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Giovedì convocato consiglio: si discuterà finalmente sull’ordinanza “fantasma”?

Centrodestra rinuncia alle magliette. Blasioli ricevuto da vice Prefetto, mediazione con opposizione

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Giovedì convocato consiglio: si discuterà finalmente sull’ordinanza “fantasma”?

PESCARA. Il Consiglio comunale straordinario sul problema dell'inquinamento delle acque e della balneabilità del mare, inizialmente programmato per questo pomeriggio a Pescara e annullato ieri dal presidente del Consiglio comunale Antonio Blasioli, si terrà giovedì primo ottobre alle 16.

La seduta del Consiglio sospesa ieri, che verteva principalmente su alcune variazioni di bilancio, sarà invece recuperata alle 9,30 di venerdì 2 ottobre.

L'annuncio è stato dato dallo stesso Blasioli, che questa mattina è stato ricevuto dal vice prefetto vicario del capoluogo adriatico, Paola Iaci, insieme con il segretario generale dell'Ente, Carla Monaco.

Giovedì forse si potrà finalmente aprire un dibattito che dovrebbe chiarire o contribuire a farlo cosa sia realmente successo tra la fine di luglio e l’inizio di agosto quando si sversarono liquami in mare.

Secondo il sindaco Alessandrini l’ordinanza fu firmata ma non pubblicizzata.

Secondo indiscrezioni pubblicate su Il Centro però sull’argomento vi sarebbe anche una inchiesta penale che avrebbe in qualche modo appurato fortuitamente che proprio quell’ordinanza fu firmata giorni dopo e poi retrodatata e per questo il dirigente Tommaso Vespasiano sarebbe indagato. Una verità -che se fosse… vera- non solo sarebbe di quelle eclatanti ma smentirebbe clamorosamente quanto affermato pubblicamente e ufficialmente dall’attuale giunta Alessandrini.

Di certo dunque si può affermare che la discussione di giovedì sarà di sicuro parziale  e carente di risultanze e informazioni vitali, visto che l’inchiesta è ancora in corso e c’è riserbo assoluto.

«La vice prefetto ha ascoltato i fatti e l'interpretazione del regolamento del Consiglio Comunale che è stata data per affrontarli, secondo cui in via analogica ai consiglieri comunali si applica la stessa norma sul comportamento che riguarda il pubblico presente in Consiglio - ha fatto sapere Blasioli in una nota -. Per quanto sopra mi ha invitato a riprendere l'attività amministrativa dell'organo consiliare, applicando pedissequamente quanto previsto dalle norme del nostro regolamento consiliare, secondo l'interpretazione da me data sin dall'inizio».

Blasioli aveva sospeso il Consiglio straordinario del 3 settembre scorso sull'emergenza inquinamento delle acque, appellandosi al regolamento, poiché tutti i consiglieri di centrodestra indossavano magliette con una scritta inneggiante alle dimissioni del sindaco Marco Alessandrini. Lo stesso episodio si è ripetuto ieri e ancora una volta Blasioli ha sospeso la seduta, annullando in via preventiva anche la seduta straordinaria di oggi.

Dopo essere stato a colloquio dal vice prefetto, il presidente del Consiglio comunale ha incontrato i capigruppo dei partiti di centrodestra, con i quali avrebbe raggiunto una mediazione: giovedì pomeriggio i consiglieri di centrodestra torneranno in aula indossando la maglietta, che poi sfileranno in cambio di un impegno a modificare il regolamento che, a detta dell'opposizione, non contiene alcun riferimento diretto all'esposizione di magliette con contenuti politici.

 TESTA: «ABBIAMO SUBITO PROCESSO A INTENZIONI»

 Intanto oggi pomeriggio consiglieri dell'opposizione di centrodestra regolarmente al loro posto, nell'aula del Consiglio comunale di Pescara, mentre i banchi della maggioranza e del M5s si presentavano completamente deserti. Una forma di protesta, da parte del centrodestra pescarese, nei confronti della maggioranza di centrosinistra e in particolare di Blasioli.

«Abbiamo subito un processo alle intenzioni - sottolinea Guerino Testa, capogruppo di Ncd -. La seduta in programma oggi è stata annullata perché ieri indossavamo delle civilissime magliette di protesta, che oggi probabilmente neanche avremmo esposto».

Il consigliere di Pescara Futura Carlo Masci aggiunge: «Il dato di fatto è che da oltre un mese siamo qui a discutere perché il sindaco ha svolto un'attività pericolosa per la città, visto che per 12 volte ha nascosto la rottura delle tubature e lo sversamento di 30.000 metri cubi di liquami in mare». Vincenzo D'Incecco, consigliere comunale di Forza Italia, conclude ribadendo: «Quanto accaduto il 29 luglio scorso, con il superamento dei limiti dell'inquinamento, in quell'occasione tenuto nascosto dal sindaco, si è ripetuto in seguito, durante i Giochi del Mediterraneo, ma in quell'occasione il sindaco ha bloccato e spostato tutte le attività. Alessandrini dovrà spiegare ai cittadini le ragioni di questo doppio atteggiamento».

 M5S: «BASTA PAGLIACCIATE»

Il Movimento 5 stelle invece ribadisce la sua posizione prendendo nettamente le distanze da destra e da sinistra e conferma quanto annunciato nel Consiglio comunale del 28 Settembre scorso «torneremo in aula solo quando si parlerà dei temi all'ordine del giorno ed il partito unico smetterà questa stucchevole parata di capricci, degna di adolescenti irresponsabili ed infantili che impediscono il lavoro in aula. Hanno trasformato il Consiglio in una disgustosa vetrina mediatica, una pagliacciata. Questa situazione é inaccettabile: l'attività politica ed amministrativa del Consiglio comunale più importante d'Abruzzo é boicottata da settimane per una ripicca tra destra e sinistra, che si fronteggiano su sterili e pretestuose magliette. Non abbiamo mai indossato magliette in Consiglio comunale e la nostra protesta, che mostrava semplici cartelli, è finita con l'inizio dei lavori dell'aula, per consentire responsabilmente la partecipazione dei cittadini al Consiglio comunale straordinario sulla balneabilità> proseguono i consiglieri. Se il Presidente del Consiglio Blasioli è dovuto arrivare a chiedere addirittura al Prefetto come risolvere una questione così banale, forse allora dovrebbe chiedersi se è davvero in grado di svolgere questo delicato ed importante ruolo. E se il centrodestra, indossando le magliette, è riuscito ad impedire di fatto lo svolgimento di 3 Consigli comunali, allora forse è legittimo chiedersi perché una forza politica che dice di volere la verità sui fatti, invece di fatto, sceglie consapevolmente di bloccare il Consiglio dimostrando un esclusivo interesse mediatico che nulla ha a che vedere con i problemi della città e con i cittadini pescaresi, cui nulla interessa di magliette e regolamenti consiliari».