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Frode fiscale e concorrenza sleale, sequestrati beni per circa 800mila euro

Denunciati sette cinesi residenti in Val Vibrata

Redazione Pdn

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Frode fiscale e concorrenza sleale, sequestrati beni per circa 800mila euro

TERAMO. 775mila euro sequestrati tra conti correnti, preziosi, appartamenti ed un Suv E 7 persone, tutte cinesi, denunciate per frode fiscale. È il bilancio dell'ultima operazione del nucleo tributario della Guardia di Finanza di Teramo, coordinata dal pm Davide Rosati, e illustrata dal Procuratore capo, Antonio Guerriero. L'operazione 'Chinese Chain' ha permesso di disarticolare una filiera del sub appalto di commesse realizzata tramite 7 ditte operanti nell'abbigliamento.

La filiera era finalizzata a conseguire sia un ingente evasione di imposte sia una concorrenza sleale attraverso l'acquisizione di commesse a basso prezzo. Operazione che ha portato la Finanza ad ottenere un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di quasi 800mila euro.

 A tirare le fila della frode due coniugi cinesi, amministratori di fatto di tutte le ditte coinvolte, che prendevano commesse attraverso una ditta principale di Nereto per poi fittiziamente sub appaltarle ad altre imprese cinesi, anche queste ultime riconducibili ai coniugi, che sarebbero state in realtà «vere e proprie cartiere» cioè prive di qualsiasi struttura operativa e gestionale, create ed utilizzate solo per mettere fatture per operazioni inesistenti.

 Con questo sistema, secondo il comandante provinciale del nucleo di polizia tributaria, colonnello Vincenzo Grisorio, le imprese cinesi hanno potuto contabilizzare costi fittizi certificati con le false fatturazione, compensando i ricavi derivanti dagli incassi realizzati dalle prestazioni rese ai committenti per abbattere gli utili e le conseguenti imposte dovute e, in alcuni casi, riuscendo anche a determinare un credito d'imposta non spettante.

A margine della conferenza stampa, il procuratore Guerriero ha sottolineato come nel 2014, come ricordato nella relazione della Procura generale, in provincia di Teramo si sia registrata un'elevata consistenza di richieste di sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca nell'ambito di procedimenti penali per reati fiscali e truffa per complessivi 60 milioni di euro.