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Elezioni Uda, i dubbi sulla mancata trasparenza arrivano al prefetto

Sindacati chiedono di garantire regolarità del voto

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Goffredo De Carolis

Goffredo De Carolis


CHIETI. Dubbi sulla regolarità del voto per l'elezione di due rappresentanti del personale tecnico-amministrativo- collaboratori Esperti Linguistici in seno al Senato accademico di Ateneo, fissato per il 6 ottobre.

E' stato fatto tutto secondo le regole? Sarà tutelato il diritto al voto? C'è chi pensa che non sia così e che la situazione dovesse essere gestita meglio.

Intanto le elezioni sono alle porte: si vota domani e forse c'è solo il tempo per vigilare. Possibile che la votazione possa saltare? Questo è assai improbabile. Più certo, invece, che una scia polemica potrebbe restare sullo sfondo per qualche settimana ad alimentare un clima di incertezza e inquietudine che ormai da mesi agita l'Ateneo.

Le ultime e più recenti perplessità le esprime Goffredo De Carolis, dipendente dell'Università degli studi d'Annunzio, rappresentante sindacale del Csa Cisal e candidato alla competizione che parte domani, in una missiva indirizzata al prefetto di Chieti, Antonio Corona, nella quale si sottolinea che “la procedura elettorale non presenta le caratteristiche di trasparenza e garanzia indispensabili per lo svolgimento di una competizione elettorale”.

Diverse le criticità segnalate e di cui i vertici dell'Ateneo erano stati già informati. Ma nulla sarebbe cambiato.

Infatti, a fronte della novità stabilita dall'Amministrazione del voto telematico, non sarebbe stata data alcuna risposta alla richiesta di informazioni e garanzie avanzata per ben due volte dalle Organizzazioni sindacali e RSU dell'Università.

Vari gli interrogativi posti: come saranno garantiti l’anonimato, l’integrità e la segretezza del voto? Quali sono le modalità operative di tutte le procedure telematiche? D

E poi ancora: da chi è stato sviluppato il programma operativo? Da un collega del settore informatico o se da soggetto esterno dal quale sarà eventualmente acquistato? Chi è stato o sarà incaricato della funzione di “amministratore di sistema”? Chi è l’informatico responsabile dell’ambiente operativo sicuro? Come mai si è ritenuto di non adottare il sistema elettivo, pure di tipo telematico, utilizzato per le elezioni del CUN e anche da altri Atenei e che ha invece previsto l’allestimento di seggi, riconoscimento e firma degli aventi diritto al voto e la consegna di una busta chiusa contenente una password per ciascun elettore?

“La mancanza di ogni risposta”, spiega De Carolis, “non è solo l'ennesima dimostrazione di una gestione negligente e autoreferenziale, se non sprezzante dei principi e regole di una normale pubblica amministrazione, ma appare del tutto ottusa e negativa rispetto alla regolare e legittima costituzione di un organismo accademico”.

De Carolis denuncia che la mancanza di risposte e comunque la non conoscenza di elementi essenziali delle modalità elettorali possono inficiare la fiducia dell'elettorato e l'esito del voto.