CERCHIO NEL MARE

Ponte del cielo, nessun tecnico comunale ha voluto fare progetto esecutivo: «troppo lavoro»

Affidamento diretto da 40mila euro. Il centrodestra chiede approfondimenti

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Ponte del cielo, nessun tecnico comunale ha voluto fare progetto esecutivo: «troppo lavoro»

PESCARA. Mentre il dibattito sull’opera si è ormai scatenato e rischia di far perdere di vista gli elementi essenziali, si registra l’affidamento diretto della progettazione esecutiva del Ponte del Cielo e una “timida” richiesta di approfondimento da parte dei consiglieri comunali di centrodestra.
Con una determina datata 1 ottobre il dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Pescara, Giuliano Rossi, attuale coordinatore del gruppo di progettisti che hanno creato gli elaborati di massima, ha affidato direttamente la progettazione esecutiva all’ingegnere Andriano Canonico che come molti altri si era a suo tempo iscritto nelle liste dei professionisti dai quali il Comune può pescare per gli affidamenti senza gara.
Questo è stato possibile perché la legge stabilisce come soglia limite i 40mila euro per la scelta diretta ed infatti l’incarico a Canonico ammonta a 37.937,12 euro. 
La delibera è stata però pubblicata all’albo pretorio solo sabato 10 ottobre con nove giorni di ritardo e in un giorno particolare… San Cetteo, giorno di festa patronale, dimostrando senza ombra di dubbio che le pubblicazioni dei documenti possono avvenire in ogni momento e senza ostacoli di sorta…
L’incarico di progettazione definitiva prevede che l’attività si svolgerà in stretta collaborazione con il Responsabile unico del procedimento (cioè lo stesso Rossi) ed in conformità alle indicazioni e agli indirizzi da questi impartiti. I compensi saranno liquidati ad avvenuta consegna degli elaborati e comunque nel 2016.  Si tratta di una serie di attività che dovrebbero trasformare il progetto di massima in progetto esecutivo e dunque con un grado di dettaglio massimo rispetto alla prima versione con il computo complessivo dei materiali da utilizzare.

Ma l’opera da realizzare in sé potrebbe sembrare molto semplice visto che si tratta di pontile circolare, una vera “passeggiata”.  Invece non è così tanto che da una ricerca interna ai tecnici del Comune nessuno si è sentito di assumersi un impegno tanto gravoso.
Rossi scrive: «E’ stata avviata una indagine tra il personale interno all’ente allo scopo di verificare la presenza di tecnici comunali disponibili ad assumere –tra l’altro- gli incarichi di progettazione definitiva e progettazione esecutiva dell’intervento con esito negativo».
Inoltre «considerato che tra il personale in organico non risultano allo stato attuale figure professionali che possano espletare tali attività, in quanto il personale è oberato dalla intensa mole lavorativa di cui alle ordinarie attività istituzionali, per cui risulta necessario affidare i relativi incarichi a professionista esterno…»
Stabilita anche la base d’asta per il prossimo appalto per i lavori pari a 740mila euro.

IL PONTE VIOLA IL PIANO DEMANIALE
I consiglieri di centrodestra nel frattempo in una nota inviata a Demanio, Dogane, Direzione marittima, Soprintendenza beni culturali e Comune chiedono di approfondire alcuni aspetti normativi che sarebbero stati tralasciati o trascurati. 
  «L’opera è palesemente  in contrasto con gli obiettivi (v. art. 4, comma 2) e il dettato normativo del vigente Piano Demaniale Comunale, oltre che per aspetti procedurali e progettuali».
E nello specifico

art. 12, comma 6 “…la costruzione di eventuali pontili sarà oggetto di intervento a cura dell’Amministrazione Comunale, previa progettazione unitaria….;
art. 14, comma 2 “L’arenile libero ha dimensione minima di 5 m a partire dalla linea di battigia. Tale fascia svolge la funzione di percorso pedonale lungo la riva.”;
art. 14, comma 3 “Sull’arenile libero non sono ammesse installazioni di alcun tipo….”;
art. 15, comma 9.bis “Al fine di ristabilire i corridoi di visuale del mare è vietata l’installazione ed il mantenimento di qualsivoglia struttura di ingombro volumetrico e/o comunque barriera visiva.”;
art. 15, comma 22 “Tutte le opere fuori terra realizzate sull’arenile, sia da parte dei privati che dall’Amministrazione Comunale, devono avere la caratteristica della rimovibilità, come definita dal Codice della Navigazione.”;

Inoltre scrivono i consiglieri di centrodestra: «tale opera interrompe il rapporto diretto tra "La Nave" di Cascella e il mare, così come voluto dal Maestro che all'epoca, proprio per raggiungere tale obiettivo, pretese ed ottenne l'eliminazione della balaustra in marmo posta a contorno della piazza;       la passerella in progetto costituisce una evidente  barriera visiva verso il mare e l'orizzonte ed interrompe la passeggiata sulla battigia;        la forma circolare, inoltre, è assolutamente fuori contesto rispetto ad una realtà spaziale chiaramente caratterizzata da linearità e profondità».