MISTERO INSOLUTO

Roberto Straccia: «ucciso perché scambiato per il genero di un boss»

Nuove rivelazioni a ‘Chi l’ha visto?’

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Roberto Straccia: «ucciso perché scambiato per il genero di un boss»

PESCARA. Perché si indagò anche per omicidio nel giallo di Roberto Straccia?

Fu ucciso perché scambiato per il genero di un boss? E’ questa la  nuova inquietante novità nel caso del giovane di Moresco sparito da Pescara  il 14 dicembre 2011 mentre correva sul lungomare e ritrovato 24 giorni dopo, cadavere, sulle coste della Puglia (a 300 chilometri di distanza).

Come ha ricostruito ieri sera la trasmissione ‘Chi L’ha visto?’ che da anni segue il caso archiviato senza risposte certe, un pentito avrebbe rivelato che il giovane universitario sarebbe stato ucciso proprio per uno scambio di persona. Vittima inconsapevole di un tragico errore?

Una novità mai emersa prima scoperta fortuitamente dalla famiglia del ragazzo che ha appreso ad agosto scorso di questo fascicolo giudiziario, poi chiuso. Loro hanno chiesto di poterne visionare il contenuto e magari da lì si ripartirà per cercare la verità. Anche perchè la famiglia Straccia non si rassegna e vuole risposte certe su quello che è accaduto a Roberto, un giovane felice della sua vita, hanno sempre detto, che non aveva alcuna intenzione di suicidarsi.

Così come la famiglia è convinta che Roberto non sia arrivato in Puglia via mare e che il suo corpo non sia stato in acqua 24 giorni. Perché «c’è qualcosa che non torna», ha ribadito ieri sera papà Mario, ospite di Federica Sciarelli. Ci sono troppe domande ancora senza risposta. Come mai dopo 24 giorni in mare Roberto aveva ancora una bustina di zucchero in tasca e ancora l'ipod attaccato al braccio?

Il padre ha poi ricordato che nelle tasche di Straccia fu trovata sabbia «che gli inquirenti non hanno analizzato. Sarebbe stato utile, invece, per capire dove Roberto ha trovato la morte perché la sabbia di Pescara è diversa da quella di Bari».

Il 3 novembre ci sarà una nuova udienza per discutere dell'archiviazione. La famiglia si opporrà.

Di Roberto Straccia, 24 anni, originario di Moresco (Fermo), si sono perse le tracce il 14 dicembre 2011 da Pescara, dove viveva per motivi di studio. Era uscito dal suo appartamento per andare a correre, in abbigliamento sportivo, come lo hanno ripreso le telecamere sul lungamare sud, e da quel momento di lui non si e' saputo piu' niente, fino al ritrovamento della salma, avvenuto il 7 gennaio sulla costa di Bari. 
Nelle motivazioni circa la richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore Giuseppe Bellelli (oggi procuratore capo alla Procura di Sulmona) si parla di caduta accidentale o volontaria, un'ipotesi che i familiari e amici dello studente hanno sempre respinto. La verità è che nulla di rilevante è emerso da tutte le analisi effettuate su pc o lettore musicale che il giovane aveva in tasca, nessun elemento di violenza è emerso dalla autopsia che avrebbe accertato la morte per annegamento, cioè dando la certezza che il ragazzo era vivo quando è finito in acqua. Straccia quindi sarebbe morto lo stesso giorno della scomparsa. 
I periti di parte sostengono che lo studente sia caduto in acqua in stato di incoscienza e dunque «uno stato di narcosi, le cui cause sono tutte da chiarire». Lo psichiatra Alessandro Meluzzi non esclude l’ipotesi  che possa essere stato «narcotizzato da qualcuno e poi gettato in mare lontano dalla riva».