OPERE CONTESTATE

Rosciano impianto di compostaggio: la minoranza chiede un Consiglio straordinario

Ci sarebbero molte irregolarità nella procedura amministrativa

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Rosciano impianto di compostaggio: la minoranza chiede un Consiglio straordinario

Rosciano

ROSCIANO. In seguito al parere favorevole che l'amministrazione comunale ha concesso alla realizzazione di un impianto biodigestore in zona Villa Oliveti, il gruppo consiliare di opposizione ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario.

 «Come opposizione - dichiara il capogruppo Di Sano Alessandro - dopo esserci opposti fermamente in consiglio comunale, ci siamo impegnati a formalizzare le nostre osservazioni e, con il prezioso aiuto dei membri del comitato pro salute e del nostro tecnico di riferimento geom. Gabriele Berardinelli, siamo riusciti a presentarle in tempo agli uffici regionali. Abbiamo anche sostenuto il comitato nella raccolta delle firme, conseguendo risultati importantissimi, come 800 firme raccolte in meno di una settimana... un avvenimento per altro inedito nella recente storia del nostro paese: mai i cittadini si sono opposti così fermamente e con così tanta partecipazione ad una scelta dell'amministrazione comunale».

«Riteniamo - proseguono i consiglieri - che Rosciano non possa accogliere in alcun modo questo genere di industrie, non ci interessano attività di smaltimento e/o lavorazione di rifiuti nel nostro territorio. Lo abbiamo sempre sostenuto, sia prima che durante la campagna elettorale abbiamo contestato l'intenzione della maggioranza di Secamiglio di portare uno di questi impianti nel nostro paese.  Non capiamo quali benefici, sia in termini economici che occupazionali, questo impianto potrebbe portare al nostro paese; anzi, ne vediamo solo i danni: deturpazione del paesaggio (nello specifico questo insediamento industriale è previsto in piena zona agricola) ed a pochi metri di distanza dal torrente Nora; deciso contrasto con la vocazione agricola di Rosciano, paese noto per la produzione di vino biologico e olio extravergine (il paese è denominato ‘terra del gusto e di cultura’) e il timore è che le attività legate al comparto agricolo e agrituristico vedrebbero vanificati gli sforzi di tanti anni; deprezzamento del valore degli immobili, molti di recente costruzione (la distanza dal centro abitato è di circa 500 mt)».

Quindi i consiglieri hanno chiesto che venisse convocato un consiglio comunale straordinario portando all'ordine del giorno l'annullamento della delibera in sede di autotutela ai sensi della legge 241/90.

 Tra le argomenti a sostegno della tesi della minoranza ci sono varie argomentazioni, per esempio «non sussistono i requisiti tecnico-giuridici (Direttiva Europea) che renderebbero l’area di Villa Oliveti idonea ad ospitare qualsivoglia tipologia di impianto di compostaggio, viste le distanze ben al di sotto di 1 Km dai punti sensibili, così come previsto dalla legge».

Inoltre lo stesso PRG vigente nel comune di Rosciano, nelle Norme Tecniche di attuazione impone che «Gli interventi ricompresi nell’elenco delle lavorazioni insalubri di prima classe di cui all'art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie devono essere ubicati alle seguenti distanze: minimo Km 1, (misurato dal limite esterno della recinzione che delimita l’intervento) dalle zone residenziali individuate nelle tavole di piano come zone B di ristrutturazione e di completamento e zone C di espansione; a distanza di sicurezza (minimo 700 metri misurati dal limite esterno della recinzione che delimita l’intervento) dal più vicino insediamento rurale regolarmente abitato o adibito a lavorazioni agricole e/o ad allevamento; Km 1 (misurato dal limite esterno della recinzione che delimita l’intervento)  da  impianti adibiti allo sport, ad attività ricreative, a campeggi, villaggi turistici ed alberghieri»,  distanze che non sarebbero rispettate dal progetto in oggetto.

E poi ancora la mancata pubblicizzata alla popolazione della iniziativa imprenditoriale limitando di fatto «la partecipazione democratica di una comunità abruzzese al processo di formazione della politica dell’uso del suolo urbano ed extraurbano».

«Pertanto», sostengono gli oppositori, «è venuto meno, a nostro avviso, anche il  principio della trasparenza, inteso come «accessibilità totale» alle informazioni che riguardano l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni.

Il progetto secondo i cittadini contrari «comprometterà aree agricole, boschive ed aree oggetto di riqualificazione fluviale, patrimonio abitativo, produttivo ed infrastrutturale esistente e di nuova costruzione. Siamo convinti», concludono i consiglieri Alessandro Di Sano, Domenico Ciotti, Matteo Bonafede e Donato De Lellis, «che anche in seguito alla forte partecipazione di cittadinanza contraria come noi all'impianto, che c'è stata all'assemblea convocata dal sindaco giovedì 1 ottobre, l'amministrazione comunale voglia accogliere la nostra istanza di annullamento della delibera ed iniziare un vero progetto di sviluppo per Rosciano».

ROSCIANO Rel Tec in Crivelli Su Impianto Di Compostaggio via Nora