L'UDIENZA

Processo licenze Ncc facili: salta prima udienza. Protesta fuori il tribunale

Si torna in aula il 26 gennaio 2016

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Tribunale di Pescara

PESCARA. Salta per omessa notifica a cinque imputati la prima udienza preliminare riguardante il procedimento sulle autorizzazioni di noleggio con conducente (Ncc) rilasciate dai Comuni di Turrivalignani, San Vito Chietino e Treglio. Il gup del Tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, ha fissato la prossima udienza al 26 gennaio.

La vicenda conta in totale 24 imputati, tra cui l'ex sindaco di Turrivalignani, Roberto Di Cecco, e il responsabile del Suap del Comune di San Vito, Angelo Bianco. Oltre all'associazione per delinquere, tra i reati contestati, a vario titolo, agli imputati ci sono corruzione e concussione. Il procedimento davanti al gup Sacco riunisce i fascicoli dalla procura di Pescara e di Lanciano.

Secondo l'accusa, rappresentata dal pm Barbara Del Bono, gli operatori Ncc sostanzialmente compravano le licenze per il noleggio in Abruzzo ma il taxi lo guidavano sulle strade di Roma. Nel mirino 60 autorizzazioni rilasciate dal Comune di Turrivalignani e altre 60 rilasciate dai Comuni di San Vito e Treglio. Presenti oggi a Pescara una trentina di tassisti e noleggiatori di Roma che hanno presentato richiesta di costituzione di parte civile. Durante il presidio hanno esposto uno striscione per chiedere "giustizia".

«I tassisti e gli autonoleggiatori romani chiedono giustizia»,«associazione a delinquere e il sindaco arrestato. A Roma si chiama libero mercato», «Abruzzo terra forte e gentile...ma con l'Ncc abusivo dentro al fienile». Sono gli striscioni esposti questa mattina all'entrata del Tribunale di Pescara da una trentina di tassisti e autonoleggiatori romani, appartenenti all'Associazione legale taxi.

«La vicenda delle licenze facili in Abruzzo non solo crea una concorrenza sleale per gli autonoleggiatori e i tassisti romani, ma penalizza fortemente anche il territorio abruzzese, visto che non crea posti di lavoro in questa regione e lascia scoperte esigenze e problematiche relative al trasporto pubblico e alla mobilità del comprensorio», lo ha detto Riccardo Cacchione, dell'Associazione legale taxi.

Gli avvocati Fabio Ramacci e Alessandro Marcucci hanno presentato la richiesta di costituzione di parte civile, per conto di Associazione tutela legale taxi, Federazione taxi Cisal Roma, Sacat, Anar, Movimento italiano tassisti, Ugl taxi e cinque operatori romani.

«Il gup Maria Carla Sacco dovrà pronunciarsi sulla nostra richiesta nel corso della prossima udienza - spiega Marcucci - ma considerando che siamo già stati ammessi come parti civili nel procedimento aperto a Lanciano (Chieti) e poi riunito a Pescara, non dovrebbero esserci problemi».

 Ramacci aggiunge: «I noleggiatori e i tassisti romani si sentono danneggiati dal rilascio di queste licenze, che considerano avvenuto in maniera illecita e intendono chiedere un risarcimento, facendo valere le proprie ragioni».