ACQUA ALLA GOLA

Santa Teresa di Spoltore, «pericolo inondazione, la Regione non ci abbandoni»

Una settimana fa previsto un incontro che però non si è tenuto

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Santa Teresa di Spoltore, «pericolo inondazione, la Regione non ci abbandoni»

SPOLTORE. I cittadini sono preoccupati e vorrebbero avere risposte prima dell’arrivo dell’inverno, quando tra pioggia e smottamenti le loro abitazioni potrebbero essere in pericolo.

Eppure la Regione, dopo un interessamento delle scorse settimane, non si è più fatta viva.

A fine agosto c’è stato infatti un incontro pubblico con il presidente Luciano D’Alfonso e l’allora assessore alla protezione Civile Bernardo Mazzocca (oggi sottosegretario) proprio per discutere e cercare di affrontare la questione delle inondazioni che attanaglia Santa Teresa di Spoltore ogni qual volta ci sono piogge abbondanti. Un problema che si trascina dalla fine degli anni 70 inizi anni 80 figlia dell’urbanizzazione selvaggia di quegli anni.

I due amministratori pubblici avevano preso l’impegno di tornare il 20 settembre, con la struttura tecnica, per una riunione operativa proprio nei locali di via Arno 24 dove ha sede il comitato cittadino.

Ma nessuno si è visto ed il comitato ‘via Arno sana e pulita’ lancia l’allarme: «èpassata oltre una settimana dal giorno in cui D'Alfonso, insieme a Mazzocca, al sindaco di Spoltore e all’ingegner Iervese del Genio Civile, avrebbero dovuto tenere un incontro pubblico con i cittadini di Spoltore. Si doveva rendere pubblico il risultato dello studio per la messa in sicurezza di circa 400 abitanti della frazione di Santa Teresa. Ad oggi ancora nessuna notizia. I cittadini sono fiduciosi e rispettosi delle Autorità. Fino a quando durerà questa fiducia e rispetto non si può prevedere, però. Non si può e non si deve rimanere muti davanti a precise domande poste all'Amministrazione. Ricominceranno le piogge, il fiume non è stato dragato, i tronchi abbattuti che fanno da diga lungo il fiume Pescara non sono stati rimossi, gli argini non sono stati fatti, le vasche d'espansione tantomeno. Secondo voi che leggete, cosa accadrà appena ci saranno 24 ore di pioggia intensa? Cosa faranno i responsabili della Regione per giustificare un'ennesima tragedia? Nessuno se lo auspica, ma i presupposti ci sono tutti. Non è cambiato nulla dal 2 dicembre 2013».

LE RICHIESTE DEI CITTADINI

I cittadini chiedono con urgenza la creazione di un argine, o qualunque altra opera idonea, che faccia da barriera alle acque limacciose del fiume Pescara, in attesa delle vasche di espansione, da più Enti annunciate e la cui realizzazione è stimata in 5 anni dal momento che verranno autorizzate.
Ma i residenti chiedono anche la pulizia del canale di raccolta acque pluviali ed irrigue che attraversa le campagne ed i condomini di Via Arno 20 e Via Arno 18 e va a sfociare, nella sua parte terminale, nel fiume Pescara.

«Questo canale», raccontano, «dall'ultima esondazione, è completamente ostruito da vegetazione e ciò rende difficoltoso il deflusso delle acque di raccolta. La lunghezza di questo canale, in stato di abbandono, è di circa 100 m per una larghezza di 4 metri ed una profondità di 2 metri».


E poi ancora si chiede di intervenire presso la Prefettura di Pescara e la Società che gestisce le dighe lungo il fiume (Alanno e Popoli), a monte del Comune di Spoltore, per ordinare, in caso di allerta meteo emanata dal Prefetto, l'alleggerimento immediato della diga, per evitare onde di piena che sono state, fino ad oggi, le maggiori responsabili dei danni arrecati alle abitazioni ed attività imprenditoriali della valpescara (1992 e 2013).
Ma si richiede anche di far intervenire il Prefetto di Pescara e la Guardia Costiera per far dragare la foce del fiume Pescara. «Questa opera», ricordano dal Comitato, «è stata pubblicizzata con servizi televisivi ed articoli di giornale nei primi mesi del 2015, e non è mai iniziata. E' evidente che se non si provvede alla raccolta dei fanghi che bloccano la foce del fiume, la sezione che consente il deflusso delle acque è notevolmente ridotta ed un semplice acquazzone può creare danni enormi. Al buon esito contribuirebbe anche la demolizione parziale o totale della diga foranea che, a quanto pare, dovrebbe partire a breve».