (che detiene la maggioranza di Invimit). E c’è chi scommette sulla partecipazione e vittoria di Invimit alla gara lampo.

Come dire che il tragitto sarà stato più tortuoso ma la meta (annunciata in conferenza stampa un mese fa dal presidente Pupillo) comunque raggiunta.