CRISI E LAVORO

Thales Chieti Scalo, un piano industriale per rilanciare lo stabilimento?

Il 20 novembre nuovo tavolo ministeriale

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

127

Thales Chieti Scalo, un piano industriale per rilanciare lo stabilimento?


CHIETI. Nella giornata di martedì, presso il Ministero dello Sviluppo Economico (Roma), si è svolto un incontro sul rischio di chiusura della Thales, sede di Chieti Scalo.

All’ incontro, hanno partecipato le delegazioni sindacali, il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli ed i massimi dirigenti della Thales Italia.
Al centro della discussione, la totale assenza di certezze per il futuro dell’Azienda.

«In questi mesi, in una totale confusione che i vertici aziendali hanno rappresentato in tutte le occasioni», racconta Davide Labbrozzi della Fiom,  «è stata prospettata la possibilità di licenziare una parte dei dipendenti, discusso il progetto di vendere un pezzo del sito ad una società malese, per essere più precisi, ad una nuova società composta da Sapura/Thales e, nessuna certezza per la piccola parte che resterebbe».

Nel corso dell’incontro, la delegazione sindacale, ha spiegato dettagliatamente la propria posizione che non solo si concretizza in  un no secco alle idee proposte, ma nello specifico, sono stati snocciolati tutti i numeri che riguardano il sito produttivo di Chieti. «Zero investimenti», spiega Labbrozzi,«fatturato depotenziato da scelte sbagliate e da decisioni positive mai assunte, riduzione del personale che ha determinato la perdita di importanti professionalità e, vendita della parte strategica ad una società che garantirebbe il futuro soltanto per due anni. E’ certa, secondo noi, la fuga verso la Malesia dove sono presenti mercati emergenti».
Le Istituzioni hanno dato totale disponibilità a sostenere eventuali progetti credibili che abbiano come obiettivo il mantenimento e il rafforzamento del sito produttivo di Chieti Scalo.

Resta da capire, a questo punto, l’ufficializzazione di ciò che l’Azienda intende fare nei prossimi mesi. La stessa, si è impegnata a presentare un Piano industriale il prossimo 20 novembre, momento in cui si tornerà al Tavolo Ministeriale.

«La disponibilità a presentare un progetto è un fatto positivo», commenta Labbrozzi, «perlomeno, ci permetterà di discutere di una posizione precisa. In questi mesi, l’Azienda ha affermato tutto ed il contrario di tutto. Certamente ci si aspetta un duro lavoro, in quanto, la confusione che in Thales regna sovrana continua a trasparire in ogni momento. La speranza è che le lotte sindacali di questi mesi, la disponibilità delle istituzioni, la fragilità dei progetti presentati astrattamente, possano aiutarci a far cambiare idea a questo gruppo dirigente che ha letteralmente smarrito la Stella Polare. Chiudere uno stabilimento come quello di Chieti, fabbrica con quarant’anni di storia, significa trasformare il ruolo dell’impresa da industriale a finanziaria. Questo significherebbe distruggere il “il sapere” nel nostro Paese».