LA SCELTA

Incarichi e addii, Costanzi lascia l’Ater di Pescara

Giovedì scorso le dimissioni

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Incarichi e addii, Costanzi lascia l’Ater di Pescara

Paolo Costanzi

ABRUZZO. «Personali crescenti incombenze, anche familiari».

Con questa motivazione ufficiali giovedì scorso l’amministratore dell’Ater di Pescara, Paolo Costanzi, ha rassegnato le sue dimissioni in una lettera indirizza al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

Un nuovo addio, dunque, che conferma una fase di intenso movimento all’interno della Regione e agli enti ad essa collegati: da mesi si registra, infatti, un continuo via vai.

Il primo a lasciare, prima dell’estate, è stato il capo dipartimento Opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali Vittorio Di Biase, ufficialmente per motivi personali. A ruota lo ha seguito qualche giorno dopo Carmine Cipollone, capo dipartimento del settore Bilancio e Risorse Umane.

Sul fatto che Cipollone sia stato il secondo direttore a dimettersi in pochi mesi, l’assessore Silvio Paolucci aveva spiegato che «è comprensibile che la quantità e qualità del lavoro che si svolge oggi in Regione abbia determinato  queste due rinunce, un fatto che prima non accadeva e del quale tocchiamo con mano i risultati». 

A metà maggio si è  dimesso pure Pietro Righi, direttore della Saga, ad estate inoltrata ha fatto i bagagli il manager della Asl di Chieti, Francesco Zavattaro, in Abruzzo dal 2010, che mal digeriva le ingerenze della politica di centrosinistra.

E qualche giorno prima se ne era andato pure Gabriele Gravina, Commissario liquidatore del Consorzio industriale Pescara-Chieti. 

Costanzi, direttore della direzione Attività amministrativa del Consiglio regionale d'Abruzzo, insediatosi nel 2009 come commissario Ater,  nella sua missiva spiega che in questi ultimi due anni tanto è stato fatto ma che sono ancora tanti i problemi da affrontare e le questioni aperte meritano «un notevole impegno e una quasi quotidiana presenza». Da qui la spiegazione che non può affrontare questo impegno gravoso.

«Non è nel mio stile», sottolinea Costanzi nella lettera, «lesinare impegno e passione in ciò che faccio e pertanto rassegno, con la presente, le mie dimissioni da amministratore unico dell’Ater di Pescara».

A chi toccherà adesso questo ruolo? A decidere probabilmente sarà il governatore supportato dall’assessore al ramo, Donato Di Matteo, che potrebbe infilare una persona di sua fiducia.

Ma come è messa ad oggi l’azienda? E’ Costanzi a spiegarlo nella sua lettera d’’addio’e pare che il malato terminale sia quasi in fase di guarigione: per il secondo anno consecutivo si registra un sostanziale pareggio, «condizione non frequente negli enti strumentali della Regione», sottolinea l’amministratore. Al suo arrivo (bilancio 2008) c’era una perdita di oltre mezzo milione di euro rispetto ad un totale ricavi di poco meno di 3 milioni di euro.

Da allora, sottolinea l’amministratore, tanto è stato fatto «nonostante le enormi difficoltà anche derivate da scelte legislative, sia nazioni che regionali, spesso incomprensibili».  C’erano poi importanti contenziosi da risolvere e il completamento di molte infrastrutture ferme come i 40 alloggi a canone concordato in via dei Pretuzii, oggi tutti assegnati, o i 15 in via Cetteo Ciglia, pure questi assegnati.

In via di risoluzione anche il caso della casa dello studente di Pescara, progetto fermo da decenni oggi in via di realizzazione dopo la risoluzione della vertenza legale e l’ottenimento di un finanziamento del Ministero dell’Università di concerto con l’Adsu di Chieti.

Difficile dire cosa ci sia in realtà dietro queste decisioni che oggi coinvolgono Costanzi e che ieri hanno interessato altre figure di vertice della Regione. C’è chi ricorda qualche incontro con l’assessore Di Matteo e qualche invito velato ed educato volto a sottolineare la fine della importante missione svolta da Costanzi.

Non stupirebbe che il successore sia persona vicina all’attuale assessore che forse aveva bisogno di una poltrona in più.

Vedremo