NUOVE FRONTIERE

Autisti ambulanze, il contratto da impresa di pulizie per trasportare malati e detenuti

Chi c’è dietro al nuovo gestore?

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1049

ambulanza

ABRUZZO. Quanto vale il business degli autisti ambulanze in servizio presso la ASL Avezzano –Sulmona- L’Aquila che da 14 anni sono stati ‘svenduti’ prima ad una cooperativa ed infine –da giugno- ad una multiservizi che applica il contratto di imprese di pulizie?

 Il calcolo non è dei più facili ma come già analizzato ai lavoratori entra ben poco in tasca e si riesce di poco a raggiungere i 1000 euro al mese (circa 7 euro lorde all’ora).

 Inoltre nella busta paga non è stata inserita neppure la metà del bonus fiscale Renzi e sempre dal documento contabile risulta solo la qualifica ‘autista’ mentre al centro per l’impiego si rileva “conducente di autoambulanza”.

Perché questa distinzione? Forse lo si potrebbe domandare al al nuovo soggetto gestore del servizio: RTI Servizi Integrati srl, con sede legale a Roma e sede amministrativa a Bitritto (provincia di Bari).

I lavoratori vorrebbero capire anche le identità di chi sta a capo di tale società così come chi ci sia dietro  la Siai-Scarl che gestisce un altro gruppo di lavoratori (quindi 2 imprese per 19 lavoratori).

Dalla misura della camera di commercio traspare il nome di Luigi Solidoro – imprenditore tarantino- noto alle cronache per il processo Fiorita per cui era stato condannato ad 1 anno di reclusione (condanna condonata per effetto dell’indulto 2006) il cui nome e' contenuto anche negli atti dell'inchiesta 'Grandi Opere' della Procura di Firenze per aver fatturato gli orologi regalati da Francesco Cavallo al ministro Maurizio Lupi.

Ma i punti interrogativi di questa storia non coinvolgono solo l’identità dei protagonisti ma anche i tempi: tutta la procedura si è chiusa a fine dicembre 2014: come mai si è arrivati a maggio per deliberare l’attuazione e di conseguenza a giugno per il definitivo subentro contrattuale?, domandano gli addetti al lavori.

Come è possibile affidare un servizio di trasporto ospedaliero ad una multiservizi che applica un contratto di imprese di pulizie?

Perché è stato ottenuto l’ottimo punteggio di aggiudicazione da parte della SIAI-servizi integrati? Perché nessuno ha voluto far caso all’assenza della clausola del contratto da applicare e del trattamento  da corrispondere ai lavoratori? Ed ancora, si può parlare di risparmio a condizioni contrattuali inferiori? I dipendenti sono i primi a rispondere: assolutamente no.

Anche perché loro sono convinti che l’unico risparmio di tutta questa storia è quello sulla loro pelle: pur svolgendo analoghe mansioni rispetto ai dipendenti Asl, hanno sempre percepito stipendi che definiscono alla soglia della povertà.

I problemi infatti sono tutt’altro che recenti.

«Il signor Mario Monge, presidente della Solco, precedente gestore, cui sono stati revocati gli arresti domiciliari e sottoposto all’obbligo di dimora nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale, potrebbe benissimo illuminarci sulle fatture milionarie pagate dalla Asl», dicono i lavoratori.

Monge era indagato per appalti pattuiti con il boss delle Cooperative romane, Salvatore Buzzi. In una intervista a "Il fatto quotidiano" nei mesi scorsi ha denunciato il clima di terrore sulle gare d'appalto raccontando: «avendo perso metà del fatturato, ho dovuto avvicinarmi al sistema Buzzi, che sapevo vincente e accreditato presso la Pubblica amministrazione».

Nell’intervista il presidente del consorzio ha dichiarato: «Mi rendo conto che è un discorso pericoloso, ma se sono un imprenditore e vedo che la mia forza non è sufficiente a vincere da solo, mi devo mettere d’accordo con altri».

E sullo sfondo l’ultimo tassello, ovvero i dipendenti costretti alla fame.

Anche altri funzionari e dirigenti Asl sono al corrente di questa spesa che andrebbe decisamente gestita meglio e qualcuno sostiene che ben potrebbe la Asl effettivamente risparmiare provvedendo all’assunzione di tali lavoratori nella convinzione che costerebbero di meno.

Anche perché, a proposito di costi, le ambulanze sono di proprietà della Asl che provvede anche al rifornimento carburante, alla manutenzione, cambio pneumatici, assicurazione e quant’altro.

Questo vuol dire che sia la Solco prima che la Siai attualmente adempiono esclusivamente agli aspetti burocratici del servizio limitandosi a pagare i lavoratori con i soldi della Asl, che poi sono soldi pubblici.

Uno degli aspetti più controversi di questa nuova gestione, inoltre, è che tra le varie attività svolte dal nuovo affidatario del servizio non è contemplata quella dei trasporti ospedalieri e che nel contratto applicato non figura il conducente di ambulanze.

La Regione lo sa? E se lo sa perché non prende provvedimenti?  E’ regolare? Va bene così? Tra i numerosi compiti, a tali semplici autisti compete anche il trasporto dei detenuti dal carcere verso i presidi sanitari territoriali anche fuori regione (bisogna evidenziare ad esempio che il carcere di Sulmona ospita detenuti di massima sicurezza).

«Affidare un servizio ad una società che applica un contratto imprese pulizie significa ledere non solo la dignità dei lavoratori», denunciano i lavoratori, «ma anche degli utenti che non possono ritenersi soddisfatti di essere trasportati da semplici operai autisti».

Anche questo è normale?