OMBRE LUNGHE

Ombrina Mare, c’è una denuncia alla Procura di Roma

Nuovo Senso civico chiede di verificare iter autorizzativo

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Ombrina Mare, c’è una denuncia alla Procura di Roma

Gian Luca Galletti

ABRUZZO. L’associazione Nuovo Senso Civico che si batte da anni contro il progetto Ombrina ha presentato una denuncia alla Procura di Roma affinchè venga chiarita la regolarità della procedura autorizzativa.

Sono giornate straordinariamente importanti: tra due giorni a Roma c’è un passaggio decisorio di grande rilievo: la conferenza dei servizi vista come ultimo tentativo per fermare il progetto.

Pronta una mobilitazione di cittadini che dall’Abruzzo raggiungerà la capitale per seguire da vicino la vicenda.

C'è poi un altro fronte aperto in Regione con le due leggi approvate nei giorni scorsi (e i dubbi aperti sul loro reale utilizzo)

e con quella per l'istituzione del parco marino regionale attesa necessariamente prima del 14 che secondo alcuni potrebbe dare la spallata decisiva per abbattere "Ombrina Mare".

Ma tutto l'iter autorizzativo del progetto secondo l’associazione Nuovo Senso Civico presenterebbe «innumerevoli aspetti che lasciano più di un dubbio e che vanno definitivamente chiariti».

Da qui la decisione di presentare una denuncia alla procura romana per fare piena luce su possibili irregolarità. Il dettagliato esposto, stilato con il supporto di un noto legale di fama nazionale esperto di diritto minerario, è stato fatto a seguito di un lungo e approfondito studio e sulla base di complesse argomentazioni, spiega l’associazione, «che allo stato attuale, per ovvi motivi, restano riservate. Riteniamo che gli argomenti che verranno portati all’attenzione degli organi inquirenti possano tracciare un profilo estremamente grave dell’intera questione».

Già qualche mese fa l’associazione denunciò insieme ad altri comitati di diverse Regioni italiane, le ombre che gravavano su alcuni membri del Comitato Nazionale di Valutazione d’Impatto Ambientale in merito a vicende penali degli stessi.

Il Movimento 5 Stelle nazionale ha analizzato i curricula di tutti i partecipanti alla Commissione Via nazionale in un lungo e dettagliato lavoro di incrocio di informazioni “aperte” cioè reperibili per chiunque ma solo con un lavoro di analisi lungo e complicato.

Sono emerse così verità sconcertanti e preoccupanti da indurre molti parlamentari pentastellati a firmare un lungo esposto alle Procura di mezza Italia e alla procura antimafia affinchè potessero verificare. E subito sono arrivati i primi risultati: il ministro Galletti ha annunciato la pubblicazione di un bando per la selezione dei futuri partecipanti. Più che un implicita ammissione di quanto denunciato dai grillini.

Anche perché he il Comitato in questione non è proprio un’istituzione periferica ma ha in mano, quotidianamente, la sorte di progetti e infrastrutture da realizzarsi su tutto il territorio nazionale. 
Si parla di lavori imponenti per miliardi di euro e non sempre tutto è filato liscio e a vincere gli appetitosi appalti sono stati i migliori a vincere.

C’è poi stato lo scioglimento di questa Commissione prevedendo nuove regole più stringenti in merito a competenze, professionalità, incompatibilità e conflitti d’interesse.

E’ stata proprio la Commissione VIA nazionale sciolta dal Ministro Galletti ad approvare il progetto “Ombrina Mare”  ed è questo uno dei motivi per cui è stato chiesto già in passato di annullare l’intero procedimento.