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Ponte del Cielo progetto copiato? «Che male c’è?». Il Comune di Pescara sdogana il plagio

L’architetto Tommaso Di Biase difende l’opera come fosse sua e giustifica la copia

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Ponte del Cielo progetto copiato? «Che male c’è?». Il Comune di Pescara sdogana il plagio

Tommaso Di Biase

 

ABRUZZO. Silenzio quasi assoluto sul caso copia e incolla del progetto del Ponte del cielo. Non arrivano spiegazioni ufficiali circa eventuali problemi legali che potrebbero sorgere nel caso in cui i progettisti danesi intentassero causa di risarcimento danni al Comune.

Tuttavia nelle due paginate che il Centro ha dedicato alla presentazione dell’opera pubblica  c’è anche un riquadro con una intervista illuminante all’architetto Tommaso di Biase, stretto collaboratore e confidente del presidente D’Alfonso, perchè «seduto in prima fila» alla presentazione.

Le sue parole elogiano il progetto, ne esaltano la funzionalità e le finalità, lo magnificano e poi sulla vicenda del copia e incolla dice «che male c’è a prendere spunto da un’opera realizzata altrove e portarla a Pescara»?

Di Biase che è architetto sembra ignorare una cosa che tutti chiamano diritto d’autore e che esiste anche in Danimarca.

Ma Di Biase dice di più: «Da quello che so il Ponte del cielo è ispirato ad un’opera analoga costruita in Danimarca, penso che non ci sia nulla di male». Ah ecco, non si tratta di “copia” ma di «ispirazione», in effetti le opere non sono uguali ma molto simili e variano per dimensioni e per un paio di accorgimenti come per esempio i parapetti. 

Se, però, basta così poco per fare un progetto “originale”, allora davvero tutti possiamo fare gli architetti. Oppure i compositori, basta cambiare tre note ad una composizione già pubblicata…

Di Biase parla talmente tanto bene del progetto e difende a spada tratta “l’ispirazione” da sembrare l’avvocato difensore del progettista ma non chiarisce a che titolo stia parlando e su Facebook fa di più rincara la dose e scrive: «La copia e l'imitazione sono strumenti propri dell'architettura, da sempre, basta pensare alla cosiddetta "architettura palladiana" che ha riprodotto in tutte le salse e per secoli l'architettura di Palladio, il Ponte del cielo si è sicuramente ispirato al 'Ponte infinito' danese, lo so bene perciò dico: bene, benissimo».

Come dire che l’architettura sia il risultato di un copia copia generale, eppure si tende a ricordare architetti e artisti che hanno creato qualcosa di nuovo e mai nessuno che abbia fatto magnifiche copie di capolavori.

In una occasione ufficiale e “sontuosa” come la presentazione di un’opera che dovrebbe cambiare il volto di una città  esaltare la “mancanza di inventiva” e originalità non è esattamente la cosa che uno si aspetterebbe di leggere in una dichiarazione pubblica da parte di un professionista.

Ma Di Biase aggiunge anche un passaggio oscuro: «il Ponte del cielo si è sicuramente ispirato al 'ponte infinito' danese, lo so bene». Un momento: che cosa significa esattamente quel «lo so bene»?

Il Ponte del cielo è stato progettato dalla struttura interna del Comune di Pescara dove il responsabile è l’ingegner Giuliano Rossi, il progettista l’architetto Giancarlo Laorenza, il nucleo di progettazione Massimo Cantagallo e Enrico Iacomini, come fa di Biase a sapere bene che i progettisti si sono ispirati all’opera danese?

Certo Di Biase dal 2007 segue come un ombra Luciano D’Alfonso nella buona e nella cattiva sorte ed oggi ufficialmente è componente nella segreteria del presidente di Regione, componente del Comitato Via ed ha racimolato qualche altro incarico collaterale sempre affidato da D’Alfonso ed è normale che sposi le idee di quest’ultimo. E visto con quanto trasporto parla dell’opera ed i consigli migliorativi che propone si potrebbe pensare che si stia candidando per la progettazione definitiva dell’opera.

«INDAGATE SUL PLAGIO»

Ma la strada è un tantino in salita e per ora bisognerà chiarire molti punti e risolvere qualche imprevisto.

Uno di questi è la segnalazione-esposto firmato dall’architetto Gianluigi D’Angelo che informa il consiglio di Disciplina degli ingegneri della provincia di Pescara di quanto è accaduto e per chiedere « l'apertura di un procedimento disciplinare nei confronti ingegner Giuliano Rossi, dirigente del Comune e responsabile del gruppo di lavoro che ha curato “il Ponte del cielo”»

 «Tale richiesta», si legge nella missiva, «scaturisce dal fatto che tale progetto lede il diritto d'autore e di proprietà intellettuale. Non si tratta infatti di una citazione ma siamo di fronte ad una vera e propria copia del progetto “infinite bridge” dello studio danese Gjøde & Povlsgaard Arkitekter realizzato ad Aarhus nel 2015».

D’Angelo spiega tutte le similitudini delle due opere ed individua una sola differenza:  «la presenza della ringhiera, dettata da aspetti normativi regolati dalle norme di paesi diversi e quindi non è possibile considerare questa differenza come scelta progettuale ma un semplice adattamento normativo. Concludo dicendo che tollerare questi metodi di copia incolla riproponendolo un progetto in un contesto completamente diverso umilia e delegittima professionalità del professionista facendo passare un messaggio pericoloso, che in fondo non serve un ingegnere o un architetto che rediga un progetto perché é sufficiente copiarne uno giá fatto».

Ma a Pescara si è voluto fare di più e a mettere il timbro di validazione di questo metodo è stata una amministrazione pubblica. Anzi due.

Dunque è proprio vero che la storia si ripete: allora fu il Ponte del mare con polemiche, misteri, dubbi ed inchieste (dissoltesi nell’oblio), oggi il Ponte del cielo e lo steso clima, stesse polemiche e misteri.

Di certo si poteva imparare qualcosa di più dalle esperienze e dalle sofferenze del passato ed evitare gli stessi errori. Di certo si poteva condurre questa vicenda con maggiore partecipazione, trasparenza e originalità, del resto stiamo parlando sempre di un’opera pubblica dal costo di un milione di euro.

Invece tutto ritorna come in un ciclo che ricomincia uguale a se stesso, come camminare in tondo senza andare da nessuna parte… come il Ponte del cielo.

a.b.