PIOVONO BALCONI

Crollo balcone progetto Case, chiuse indagini: 37 indagati

Dopo l’enorme spesa per gli alloggi “provvisori” anche la certezza che sono state costruite male

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

249

Crollo balcone progetto Case, chiuse indagini: 37 indagati

L'AQUILA. Dopo oltre un anno di indagini, accertamenti e attesa sono in corso oggi le notifiche ai 37 indagati nell'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila sul crollo di un balcone di un alloggio della palazzina antisismica della new town di Cese di Preturo (L'Aquila), una delle 19 del progetto C.a.s.e., il mega insediamento realizzato dopo il terremoto per dare un tetto a oltre 16 mila aquilani alloggiati in circa 4.500 appartamenti.

Le indagini sono scattate il 2 settembre del 2014 quando un balcone si è staccato dal secondo piano «per difetti di costruzione e utilizzo di materiale scadente» cadendo su quello sottostante.

Le accuse a vario titolo sono di crollo colposo, truffa in pubbliche forniture e una serie di falsi. Al termine delle notifiche partiranno gli interrogatori per le persone indagate che dovranno chiarire le loro posizioni. Dopo il crollo sono stati sequestrati circa 800 balconi in legno in 494 appartamenti in tutto il territorio aquilano.

TUTTI GLI INDAGATI

Gli indagati sono Mauro Dolce, Sergio Sabato, Dino Bonadies, Paolo Delfanti, Gian Michele Calvi, Stefano Vitalini, Alessandro Tosello, Fabrizio Frau, Luigi Spadaro, Antonio Coccia, Alberto Damiani, Michele D'Adamo, Paolo Emilio Pinto, Edoardo Cosenza, Gaetano Manfredi, Paolo Zanon, Claudio Moroni, Luca Pagani, Emilia Aloise, Francesco Tuccillo, Carlo De Angelis Mastrolilli, Davide Dragone, Wolf Chitis, Paolo Vacca, Giampaolo Paraboschi, Fabio Serena, Roberto Gandolfi, Carmine Guarino, Markus Alois Odermatt, Renato Amorosi, Lucio Nardis, Mario Di Gregorio, Vittorio Fabrizi, Enrica De Paulis, Carlo Cafaggi, Marco Balassone, Claudio Levorato.

«COLLAUDI FALSI»

Secondo le investigazioni del Corpo forestale dello Stato dell'Aquila, dirette da Nevio Savini e Antonio Rampini, gli indagati, a vario titolo, avrebbero attestato contrariamente al vero i vari certificati statici di collaudo, e tecnici amministrativi, ovvero la conformita' delle opere secondo legge. Contestazioni sono state sollevate anche in ordine alla tipologia e qualita' dei materiali, privi anche questi delle certificazioni.

I forestali ed i consulenti nominati dalla Procura hanno riscontrato in taluni casi la mancanza del collante e delle sostanze che avrebbero dovuto garantire la resistenza nel tempo e dunque la resistenza del legno che invece in sede di incidente probatorio era stato trovato con una evidente marcescenza. Gli indagati, sempre a vario titolo, avrebbero indotto in errore la presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento della protezione civile che avrebbe cosi' erogato una somma superiore ai 18 milioni di euro.

Sempre stando alle fonti investigative, agli indagati i pubblici ministeri Cardella e D'Avolio hanno contestato il danno di rilevante entita', di avere agito approfittando delle situazione di necessita' degli sfollati, del contesto emergenziale, ostacolando la pubblica difesa nonche' per i pubblici ufficiai di aver commesso il fatto con abuso di potere.

Tra i principali indagati dell'inchiesta, coordinata dal pm Roberta D'Avolio, dunque, Gian Michele Calvi, direttore dei lavori di realizzazione del progetto C.a.s.e., e Mauro Dolce, responsabile unico del procedimento. Inoltre, i dirigenti del Comune dell'Aquila che negli anni si sono succeduti alla responsabilità della manutenzione del progetto C.a.s.e.: Renato Amorosi, Lucio Nardis, Mario Di Gregorio, Vittorio Fabrizi, Enrica De Paulis, oltre al responsabile dell'ufficio C.a.s.e e Map Marco Balassone e a quello del servizio Patrimonio Carlo Cafaggi.

In generale sono coinvolti funzionari della Protezione civile, stazione appaltante del progetto C.a.s.e., del Comune dell'Aquila, la commissione di collaudo, tecnici che hanno redatto le certificazioni dei materiali e i rappresentanti delle ditte che hanno realizzato le cinque new town, tutte fallite, e di quella fornitrice del legno.

In particolare Dolce (di Roma) e' indagato in qualita' di Responsabile unico del procedimento; Sabato (Salerno) rappresentante del Rup alla vista finale di Collaudo tecnico amministrativo; Vitalini (Sondrio) nella qualita' di direttore operativo opere strutturali; Calvi, (Pavia), progettista e direttore dei lavori; Tosello, (Pavia), Spadaro, (Messina), Coccia, (Roma), Damiani, (Pavia), D'Adamo, (Chieti), Frau, (Milano), nelle qualita', a vario titolo, di rappresentanti del direttore dei lavori in fase di sopralluogo; Cosenza, (Napoli) Manfredi (Napoli), Zanon, (Trento), Moroni, (Potenza), Pinto, (Roma), componenti della Commissione di collaudo statico; Pagani (Pavia) nella qualita' di presidente della Commissione di collaudo tecnico amministrativo; Aloise (Roma), componente della Commissione di collaudo tecnico amministrativo; Tuccillo, (Napoli) in qualita' di Amministratore unico e legale rappresentante della societa' "Iter Gestioni e Appalti Spa"; Carlo De Angelis Mastrolilli, (Napoli), amministratore unico e legale rappresentante della societa' "Sled Spa"; Dragone, (Salerno) amministratore unico e legale rappresentante della societa' "Vitale Costruzioni Spa"; Chitis, (Napoli), presidente del Consiglio d'amministrazione della societa' "Futuraquila societa' consortile arl"; Paraboschi, (Piacenza), Serena (Venezia), Gandolfi, (Piacenza), Odermatt, (Svizzera), referenti a vario titolo della societa' "Safwood Spa"; Guarino, (Avellino) direttore di cantiere; Bonadies (L'Aquila), Delfanti, (Piacenza) progettisti degli elaborati esecutivi; Vacca (Isernia) , commercialista; Amorosi, Nardis, Di Gregorio, Fabrizi, De Paulis, Cafaggi, Balassone, tutti dirigenti del Comune dell'Aquila, con responsabilita' sulla manutenzione degli immobili.

Infine Levorato, (Venezia) in qualita' di presidente del consiglio di amministrazione di Manutencoop Facility management. (AGI) Dopo oltre un anno di indagini, accertamenti e laboriose consulenze tecniche la Procura della Repubblica dell'Aquila ha chiuso le indagini preliminari dopo il crollo di un balcone nel progetto Case (alloggi antisismici provvisori edificati nel post terremoto) di Cese di Preturo, frazione ovest del capoluogo di regione.

Dolce e Calvi sono già stati condannati in primo grado a sei anni di reclusione ciascuno e assolti in Appello assieme ad altri cinque esperti per omicidio colposo e disastro colposo nell'ambito del processo alla Commissione Grandi rischi, organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, di cui erano componenti all'epoca della riunione del 31 marzo 2009, a cinque giorni dalla scossa distruttrice. Inoltre, Dolce e Calvi sono coinvolti anche nel tormentato processo sugli isolatori sismici, le 'molle' installate sotto le palazzine, malfatti al punto da spezzarsi in alcuni casi se sottoposti a test in laboratorio: il primo condannato con il rito abbreviato a un anno di reclusione, il secondo ancora imputato con il rito ordinario.