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Galleria San Silvestro riapre lunedì dopo i lavori straordinari: problemi risolti?

Disagi e polemiche per i lavori Anas da oltre 3 mln di euro

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GALLERIA ANAS

FRANCAVILLA. Finito il calvario della viabilità per Francavilla che ha da poco archiviato una estate nera sul fronte del traffico e dello smog a tutto “beneficio” dei turisti.

Lunedì prossimo dopo quasi quattro mesi di chiusura riaprirà la galleria San Silvestro (6 km) dopo i lavori di manutenzione straordinaria e urgenti disposti dall’Anas dopo che la situazione era diventata grave.

La galleria infatti è da sempre soggetta ad allagamenti della carreggiata che mettono a serio rischio l’incolumità di chi la percorre. Un fenomeno che ha generato una serie di dubbi e di polemiche anche in seguito ad inchieste giornalistiche  che non hanno fatto altro che porre dei punti fermi: lavori alla galleria effettuati male e per ragioni mai chiarite insieme alle relative responsabilità dei controlli «a regola d’arte». La prova sta proprio nel fatto che la collettività ha dovuto subire uno stop forzato per effettuare delle migliorie che sono andate a “tappare quelle falle” (purtroppo non solo metaforiche) lasciate in sede di costruzione. Il tutto ovviamente a spese dell’Anas, cioè totalmente con soldi pubblici, anche questo è un aspetto che sembra non rilevare e interessare nessuno.

Dunque dopo quattro mesi di lavoro le infiltrazioni per ora sono sparite, l’acqua non c’è più, e sono visibili sulle pareti i segni delle nuove canalette che dovrebbero convogliare l’acqua in condotte che corrono parallele alla carreggiata ed altre che invece scorrono sotto per favorire il deflusso fuori dal tunnel.

Sono state migliorate le opere per la captazione delle acque dai giunti e realizzati nuovi pozzetti nascosti che dovrebbero favorire la raccolta ed il deflusso dell’acqua in eccesso.

I lavori dunque a quanto pare non sono serviti per impedire l’ingresso in galleria dell’acqua ma la sua raccolta. Inoltre per stessa ammissione dell’Anas i lavori effettuati non saranno definitivi né risolutivi poiché già si starebbe pensando a nuove opere da valutare nella metodologia e nei tempi.

Insomma chi pensava di aver archiviato per sempre questa brutta storia dovrà ricredersi, magari tra un paio di anni si tornerà a parlarne ma nel frattempo i più avranno dimenticato.

L’Anas ha anche detto in una intervista al Tg3 Abruzzo che ci sarà una fase di monitoraggio per capire come funzionano gli interventi effettuati lasciando ancora una volta la porta aperta a troppe variabili che potranno anche essere negative.

    Riaperta la galleria comunque si risolverà un grave problema che è finito tutto sulle spalle dei cittadini e sulle loro tasche e che impegna però anche i polmoni visto che il Comune aveva chiesto un monitoraggio all’Arta per capire l’incidenza della chiusura sull’aria chiedendo anche una centralina mobile.

Il sindaco Antonio Luciani in una lettera aveva richiesto i dati in tempo utile per capire come operare e salvaguardare la salute pubblica in caso di smog eccessivo ma l’Arta non ha mai risposto ed i dati non sono mai arrivati per un guasto non meglio identificato.

Nei mesi scorsi il Movimento 5 Stelle ha presentato delle interrogazioni parlamentari chiedendo di fare definitivamente chiarezza su questa vicenda da quasi 200 milioni di euro di soldi pubblici e di promuovere «azioni ispettive anche tecniche per verificare eventuali responsabilità sullo stato delle gallerie e sui lavori fin qui condotti, perché i lavori di manutenzione sembrerebbero non risolutivi del problema ma soltanto dei provvedimenti tampone che eliminano l'acqua dalla carreggiata ma non le infiltrazioni».

Infine i parlamentari chiedono «spiegazioni su un'anomala richiesta 'verbale' di lavori da parte dell'Anas alla Toto spa, così com'è emerso nell'inchiesta giornalistica da una lettera che l'impresa avrebbe inviato all'Anas il 30 maggio 2006».  Alla luce dei nuovi elementi emersi il M5s insieme alla associazione Codici presenteranno un nuovo esposto alla Procura di Pescara, dopo quello del 2013 presentato alla procura di Chieti ma che, da quello che  risulta, non avrebbe avuto alcun esito.

«LUCIANI NON E’ IL CENTRO DEL MONDO»

«Il sindaco Luciani avrà pure ragione a ritenere che 45 giorni sono troppi per avere i risultati del monitoraggio della qualità dell'aria, ma l'Arta dispone di una sola centralina mobile per tutta la regione e Francavilla, o meglio Luciani non rappresenta l'umbilicus mundi (il centro del mondo) perché le varie richieste degli altri sindaci impegnano lo stesso mezzo per l'intero anno e solo la rinuncia del primo cittadino di Montesilvano a monitorare l'aria in agosto in quanto non riteneva il mese significativo come periodo di punta del traffico cittadino ha permesso all'Arta di aderire alla sua richiesta», commenta il direttore generale dell’Arta, Mario Amicone.

«Se però Luciani aveva bisogno di un'istantanea dell'inquinamento poteva non firmare la convenzione e rivolgersi ad una ditta privata, perché l'Agenzia è tenuta a rispettare le norme che, per disporre di dati significativi sulle concentrazioni degli inquinanti nell'aria, prevedono monitoraggi di almeno 26 giorni. Il guasto dell'apparecchiatura, poi, computer compreso, è stato causato da irregolarità nell'alimentazione elettrica fornita dal Comune e ha comportato non solo l'attesa dei tempi per la riparazione effettuata in Sardegna, ma anche la perdita dei dati acquisiti in precedenza».

Per quanto riguarda, infine, la richiesta delle dimissioni Amicone risponde: «deve rispettare il mio ruolo istituzionale come io del resto rispetto il suo. Lasci al sottoscritto la facoltà di valutare se ha ancora voglia di adempiere ad un impegno pubblico conferito dopo apposita selezione pubblica, come io d'altro canto rispetto la sua volontà di continuare a fare il sindaco. Per fortuna non esistono gerarchie per decretare la volontà degli altri».