LE PALE NON GIRANO PIU’

Guai per il benefattore di D’Alfonso: evasione fiscale e gli sequestrano pure l’elicottero

Lucio Petrocco titolare della Ecopetrol di Civitaquana ha subito un sequestro da 2mln di euro

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Guai per il benefattore di D’Alfonso: evasione fiscale e gli sequestrano pure l’elicottero

ABRUZZO. Per mesi l’Abruzzo si è interrogato sulle ragioni per cui un imprenditore (fra l’altro di centrodestra) mettesse a disposizione il proprio elicottero per trasportare gratis il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. Ci si è anche interrogati su come facesse a sostenere gli ingenti costi dei sorvoli da un capo all’altro d’Abruzzo.

Oggi arriva una parziale risposta visto che con i proventi dell’evasione l’imprenditore Lucio Petrocco aveva acquistato beni di  lusso che poi gestiva con quanto lucrato dall’utilizzo di fatture false.

E’ quanto hanno scoperto gli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Pescara a conclusione di verifiche fiscali nei confronti di tre società pescaresi, riconducibili al medesimo “gruppo” familiare, operante nel settore della manutenzione e della bonifica dei serbatoi per impianti di distribuzione e raffinazione di  idrocarburi.

Le  attività  ispettive,  partite dall’incrocio  delle  banche  dati  e  da  un  attento  controllo economico del territorio, avevano portato alla luce redditi sottratti a tassazione per oltre 4 milioni di euro e un’evasione di iva per quasi 2 milioni di euro.

Era  così  scattata  la denuncia dei  legali  rappresentanti  delle  società  controllate per  omesso  versamento  di imposte.

Le successive indagini  hanno  consentito  di  chiarire  che Petrocco dominus delle aziende, utilizzava una delle tre società creata ad hoc, esclusivamente per gestire beni di lusso acquistati con i proventi dell’evasione fiscale, sostenendo i costi con le provviste di denaro create tramite false fatture emesse ed annotate dalle società del gruppo a fronte di prestazioni di servizio in realtà mai eseguite.

Tra i beni spiccano un elicottero Agusta Westland A119 Koala ed una Porsche AG 997 Turbo, mezzi utilizzati personalmente dall’imprenditore e dai suoi familiari.

Al termine delle indagini il Gip del Tribunale di Pescara, su proposta della locale Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie e dei beni degli indagati fino al valore di 1.891.598 di euro.  

In  esecuzione  del   provvedimento,  i militari del Nucleo di Polizia Tributaria hanno proceduto  al  sequestro  di  15  conti  correnti  bancari,  della Porsche e  dell’elicottero, custodito in un hangar adiacente.

BENEFATTORE DAL CIELO

A marzo scorso lo ‘scandalo’ politico in quanto Petrocco, appartenente al centrodestra, decise di ‘dare un passaggio’ al presidente della Regione impegnato nell’emergenza mal tempo e proprio Forza Italia insorse.

Anche perché dopo il sorvolo sulle zone coinvolte da alcune frane seguirono un volo da Pescara a Isola del Gran Sasso per la giunta tematica al santuario di San Gabriele; poi il volo su Villa Celiera per il consiglio comunale dedicato alla frana, infine a Civitella Casanova.

«Ho messo a disposizione il mio elicottero per un fine istituzionale», spiegò Petrocco spiegando come non ci fosse nulla di male nel voler aiutare il Governatore. «Sono stato consigliere provinciale e mi spendo volentieri per la Provincia…».

«E’ umiliante per il partito» sbottò Sospiri. «Anch’io sono amico di D’Alfonso - seguita - ma la politica impone il rispetto dei ruoli. Petrocco è un galantuomo, ma stavolta l’ha fatta grossa».

«Sono stato accompagnato da un autorevole amico, tra l’altro impegnato in politica, che mi consente lo spostamento rapido senza incorrere nel codice della strada», disse D’Alfonso replicando a chi si era scandalizzato.

Alessio Monaco, consigliere regionale (Regione Facile) rispondendo alle critiche aveva spiegato: «Lucio Petrocco, cittadino di buona volontà abituato alla militanza civile» si è messo a disposizione.

 Il mezzo è ufficialmente intestato all’azienda Ecopetrol di Civitaquana, di cui risultano proprietari, oltre a Petrocco, anche il fratello e la moglie.

IL PROGETTO CONTESTATO

Negli anni scorsi la società fu al centro delle ire degli ambientalisti che contestavano  l'autorizzazione dell'impianto in Contrada Bucceri a Cepagatti, impianto previsto a poche centinaia di metri dalle prime abitazioni e confinante con il Centro Agroalimentare più grande d'Abruzzo. Proprio questi fattori avevano scatenato le proteste degli ambientalisti, Wwf in prima linea.

Si tratta di un impianto di trattamento per gestire migliaia di tonnellate all'anno di rifiuti, tra cui le morchie di serbatoi di idrocarburi («che presentano altissime concentrazioni di idrocarburi pericolosi quali benzene, toluene», protestano i contestatori).