SCANDALI INFINITI

La bonifica di Bussi progettata dall’amico di Buzzi: Goio chiama il tecnico di "monnezza capitale"

Il notissimo tecnico intercettato con il braccio destro di Carminati per portare rifiuti all’estero

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La bonifica di Bussi progettata dall’amico di Buzzi: Goio chiama il tecnico di

Bussi, discarica Tremonti

 

BUSSI. «La discarica più grande d’Europa», lo scandalo più grande d’Abruzzo, la bonifica più costosa d’Italia (?), un commissariamento tra i più discussi, dubbi, inutili e opaci. Potevano mancare i contatti anche con le grandi vicende criminali come “Mafia Capitale”?
Nel silenzio più assoluto e nella opacità più profonda che da sempre ha contraddistinto i quasi dieci anni del commissariamento straordinario affidato da Silvio Berlusconi ad Adriano Goio si stanno facendo passi da gigante verso la reindustrializzazione “leggera” e la bonifica dei siti inquinati di Bussi. 
Si susseguono le riunioni, i tavoli tecnici istituzionali ai più alti livelli, si presentano progetti, partecipano anche tutti gli attori istituzionali tra cui anche le associazioni ambientaliste ma di condivisione vera e di pubblicazione di atti, di concertazione e magari anche di un po’ di controllo diffuso, nemmeno a parlarne. Tra qualche giorno, il 30 ottobre, sarà forse presa la decisione più importante sul futuro di Bussi mentre sono già stati approvati i progetti di bonifica del sito ex Medavox, il primo che sarà “ricolonizzato” dopo i costosissimi lavori.
 Tra un po’, dunque, le istituzioni ci informeranno su quello che hanno deciso da soli e lo faranno passare come una grande vittoria.
Purtroppo, però, i lati oscuri sono molti ed è davvero molto strano che ci sia così poca incisività nel pretendere la pubblicazione di tutti gli atti da parte del Commissario Goio e nel verificare a chi siano andati gli affidamenti diretti, magari sotto soglia e reiterati per la “semplice” progettazione, consulenza o lavori. In questi dieci anni sono stati spesi, forse, un centinaio di milioni di euro di lavori di cui  ci sono alcune inutili e smozzicate tracce sul sito istituzionale la cui ultima notizia è del 2007. Per il resto gli abruzzesi non possono sapere come sono stati spesi i soldi affidati con generosità al commissario che doveva disinquinare il fiume Tirino e Pescara ma a quanto pare non c’è riuscito e non vi sono evidenze che vi abbia provato. Con buona pace di tutti i proclami sulla trasparenza di tutti i governi, compresi gli ultimi spot del governo Renzi e con tanti saluti all’autorità anticorruzione presieduta da Cantone che forse si occupa troppo poco dell’Abruzzo.


IL CAVALLO DI TROIA DI NAPOLEONI

In tutto il marasma di incarichi a moltissimi professionisti e ditte (alcune si ripetono di frequente) è saltato fuori anche il professor Quintilio Napoleoni, ingegnere, professore all’università di Roma, professionista tra i più conosciuti e stimati, tanto che al suo attivo ci sono centinaia e centinaia di lavori tra i più importanti. E’ titolare di una ditta, la E&G, che si è occupata degli appalti più importanti, spaziando tra il movimento terra, le fortificazioni, gli interventi d’urgenza post frana lavorando intensamente anche in Abruzzo in comuni come Campli, Castelli, Vasto, Schiavi d’Abruzzo, Celano, Pennadomo e moltissimi altri. Non potevano mancare incarichi anche durante il terremoto, tra gli altri affidati dal commissario straordinario, Giovanni Chiodi, e quelli affidati dalla Regione Abruzzo. 
In Italia ha fatto moltissimo, forse troppo, e nel troppo spicca la contestatissima Metro C di Roma opera da record infinita e costosa.
Dunque il meglio che si poteva avere guardando il curriculum pubblico quello che magari avrà visto anche Goio quando gli ha affidato alcuni incarichi ed uno di almeno 250 mila euro il cui bando di gara come tante altre cose non si rinviene sul sito istituzionale.
Tra le sue numerose attività, però, il professor Napoleoni  riusciva ad inserire anche rapporti intensi e amichevoli con Salvatore Buzzi, quello che la procura di Roma indica come il braccio destro di Massimo Carminati, ex banda della Magliana, oggi il re di Mafia Capitale.


NAPOLEONI E L’AFFARE DEI RIFIUTI CON BUZZI

Napoleoni da quanto emerso non risulta indagato ma in strettissimi contatti di amicizia e di affari con Salvatore Buzzi e dunque con Carminati.
Sta di fatto che dagli atti delle indagini (il primo filone è approdato nella fase processuale) si capisce che il “pirata”  e “Re Di Roma” Carminati dopo aver soggiogato mezza capitale voleva mettere la mani sull’oro dei rifiuti.
Nel 2012, dopo essersi aggiudicati una commessa per gestire la raccolta differenziata, il Nero e i suoi complici - secondo quanto si legge in una informativa del Ros dei carabinieri - avrebbero tentato di accaparrarsi un maxi appalto dell’Ama per controllare il trasferimento dell'immondizia che dal porto di Civitavecchia doveva finire oltrefrontiera.
Come scrivono gli investigatori, nell'affare risultano coinvolti Fabrizio Franco Testa, imprenditore legato al Cecato, che in questo caso fungerebbe da «intermediario con gli organi di Roma Capitale». 
Luca Gramazio, all'epoca consigliere comunale, l'ex capo dipartimento delle politiche sociali Angelo Scozzafava, e il capo della segreteria del sindaco Alemanno, Antonio Lucarelli. Anche Carlo Pucci, ex dirigente di Eur Spa, sarebbe stato interpellato: secondo gli inquirenti, avrebbe fatto da tramite tra Carminati ed Emilia Fiorani
(non indagata, tuttavia), ex moglie del funzionario e amministratore delegato della "Treerre spa", una società che si occupa di raccolta dei rifiuti, e che nelle mire di
Buzzi avrebbe potuto curare la fase del trasporto su strada da Roma alla cittadina portuale.
Ad occuparsi materialmente della questione è proprio il re delle coop. 
Il 12 dicembre 2012, intercettato, Buzzi telefona a Quintilio Napoleoni, direttore tecnico del Consorzio Raccolta Differenziata Roma, e gli chiede se potesse segnalargli qualche operatore interessato a partecipare alla «gara dell'Ama per il trasporto all'estero». Buzzi dice di aver già creato un'associazione temporanea d'imprese con «degli spagnoli che hanno le navi... mi serve qualcuno sui trasporti... prendere la monnezza da dove sta e portarla sulle navi».

A questo punto Napoleoni dispensa consigli e fa il nome di un imprenditore di Bolzano e che lavora anche in Germania: «Ho un amico carissimo specializzato in trasporti internazionali... Mi ha già detto: “So di questa cosa di Ama e sto all'erta perchè mi interessa molto”... Bisogna capire se vuole correre da solo oppure no”». Il dirigente promette di mettere una buona parola per Buzzi: «Gli dico: “Guarda che su
Roma devi averci qualcuno che ti porta avanti la causa... ti ci metto in contatto”». L'affare sembra andare in porto. E Carminati mette pressione e telefona a Pucci:
«Dobbiamo fare qualcosa... siamo pronti». L'interlocutore rassicura il boss: «Li hanno inseriti... per il trasporto, capito?». A fine dicembre i problemi burocratici sembrano risolti. Carminati comunica: «Abbiamo sistemato tutto».



I RIFIUTI DI BUSSI PER MARE?

I rifiuti di Bussi per mare? 
Sarebbe un destino beffardo se i rifiuti stipati dalla Montedison dagli anni ’70 nella discarica più grande d’Europa dovessero prendere la via del mare perché proprio quella via pare abbiano preso qualche anno dopo gli scarti delle lavorazioni della stessa multinazionale. Rifiuti che non venivano interrati più ma caricati su navi che poi diventarono fantasma dirette verso la Romania…
E’ curioso comunque che nessuno abbia solo minimamente obiettato l’opportunità di far decidere e gestire la parte più consistente della seconda fase dello scandalo Bussi (la bonifica)  ad un professionista con simili aderenze e con tale disinvoltura.
Il commissario Goio, silenzioso in tutti questi anni, proprio alla fine del suo fortunatissimo percorso abruzzese sarà costretto a dare risposte che avrebbe già dovuto dare per legge anni fa.
E al tavolo dove decidono per noi il futuro di Bussi c’è anche un dirigente condannato dalla Corte dei Conti, riciclato da D’Alfonso a capo del settore rifiuti, oltre ad una serie di altre persone che a vario titolo sono state parte dell’altro scandalo “coperto” del processo anomalo e della sentenza anticipata da uomini delle istituzioni, vicenda che mai nessuno ha inteso chiarire finora.
E pensare che su Bussi indagano praticamente tutti compreso alcune procure, il ministero dell’Ambiente, il Csm e persino una specialissima commissione parlamentare di inchiesta che non si è mai posta il problema degli affidamenti di certi incarichi pesanti.

E dopo la scoperta della discarica nel 2007 la parola “scandalo” non può che essere declinata al plurale accanto a Bussi. 

a.b.

NAPOLEONI:«RAPPORTI CON BUZZI SOLO PROFESSIONALI. UNA SOLA TELEFONATA»

 Quintilio Napoleoni ci tiene a far sapere che la definizione di «tecnico di Monnezza capitale» appare «una evidente e grave distorsione di quanto sia la realtà dei fatti».

 «Non sono mai stato oggetto di investigazioni che possano consentirvi di accomunarmi a soggetti indagati per gravissimi reati», dice, «con i quali i miei rapporti sono stato esclusivamente  professionali e non sono stati né strettissimi né amichevoli né intensi come da voi proditoriamente scritto. Nel mio ruolo di tecnico mi sono limitato a segnalare nel corso di un’unica conversazione telefonica con Salvatore Buzzi una società di Bolzano specializzata nel trasporto di rifiuti con la quale non ho alcun rapporto commerciale e dunque nel mio più completo disinteresse per la conclusione dell’accordo».

 E poi Napoleoni aggiunge: «poiché agli atti delle indagini di Mafia capitale non risultano addebiti di alcun genere a mio carico o altri miei colloqui rilevanti con indagati vi diffido a compiere in futuro simili illazioni e vi diffido in futuro ad astenervi dal compiere allusioni gravemente lesive della mia persona».

 
NAPOLEONI, E BUSSI?

Napoleoni fa finta di non capire e non legge attentamente gli articoli che pretende di rettificare. Abbiamo detto chiaramente che non era indagato ma che aveva rapporti telefonici non pare tanto formali con Buzzi, da essere la prima telefonata.

 E francamente a noi di Buzzi e di Mafia capitale non ci frega proprio niente. Ci interessa molto di Bussi per cui Napoleoni invece di provarci, poteva spiegare quanti incarichi ha ricevuto dal commissario Goio e con quali modalità e per fare con precisione cosa e ricevendo quali compensi.

Quale procedura pubblica è stata esperita e quando è stata pubblicata la gara per il suo incarico? Purtroppo noi semplici cittadini siamo tagliati fuori a causa della cappa di opacità che avvolge tutta la vicenda di Bussi e ci è impedito di sapere.  

 Al popolare tecnico facciamo inoltre notare che una moltitudine di giornali -che non abbiamo intenzione di contare- lo accomunano Buzzi e soprattutto non abbiamo ritrovato  nessuna traccia di alcuna rettifica che invece come si può notare trova qui.