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Teodoro vs Sabatini, in udienza ammessi i testimoni: c’è anche il sindaco

Davanti al giudice si dovranno chiarire i retroscena della scelta dell’assessore Veronica Teodoro

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Teodoro vs Sabatini, in udienza ammessi i testimoni: c’è anche il sindaco

Veronica e Gianni Teodoro, Sabatini

 

PESCARA. Si è tenuta questa mattina, nel tribunale civile di Pescara, la seconda udienza della causa relativa alla richiesta di un maxi risarcimento da 250 mila euro, «per danni morali, biologici, all'identità personale e sociale, alla reputazione, all'onore, al prestigio, al decoro, all'immagine e alla vita di relazione», intentata dal politico pescarese Gianni Teodoro, sei volte candidato sindaco, due volte vice sindaco con il centrodestra e consigliere comunale, a più riprese, sia con il centrodestra che con il centrosinistra, nei confronti di Enrica Sabatini, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Pescara, sotto accusa per le parole pronunciate in aula, in occasione dell'insediamento della giunta Alessandrini, contro la nomina di Veronica Teodoro, figlia di Gianni, nominata assessore all'età di 19 anni.

Il giudice Gianluca Falco ha ammesso una serie di prove testimoniali e nel corso della prossima udienza, in programma il 22 gennaio, saranno ascoltati sei testimoni, tre per parte, tra i quali anche il sindaco Marco Alessandrini, che è stato citato da Andrea Colletti, legale della Sabatini e parlamentare del Movimento 5 Stelle.

Complessivamente sono 12 i testimoni citati delle parti: Colletti ha chiesto di ascoltare il sindaco e 6 esponenti della maggioranza, per fare luce sulla trattativa e sui criteri di merito che hanno portato alla nomina di Veronica Teodoro, mentre i legali di Gianni Teodoro, Dante Angiolelli e Fabio Di Paolo, hanno citato 5 esponenti della Lista Teodoro, in corsa alle ultime elezioni amministrative di Pescara.

Nelle 13 pagine che compongono il fascicolo, i legali di Teodoro contestano diversi passaggi del discorso pronunciato dalla Sabatini il 7 luglio del 2014. La capogruppo del M5s aveva parlato di «assoluta mancanza di onestà e libertà intellettuale evidenziata dalla scelta del sindaco», facendo riferimento al concetto di «familismo amorale teorizzato da Banfield», che chiama in causa «il comportamento di chi agisce in vista del proprio tornaconto per massimizzare i vantaggi materiali ed immediati della propria famiglia e in totale avversione al benessere della comunità».

 Sotto accusa anche altre affermazioni della Sabatini: «La nomina della figlia di Teodoro è il più chiaro e triste esempio di quanto la vecchia politica, sotto le vesti di un falso rinnovamento - é un ulteriore passaggio del discorso contestato - si dimostri come sempre inadeguata, ricattabile e ricattatoria, oltre che assolutamente incapace di perseguire il bene comune».

 Gli avvocati di Teodoro, nell'atto di citazione, hanno descritto l'intervento della capogruppo pentastellata come «un'aggressione gratuita e immotivata alla sfera personale e familiare, dal contenuto oggettivamente diffamatorio nei confronti di uno stimato, rispettato e apprezzato uomo politico e onesto amministratore, esposto al pubblico disprezzo, alla pubblica denigrazione personale e morale, oltre che al ludibrio della sua immagine pubblica».

«Il sistema non è abituato a cittadini liberi che dicono la Verità ed attacca con gli strumenti più meschini», ha invece detto oggi Enrica Sabatini, «Se l'obiettivo è intimidirci, non ci riusciranno.
Non mi fermerò, non ci fermeremo».