CULTURA MA NON PER TUTTI

Fondi alla Cultura, la Regione si dimentica dell’Istituto Tostiano di Ortona

Il sindaco chiude il caso: «ormai è tardi»

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Fondi alla Cultura, la Regione si dimentica dell’Istituto Tostiano di Ortona

ORTONA. «Una situazione tragica per l’istituto Tostiano ma gli amministratori non se ne occupano»

 E’ duro lo sfogo del consigliere comunale Leo Castiglione a pochi giorni dall’approvazione in Consiglio regionale di misure a sostegno del settore Culturale abruzzese.

Ad Ortona, a quanto pare, nessuno ci ha pensato. «Dai nostri amministratori comunali», fa notare Castiglione, «non si è levato alcun grido di preoccupazione sull'Istituto Tostiano nei confronti del governo regionale, nessuno, neanche il sindaco Vincenzo d'Ottavio è andato in Regione a perorare la causa di una delle nostre eccellenze. L'amministrazione comunale ha partecipato qualche giorno fa ad un evento al Teatro Regio di Parma insieme a Renato Bruson e all'Istituto Nazionale Tostiano però non si è preoccupata di difenderla e soprattutto non ho sentito levarsi grida di indignazione per la mancata assegnazione di un contributo.
I dipendenti del Tostiano e il suo direttore hanno incontrato il Sindaco tempo fa e gli hanno posto molto chiaramente la situazione, tragica, dell'Istituto in cui i dipendenti non prendono gli stipendi
con regolarità e sono a rischio anche le attività».
Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, in vista del prossimo centenario della morte del musicista ortonese, Castiglione ha posto il problema al sindaco, alla giunta e a tutto il consiglio comunale mostrando la delibera regionale in cui tante sono le istituzioni culturali finanziate, Fenaroli e Mastrogiurato di Lanciano, Teatro dei Marsi, Giostra Cavalleresca di Sulmona e altre ancora , mentre  Ortona è stata completamente ignorata.
«Ignorata anche da coloro che in Regione si definiscono rappresentanti del nostro territorio, Camillo D'Alessandro e l'assessore Silvio Paolucci, e che nulla hanno fatto affinchè venisse riconosciuto il
lavoro dell'Istituzione», sottolinea il consigliere comunale. .
«Il sindaco Vincenzo d'Ottavio come sempre è arrivato tardi, ieri in Consiglio ha detto che si farà sentire, doveva farlo prima, avrebbe dovuto lottare come gli altri sindaci a tutela del Tostiano e invece, come già accaduto per l'ospedale, è stato complice degli amici in  Regione e adesso a fatti già avvenuti si farà sentire.
Ortona è ormai dimenticata e abbandonata al suo destino, grazie ai nostri amministratori e rappresentanti in regione, Ortona non solo non viene tutelata ma è considerata terra di conquista, terreno fertile dove prendere, per dare ad altri territori che hanno rappresentanti più forti e che si impegnano maggiormente».

PROTESTA PURE LANCIANO: ESTATE FRENTANA A SECCO

Dopo 44 anni di attività musicale a livello internazionale, l'Estate Musicale Frentana di Lanciano rischia di crollare per il mancato finanziamento del fondo cultura da parte della Regione. L'associazione Amici della Musica 'Fedele Fenaroli' - che organizza l'evento a Lanciano, nei mesi di luglio ed agosto, dal 1972 - oggi ha infatti convocato in via straordinaria il cda per giovedì 29 ottobre, alle 18, per verificare se ci sono le possibilità di continuare nella storica attività di formazione orchestrale e strumentale che accoglie annualmente centinaia di studenti provenienti dall'Italia e altri Paesi.

«E' semplicemente vergognosa la decisione di escludere l'Estate Musicale Frentana dalla possibilità di salvezza - dice l'avvocato Franco Fanci, componente del cda e socio fondatore dell'istituzione musicale. Ciò costituisce la degna dimostrazione della incapacità di capire l'importanza delle attività culturali da parte di questa massa di politicastri che ci ritroviamo in regione e non solo».

«Nonostante l'azzeramento di debiti, due mesi fa L'Estate Musicale si è vista costretta ad annullare quattro corsi di formazione orchestrale per la ristrettezza di fondi. Attualmente non sono stati ancora pagati i contributi regionali relativi al 2014 e 2015, per circa 80 mila euro. La nostra attività, pressoché unica - dice Fanci - svolta disinteressatamente per 44 anni ha forgiato schiere di musicisti e ha formato e distribuito nel mondo tanti direttori delle orchestre più prestigiose dei 5 continenti. Questa volta - conclude - si è davvero superato ogni limite della decenza. C'è solo da augurarsi che la città se ne ricordi al momento del voto».