REGIONE TRADITA

Snam, arriva la centrale ad impatto zero. Ma i cittadini protestano

«Presi in giro dalle istituzioni»

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Snam, arriva la centrale ad impatto zero. Ma i cittadini protestano

SULMONA. «I "nostri" rappresentanti istituzionali, con D'Alfonso in testa, continuano a turlupinare i cittadini spacciando per una mezza vittoria il loro completo fallimento sulla vicenda Snam».

Sono arrabbiati e delusi i cittadini riuniti nel comitato civico per l’Ambiente.  Dopo gli incontri che si sono succeduti, come in una sessione da “brainstorming da brivido”, è saltata fuori l’idea della "centrale ad impatto zero".

Ieri la conferma che la centrale Snam si farà a Case Pente è arrivata da Roma.

La delegazione abruzzese ha avviato la trattativa chiedendo la realizzazione di un impianto ad impatto zero. Ancora da capire come una centrale del gas, che dovrà pompare il metano attraverso il gasdotto che sarà conseguentemente autorizzato, possa essere costruita senza emissioni in atmosfera e pericoli dal punto di vista della sicurezza.

E i cittadini proprio non capiscono anche perché la Snam il 12 settembre dello scorso anno in un incontro con il vice presidente Lolli ed un Ingegnere di infrastrutture on e off shore, aveva bocciato il progetto del totale passaggio in mare dell’opera proprio per i maggiori costi ed ora è pronta a sostenerli in un impianto che, tra l’altro, non è mai stato realizzato in Italia.

«Tali maggiori costi», contestano i comitati, «verrebbero arbitrariamente scaricati sui cittadini attraverso le bollette, essendo un’opera destinata a dare solo profitti alla multinazionale. Anche ammesso che sia possibile realizzare la stravagante idea di una centrale di compressione elettrica anzichè a gas, che soluzione sarebbe? E' questo l'obiettivo per il quale si sta lottando ormai da quasi otto anni? Chi annuisce e presta il fianco ad un'idea del genere pensa forse che tutti i cittadini hanno l'anello al naso? Si rendono conto, costoro, che accettare la centrale anche fosse "ad impatto zero" significa accettare il metanodotto in territori altamente sismici, come la Valle Peligna e gli Appennini? Significa collocare sotto i nostri piedi una potenziale ed enorme bomba? L'esplosione di Mutignano di Pineto, del marzo scorso, non ha insegnato proprio nulla? Non solo, ma si rendono conto costoro di quale impatto ambientale e paesaggistico avrà un centrale posta all'imbocco del Parco nazionale della Maiella? In una zona agricola, di ben 12 ettari, che di fatto diventerebbe un secondo nucleo industriale, attirando insediamenti simili? Sono consapevoli che lo stesso cimitero di Sulmona è a rischio, con ben 4 tubi paralleli di un metro e 20 ciascuno che passano ad una distanza di circa 300 metri dal luogo sacro? E che, in futuro, per le servitù imposte dall'impianto, non sarà più possibile l'espansione del cimitero stesso? E' ora di smetterla: abbiate almeno l'umiltà di riconoscere che se la centrale di compressione si farà a Sulmona - come è ormai certo - la colpa è solo della vostra inconsistenza politica. Non possiamo prendercela con la Snam, che punta solo a fare profitti, nè con il Governo nazionale, totalmente asservito agli interessi delle multinazionali del petrolio e del gas. Ma da chi è stato eletto per difendere i sacrosanti diritti del nostro territorio, era lecito aspettarsi che vi sareste battuti a viso aperto e con la schiena dritta, come avevate promesso in tante occasioni e in particolare nella grande assemblea pubblica che proprio un anno fa, il 22 settembre 2014, si è tenuta a Sulmona al Cinema Pacifico. Ma tutte quelle promesse sono state tradite».

Col passare delle settimane e dei mesi è apparso sempre più chiaro, secondo i cittadini, che il "no" della Regione al progetto della Snam era solo un fatto formale e che la stessa negazione dell'intesa con lo Stato era solo una foglia di fico destinata a coprire il nulla.