L'EMERGENZA

Maltempo Marsica: giunta D’Alfonso chiede a Renzi 30 mln di euro

Partita la richiesta di dichiarazione di Stato d’Emergenza

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ABRUZZO. Via libera della Giunta regionale alla richiesta di dichiarazione dello Stato di emergenza per le alluvioni che il 14 ottobre scorso hanno devastato diversi comuni della Marsica, in particolare il comune di Canistro e la Valle Roveto.

La richiesta formale alla Presidenza del Consiglio dei ministri, arrivata dopo la seduta straordinaria della Giunta di oggi, è partita dopo una prima istruttoria della Protezione civile regionale, impegnata nelle ore di massima emergenza con 100 volontari che sul posto hanno agevolato le operazioni di allontanamento della popolazione dalle zone a rischio.

«Siamo fiduciosi che all'Abruzzo venga riconosciuto lo stato di emergenza a seguito della nostra richiesta - ha affermato il Sottosegretario Mario Mazzocca -. La nostra fiducia si basa sul fatto che abbiamo presentato una richiesta ampiamente motivata, documentata e nell'imminenza dei fatti e soprattutto dal fatto che quotidianamente stiamo alimentando con cifre, dati e elementi tecnici indispensabili per consolidare la richiesta inviata al Governo».

Secondo una prima stima i danni subiti dalle aree interessate dalle alluvioni ammonterebbero a 30 milioni di euro. Nel rispetto della direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri, inoltre, la Giunta si è impegnata a corredare l'istanza di stato di emergenza con un rapporto contenente il dettaglio degli eventi accaduti.

«Si tratta - ha concluso Mazzocca - di una procedura consolidata, dal momento che non oltre sei mesi fa la Regione ha dovuto fronteggiare un'altra emergenza il cui riconoscimento è stato ottenuto grazie alla qualità e tempestività del lavoro svolto».

I SOLDI NON CI SONO?

Intanto i consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri spiegano che non c'è copertura finanziaria per i quasi 29 milioni di euro di risorse che il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, aveva assicurato per gli interventi contro il dissesto idrogeologico.

«A marzo - ricordano i consiglieri - l'Abruzzo fu colpito da una violenta ondata di maltempo che causò notevoli danni su tutto il territorio e culminò con il riconoscimento dello stato di calamità. Il 12 marzo il D'Alfonso scrisse alla Presidenza del Consiglio per esporre la riformulazione dei fondi Fas necessari per 'intervenire tempestivamente' su tutto il territorio con 87 interventi divisi per le quattro province e una spesa complessiva pari a 28 milioni 851 mila euro (circa 3,9 per la provincia di Pescara, 16 per Chieti, 5 per L'Aquila e 3,5 per Teramo). I Comuni quindi si sono attivati per portare avanti i rispettivi progetti insistendo nel chiedere alla Regione le relative concessioni».

«Ma i fondi necessari - dicono Febbo e Sospiri - non ci sono né per cassa né per competenza: la rimodulazione Fas non è andata a buon fine e la Giunta non sa dove e soprattutto come reperire le risorse. La situazione è gravissima se consideriamo le enormi criticità esistenti su tutto il nostro territorio come evidenziato anche dallo stesso D'Alfonso nella sua missiva del marzo scorso».

«E' chiaro, quindi - aggiungono i consiglieri - che non c'è altro tempo da perdere e per questo chiediamo a D'Alfonso di mettere una pezza a questa ennesima figuraccia. Lo invitiamo a dirottare le risorse che ha destinato a interventi sicuramente più propagandistici ma meno utili ed emergenziali, come il Ponte del Cielo, da 1,5 milioni di euro, in favore di progetti oggettivamente più indispensabili alla collettività. Anche i lavori per la Chiesa di San Giovanni Teatino (Chieti) o per altre opere ecclesiastiche, come la casa del pellegrino del Volto Santo, sono sicuramente meno urgenti e rimodulando quelle risorse si potrebbero recuperare oltre 6 milioni di euro". "I fatti tragici dei giorni scorsi - concludono Febbo e Sospiri - hanno dimostrato come gli interventi contro il dissesto idrogeologico vadano messi in cima alla lista della cose da fare da parte di questo Governo regionale che si deve decidere finalmente a dare risposte concrete agli abruzzesi».

MAZZOCCA: «NON POSSONO PARLARE»

«Forza Italia è la meno titolata a parlare in quanto è proprio dal partito di Berlusconi che trae origine questa vicenda», ha replicato l’assessore Mario Mazzocca.

«I sindaci dei Comuni assegnatari dei fondi - ha precisato Mazzocca - possono stare tranquilli: i soldi ci sono. Si tratta di una operazione contabile che era nata per riparare ad un'improvvida assegnazione di fondi Fas 2000-2006 effettuata dalla Giunta guidata da Gianni Chiodi attraverso la società Abruzzo Engineering. Tale erogazione non era poi stata ratificata dalla Commissione Europea ma il governo regionale di centrodestra si è ben guardato dal porvi rimedio. Oggi la vicenda si ripresenta ma noi abbiamo già pronta la soluzione: utilizzeremo i 28 milioni per sanare la situazione venutasi a creare per colpa della precedente amministrazione regionale e attingeremo ai fondi europei 2014-2020 (25 milioni stanziati per l'Asse V Dissesto idrogeologico) - eventualmente utilizzando le risorse che la Commissione Europea riconoscerà alla chiusura della programmazione FESR 2007-2013 - per mantenere la contribuzione, dunque i Comuni possono procedere con gli appalti».

 

Richiesta Stato Di Emergenza Per Marsica