L'APPALTO

Dragaggio porto Ortona, Febbo e Cieri: «sta diventando un dramma»

Dure critiche: «l'arroganza sposata all'ignoranza»

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Dragaggio Ortona, che fine fanno i fanghi?

ORTONA. «Dragaggio del Porto di Ortona: il VIA limita e mette a rischio gara e progetto». E’ quanto hanno dichiarato il Presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo e il Consigliere comunale di Forza al Comune di Ortona, Tommaso Cieri.

Il Comune di Ortona ha richiesto la verifica di assoggettabilità a VIA dei “lavori di escavazione per approfondimento dei fondali del porto”. L’intervento prevede l’escavazione di fanghi per l’approfondimento dei fondali del porto a 10 e 12 metri; il ripascimento morbido delle spiagge del lido Riccio e del Lido Saraceni di Ortona con i fanghi da dragaggio; lo sversamento a mare al largo di Pescara dei fanghi di dragaggio; il deposito a terra dei fanghi da dragaggio, previo realizzazione di una vasca di colmata  tra il nuovo ed il vecchio muro paraonde; due vasche di deposito temporaneo e relativo impianto mobile di trattamento dei fanghi di dragaggio per “dewatering e soilwashing” da posizionare sulla banchina nord e successivamente smaltire in discarica a terra dei rifiuti non smaltibili in vasca di colmata. Il progetto è finanziato con il programma PAR FAS Abruzzo 2007/2013 per un importo complessivo di 9.350.000 euro e la relativa convenzione è stata approvata il 9 dicembre 2013 DRG n° 917 (22 mesi, poco meno di due anni).

«Con Giudizio n° 2558 (17 settembre 2015) – spiega Mauro Febbo - il Comitato di Coordinamento Regionale per la VIA, sotto la guida dell’avvocato Cristina Gerardis, ha approvato il progetto presentato dal Comune di Ortona escludendolo dalla procedura VIA ma di fatto sono stati bocciati tutti gli elementi che le componevano. E’ stato bocciato l’approfondimento dei fondali del porto; è stata bocciata la vasca di colmata e il relativo deposito dei fanghi di dragaggio; è stato bocciato il deposito temporaneo e l’impianto trattamenti di fanghi. Inoltre, è stato prescritto il monitoraggio delle attività di dragaggio, come disposto dal punto 4.1.1.1. pag. 45 del manuale Ispra 2007, da parte della Comitato di Coordinamento Regionale per la VIA in particolare sulla profondità dei fondali e sulla qualità del materiale dragato».

Febbo chiede di sapere dall’avvocato Gerardis, come intende svolgere il monitoraggio in tempo reale durante tutti il lavori di dragaggio: «intende eseguirlo lei personalmente tutti i giorni di cantiere o affidarsi  una ditta di fiducia terza? In quest’ultimo caso con quali risorse economiche?».

«Alla luce delle pesanti bocciature che ha subito il progetto in corso di gara – si chiede Tommaso Cieri - come salvaguardare l’Amministrazione Comunale da ricorsi e/o riserve da parte delle Ditte partecipanti alla gara (con il rischio implicito di perdita definitiva del finanziamento per il mancato rispetto dei tempi per la firma della Obbligazione Giuridicamente Vincolante la cosiddetta OGV)? E’ ancora efficace la “Verifica e Validazione”  del progetto preliminare posto a base di gara con quanto disposto dal Regolamento del Codice degli Appalti DPR 207/2010 art. 44 e seguenti?  In considerazione delle prescrizioni del Comitato VIA, come è possibile realizzare un dragaggio a “scacchiera”?».

«Ancora più importanti – riprende Mauro Febbo - sono i riflessi del giudizio sul porto di Ortona e sul progetto esaminato dalla stessa Gerardis della ditta Seastock srl di Walter Tosto nel porto di Ortona».

«Infatti – conclude il consigliere regionale di Forza Italia - il progetto Seastock srl di Walter Tosto per la realizzazione di un deposito costiero di 25.000 mc di GPL parzialmente interrato tra il vecchio e nuovo muro paraonde, con relativo ampliamento della banchina è di competenza della commissione VIA Nazionale e non Regionale, come da giudizio 2470 del 12 febbraio 2015 (per evitare un illegittimo vantaggio economico alla ditta richiedente).  Anche in questo caso dopo solleciti indirizzati all’avvocato Gerardis e relativa interrogazione in Consiglio Regionale, procederemo di conseguenza».

«Fino a oggi – concludono Febbo e Cieri - abbiamo letto i primi due atti del dramma dal titolo “Dragaggio dei porti abruzzesi” con la sceneggiatura di Luciano D’Alfonso e la fattiva collaborazione di Camillo D’Alessandro e Cristina Gerardis. Dopo Pescara e Ortona, aspettiamo con ansia di leggere i due atti finali relativi ai porti di Vasto e Giulianova».

Porto Ortona Commne via 17-9-15