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Fiom preoccupata per il futuro della Magneti Marelli di Sulmona

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Fiom preoccupata per il futuro della Magneti Marelli di Sulmona

 

 SULMONA. Fiom Cgil preoccupata per il futuro dello stabilimento Magneti Marelli di Sulmona. Il sindacato chiede un'assemblea unitaria con le altre sigle per individuare un percorso.

«Come già denunciato nelle nostre assemblee, oggi sta emergendo sempre di più un quadro preoccupante sul progetto annunciato qualche mese fa dalla Magneti Marelli - spiegano i delegati Fiom - Siamo passati dall'euforia di probabili assunzioni al rischio che tutto sia vanificato».

 La Sistemi Sospensioni sta partecipando ad un bando di finanziamenti regionali (Fas), e la Fiom-Cgil della Provincia dell'Aquila ha chiesto un tavolo di confronto alla Regione e, data l'importanza strategica che ricopre la fabbrica del gruppo FCA in un territorio martoriato dal punto di vista occupazionale, ha proposto che a tale incontro vengano convocate tutte le organizzazioni sindacali interessate.

«La Fiom-Cgil provinciale, nonostante veda le altre sigle sindacali non ricercare percorsi unitari, ritiene fondamentale che in una situazione così complicata non prevalgano le logiche di organizzazione che hanno come unico risultato il peggioramento delle condizioni dei lavoratori - affermano i delegati Fiom - attualmente le condizioni di lavoro vedono i lavoratori esasperati e preoccupati anche rispetto all'organizzazione dell'azienda, così appesantita da rilevanti sacche d'inefficienza che penalizzano sempre più i lavoratori. A poco serve l'introduzione di nuovi turni se l'organizzazione interna non migliora».

 E rispetto alle nuove turnazioni la Fiom ritiene «singolare che sui media vengano pubblicati "favolosi" aumenti salariali, mentre questi aumenti sono già previsti dal contratto collettivo e non riguarderanno 600 lavoratori ma solamente i turnisti che dovranno lavorare di più sacrificando le giornate di sabato e domenica».

«Quello che non emerge sulle nuove turnazioni è il numero delle squadre previste, infatti solo modificando il numero delle squadre sarà possibile avere una maggiore rotazione, con un minor sacrificio richiesto ai lavoratori - conclude la Fiom - oggi l'azienda potrebbe sperimentare un aumento delle squadre nelle turnazioni producendo una riduzione dell'orario di lavoro che non penalizzerebbe economicamente i lavoratori e aumenterebbe notevolmente la rotazione. Tale situazione va affrontata unitariamente superando tutti gli imbarazzi».