GIOIELLI DI FAMIGLIA

Vendita immobili, la Provincia non ha rispettato il suo regolamento

Mancata trasparenza e nessuna asta. Cessione alla pubblica Invimit

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Vendita immobili, la Provincia non ha rispettato il suo regolamento

Mario Pupillo

CHIETI. La vendita di due beni immobili della Provincia di Chieti è regolare? E’ stato fatto tutto come doveva essere fatto?

Qualche dubbio avanza a leggere tutte le carte (non pubblicate sul Web): tutto è cominciato il 16 settembre scorso quando, dopo una complessa istruttoria, la società Invimit (partecipata al 100% dal ministero Economia e Finanze) ha fatto pervenire in Provincia due proposte irrevocabili di acquisto relative a due immobili di proprietà provinciale, le attuali sedi della Prefettura e Questura e la sede del Tribunale.

Per il primo sono stati offerti poco meno di 7 milioni di euro. Per il secondo quasi 10.

Secondo i termini della proposta, la stessa dovrà essere restituita alla Società, sottoscritta per accettazione, entro e non oltre il prossimo 30 ottobre 2015, data oltre la quale la proposta perderà efficacia.

Il presidente della Provincia, Mario Pupillo, ha esultato anche perché gli effetti di questo risultato sono essenziali per la salvezza dell’ente quanto meno per l’anno di esercizio 2015 – come ha sottolineato proprio il presidente.  Infatti il ricavato della vendita consentirà alla provincia di Chieti di chiudere anticipatamente la procedura di riequilibrio mediante l’assorbimento dell’intero importo del disavanzo di amministrazione di complessivi € 13.007.565,18. La fretta di incassare sta tutta lì: tappare i buchi di precedenti gestioni fallimentari…

Ma bisogna però spiegare ai cittadini per quale ragione questa procedura ha di fatto scavalcato un regolamento che la stessa Provincia si era data.

E si tratta del regolamento che prescrive le norme per le alienazioni del proprio patrimonio. E' stato approvato nel 2005, non risulta abrogato e soprattutto (a differenza di molti altri siti istituzionali) non si rinviene on line quello in vigore. In mancanza di trasparenza prendiamo per buono quello del 2005.

La procedura di vendita adottata, infatti, non avrebbe garantito il rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza, efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa, nonché la concorrenza e la parità di trattamento dei soggetti partecipanti alla gara.

Da un’analisi più attenta si scopre che non è stato adottato il sistema del pubblico incanto (asta pubblica) necessaria quando il potenziale interesse all'acquisto del bene offerto, per la natura del bene stesso, la sua potenziale utilizzazione e o il valore venale è riconducibile ad un mercato vasto a livello nazionale o internazionale e, in ogni caso, quando il valore del bene e uguale o superiore a 200.000 Euro, al netto delle spese.

Inoltre non sarebbero stati pubblicati gli avvisi di vendita come prevede la legge all'albo pretorio della Provincia per almeno trenta giorni; sul sito internet della Provincia per almeno trenta giorni; sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo; per estratto, su uno o più quotidiani a diffusione locale, «qualora l'importo a base d'asta sia almeno pari a 200.000 Euro», come dice il regolamento, e «per estratto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e su almeno due quotidiani a diffusione nazionale qualora l'importo a base d'asta sia almeno pari a 1.000.000 Euro».

Sempre nel regolamento del 2005 si specifica che è ammessa la trattativa privata «qualora la condizione giuridica e/o quella di fatto del bene da alienare rendono non praticabile o non conveniente per la Provincia il ricorso al pubblico incanto». Siamo sicuri che fosse questo il caso?

Certo, la vendita qualora dovesse perfezionarsi avviene tra due enti pubblici ma vedendola dalla prospettiva della Provincia di Chieti resta il dubbio che si potesse incassare qualcosa di più se si fosse allargata la veduta ad un panorama nazionale magari europeo. Invece si è deciso di appiattirsi sulle uniche due offerte pervenute senza nemmeno capire in che modo siano state proposte e secondo quali criteri.

Chi poteva fare offerte al rialzo e scalzare Invimit?

E come la mettiamo se poi Invimit riuscirà a piazzare quegli immobili ad un prezzo ricavandoci una plusvalenza?

L’impressione è che basterà attendere per sapere.