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Tangenti Anas, facevano i paladini della legalità e vincevano appalti per 1mld di euro l’anno

La società Tecnis in Abruzzo ha vinto un appalto molto sfortunato…

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Tangenti Anas, facevano i paladini della legalità e vincevano appalti per 1mld di euro l’anno

ABRUZZO. Arrivano solo conferme allarmanti dalla nuova inchiesta sulle tangenti Anas (denominata “Dama Nera”) che ha di fatto dato il via ad un nuovo e invasivo terremoto nel mondo degli appalti e le infrastrutture italiane.
Tra gli altri -oltre a dirigenti e tecnici Anas (ed un sottosegretario alle infrastrutture)-  sono finiti agli arresti domiciliari anche due noti esponenti di vertice di una società molto attiva nel mondo degli appalti pubblici, la Tecnis. Società che anche in Abruzzo è riuscita a vincere un appalto nel 2007 per un breve tratto della variante di Quadri, fondovalle Sangro, tratto particolarmente sfortunato perché ha avuto un costo enorme e perché coinvolto da frane cicliche…
Ora dovranno difendersi da reati gravi tra i quali anche corruzione  Francesco Domenico Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice, a capo della Tecnis, un vero colosso imprenditoriale del Sud Italia che si è aggiudicato appalti pubblici per quasi 800 milioni di euro l'anno. Dalla metropolitana catanese, ai lavori dell'anello ferroviario e del collettore fognario di Palermo, passando per il porto di Catania, quello di Ragusa, l'interporto di Catania oltre alla Salerno Reggio Calabria e ad altre centinaia di commesse che hanno fatto della Tecnis la prima impresa del Sud Italia. 

La Tecnis è tra l’altro una delle ditte che ha contribuito a costruire il viadotto sulla statale Agrigento–Palermo crollato ad inizio 2015  insieme alle coop rosse  Cmc di Ravenna e la bolognese Ccc. 
 Francesco Domenico Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice, finiti ai domiciliari, sono noti anche per le loro battaglie contro il racket delle estorsioni e per avere siglato protocolli di legalità in ogni appalto. Domenico Costanzo, in particolare, era tra i favoriti nel rinnovo dei vertici di Confindustria Catania.

GLI ALLARMI ABRUZZESI NON SONO SERVITI A NULLA
La Tecnis ha avuto la fortuna/sfortuna di svolgere lavori in una opera che parrebbe oggetto del peggiore dei malocchi mentre ad un attento esame è solo opera affetta da “ordinaria sciatteria”. E purtroppo casi simili in Abruzzo non sono rari quando c'è di mezzo l'Anas.
Si tratta della  variante di Quadri,  parte dell’opera mai conclusa della Fondovalle Sangro, progettata negli anni ’60 per collegare la costa abruzzese con Molise e Autostrada del sole fino a Napoli. Opera tanto importane che l’attuale Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, l’ha posta tra le opere infrastrutturali al primo posto tra le priorità, sollecitando con ottimi risultati l’Anas che è già passata alla fase operativa e progettuale dei lotti rimanenti. 
La storia inizia il 4 maggio 2005, dopo tante proteste e lotte da parte delle Comunità locali, riprese la costruzione del collegamento mancante, denominato: 2°Lotto-2°stralcio-1°tratto, che ha interessato i territori dei Comuni di Quadri-Borrello-Gamberale-Civitaluparella-Pizzoferrato, lavori affidati a Tecnis Spa - Cogip Spa – Sigenco srl - Ing. Pavesi srl . 
Il costo dei 2 chilometri dei 6 mancanti è stato pari a 25.727.473 euro. 
I lavori prevedevano anche la realizzazione di una galleria di 770 metri con un raggio di scavo di 6,25metri

Nella descrizione del progetto si legge: «Il completamento della S.S. 652 costituisce un tronco essenziale dell’intero itinerario di collegamento tra le Autostrade A1 e A14 risultando, pertanto, di primaria e strategica importanza per lo sviluppo economico delle aree interne del Molise e della vallata del Sangro, dove sono attive industrie con un alto livello occupazionale e dove si sta sviluppando un considerevole comparto turistico anche del bacino partenopeo e laziale. Data la natura del terreno è stata prevista la realizzazione di diverse opere d’arte quali: galleria naturale di lunghezza complessiva pari a 400 metri lineari, galleria artificiale di lunghezza pari a 230 metri, un viadotto a 5 campate a luci variabili comprese tra 92 e 44 m, realizzate in acciaio Cor-Ten, di lunghezza complessiva di 350 metri, Cavalcafosso di luce pari a 34,00 mtri».
Tutte opere purtroppo che non sono riuscite ad impedire i danni provocati da diverse frane.
Infatti appena partiti i lavori sono stati subito interrotti per via di un «importante movimento franoso» come comunicava l'Anas, e nel 2007 sono stati stanziati altri 12.286.015 euro. Una frana improvvisa e non prevista.
Dunque i lavori sono poi ricominciati. Il 26 marzo 2010, un nuova «rovinosa frana» ha scosso nuovamente il cantiere.
Per la stessa frana, dopo proteste ed iniziative di sensibilizzazione, anche da parte di Carlo Materazzo, ad Sevel, e Marchionne ad Fiat, l'Anas ha deciso di utilizzare i 10.329.000 milioni di euro della Legge 388/2000 art.144/c.7d. con consegna lavori prevista per il 5 maggio 2013. 
L'Anas ha poi annunciato all'inizio dell'anno 2014, per il 28 gennaio, l'inaugurazione del tratto della variante di Quadri costata circa 50 milioni di euro, ossia circa 25.000 euro a metro.
Ma una ennesima frana ha bloccato nuovamente tutto. 
A questo punto la direzione generale dell’Anas ha affidato sempre all’impresa Tecnis spa una parte dei lavori di consolidamento e drenaggio del pendio franato il 26 marzo del 2010.

E dopo 50 anni dall’idea di quella strada abruzzese non si fermano le perplessità perché il Comitato Via regionale d‘Abruzzo ha approvato di recente l’ultimo progetto, subito criticato dagli ambientalisti che hanno fatto notare come il tracciato si sviluppi in zona ad alto rischio franoso, proponendo due tracciati alternativi (ovviamente ignorati) e scoprendo anche curiosi e preoccupanti strafalcioni nella documentazione.

Ignorare simili allarmi documentati e non smentiti sembrerebbe avvalorare la tesi che l’obiettivo reale non sia quello di costruire una strada nel migliore dei modi ma affidare più appalti possibile e spendere più soldi possibile (che comprendono “manutenzioni straordinarie” e le riparazioni dei danni da… frane).
Insomma proprio non si vuole imparare dal passato.

Ee poi hai voglia a dire che le cose cambieranno come si è affrettato a ribadire già ieri il presidente dell’Anas, Armani, che ha giurato di fare pulizia licenziando i dirigenti e tecnici corrotti a cose fatte e scandalo scoppiato.
Qui in Abruzzo c’è bisogno di molto meno: basterebbe solo aprire gli occhi e guardare le carte.

 a.b.