L'INCHIESTA

Terremoto: ennesima inchiesta su ricostruzione L'Aquila, impresa Teramana nei guai

Perquisizioni in corso, ravvisata una presunte truffa

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Terremoto: ennesima inchiesta su ricostruzione L'Aquila, impresa Teramana nei guai

L’AQUILA.  Nuova inchiesta a L'Aquila su presunte irregolarità relative ai lavori di ricostruzione del post sisma.

In particolare, al centro del mirino degli inquirenti, che hanno ravvisato una presunta truffa, e' finita' la ditta Cingoli, iscritta alla Camera di Commercio di Teramo, che sta effettuato interventi per conto del consorzio "Quattro Cantoni" per un importo di circa 23 milioni di euro.

 I carabinieri del Noe, con i colleghi del Comando provinciale dell'Aquila, stanno effettuando perquisizioni e acquisizioni di documenti sia nella sede legale della società sia presso il Comune dell'Aquila.

La nuova inchiesta, di cui è titolare il sostituto procuratore della Repubblica Antonietta Picardi, conta, al momento, sei indagati, compresi alcuni cittadini proprietari degli immobili da ristrutturare.

E tra gli indagati c'e' anche l'avvocato del Foro dell'Aquila Paola Bellisari.

Secondo l’agenzia Agi, la professionista e' indagata per truffa aggravata in concorso e continuata, insieme ad altre quattro persone, i vertici della societa' Cingoli di Teramo oltre a Vincenzo Ciolina, progettista e direttore dei lavori di ricostruzione post sisma dello stabile denominato "Palazzo Ciolina Ciampella", compreso all'interno dell'aggregato "Quattro Cantoni" tra corso Vittorio Emanuele, Corso Principe Umberto, via Accursio, via Navelli, oltre ad essere lo stesso progettista proprietario di parte dell'aggregato finito sotto la lente di ingrandimento della Procura.

L'indagine di oggi è una costola dell'operazione "Redde Rationem" relativa a presunte tangenti nei puntellamenti di alcuni edifici aquilani. In questo filone di inchiesta erano finiti ai domiciliari 5 persone, un'altra ebbe l'obbligo di dimora mentre 13 furono gli avvisi di garanzia.

Tra le persone finite ai domiciliari, anche l’ex assessore e consigliere comunale di centrodestra Pierluigi Tancredi, tornato in libertà il 12 agosto scorso. Gli altri indagati tornati liberi sono gli imprenditori Andrea e Maurizio Polisini e il mediatore Nicola Santoro.

Tancredi era rimasto coinvolto nell'inchiesta 'Do ut des', riguardante presunte irregolarità negli appalti per la ricostruzione post-sisma, con riferimento sempre ai puntellamenti, "approdata" nella fase dell'udienza preliminare. E proprio lo sviluppo investigativo dell'inchiesta 'Do ut des' ha portato all'apertura di un altro filone di indagine, denominato "Redde Rationem". Gli indagati sono  accusati a vario titolo, e in concorso tra loro, di abuso d'ufficio, subappalto irregolare, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione aggravata per un atto contrario ai doveri d'ufficio, estorsione.

La ditta Cingoli, come riporta il sito internet, è stata costituita il 9 febbraio 1978 da Nicola e Giuseppe Cingoli, padre e figlio, dapprima con la forma sociale di collettiva di persone, poi trasformata in società di capitali.

Nell’ambito della ricostruzione post sisma sono stati numerosi gli interventi effettuati nel capoluogo martoriato e non solo. Tra le attività di pronto intervento al 30/09/2009 la società si è occupata della sicurezza dell’edificio della Carità di S.Vincenzo de Paoli a S. Demetrio né Vestini, dell’ Abbazia di S. Clemente a Casauria (Pe), di Palazzo Brunetti-Rosati a Ripa di Fagnano (Aq), di Casa Bonanni a S. Panfilo d’Ocre (Aq), del centro storico di Ofena (Aq), della chiesa di S. Maria d’Appari - Paganica (Aq) e della chiesa del Cristo Re - L’Aquila (Aq).