GIUSTIZIA SPRECATA

Tangenti a Spoltore, gli avvocati fanno ripartire i processi da zero

Si tenta la carta della prescrizione mandandola per le lunghe: da ascoltare 200 testimoni

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Franco Ranghelli

Franco Ranghelli

PESCARA. Anche i giudici cambiano e può essere un problema per i processi in corso. Capita migliaia di volte al giorno in tutta Italia. Il codice prevede che si possa evitare di mandare tutto a monte e ricominciare da zero se c’è il consenso di tutti gli avvocati.

Questo non è avvenuto oggi a Pescara dove è in corso il processo su presunte tangenti a Spoltore, nell'udienza è stato negato il consenso ad accettare quanto già riferito dai testimoni ascoltati nel corso di un anno di dibattimento.

 Ora bisognerà cominciare da capo e sentire oltre 200 testimoni.

La prescrizione con questi presupposti è praticamente certa visto che i fatti risalgono al 2011…

Sono 11 le persone coinvolte nel processo, tra le quali l'ex sindaco di Spoltore Franco Ranghelli e l'ex presidente del Consiglio regionale abruzzese Marino Roselli, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, tentata concussione, falso ideologico e abuso d'ufficio, per la vicenda risalente al 2011, relativa alle presunte tangenti al Comune di Spoltore.

Resta al riparo dalla prescrizione per ora l'accusa più grave, quella di associazione a delinquere, che chiama in causa sia Ranghelli che Roselli, insieme all'ex assessore Ernesto Partenza e all'ex consigliere comunale Pino Luigioni: secondo l'accusa avrebbero costituito una "cabina di regia" per condizionare le scelte amministrative e politiche del consiglio e della giunta in cambio di vantaggi elettorali e personali.

Finora, nel corso delle due udienze precedenti, erano stati ascoltati 14 testimoni dell'accusa e questa mattina, nel tribunale di Pescara, davanti al giudice Antonella Di Carlo, sarebbero dovuti sfilare altri 10 testimoni indicati dal pm Gennaro Varone.

Essendo mutata la composizione del collegio, però, gli avvocati della difesa hanno negato l'assenso all' utilizzo delle testimonianze precedentemente acquisite e dunque bisognerà ripartire da zero nel corso della prossima udienza, fissata per l'11 febbraio. Il processo si annuncia ancora lungo, considerando che, complessivamente, dovranno essere ascoltati 53 testimoni dell'accusa e 148 testimoni della difesa.

Gli altri imputati, tra politici e imprenditori, sono Alessandro D'Onofrio, Luigi Zampacorta, Tullio Michele Ernesto Santroni, Giuseppe Del Petraro, Bruno Crocetta, Emilio Di Paoloemilio e Marcello Sborgia.

La legge prevede anche che il singolo imputato possa chiedere di rinunciare alla prescrizione e di essere giudicato comunque.

Resta il fatto che per anni giudici, cancellieri, avvocati hanno lavorato inutilmente e questo ha un costo enorme che in buona sostanza si accolla la comunità.

ANCHE IL FILONE CITY MODA AL VIA

PESCARA. Il mancato consenso della difesa all'acquisizione delle prove orali già assunte, in virtù della mutata composizione del collegio, riporta alla casella di partenza anche il processo CityModa, che vede imputati l'ex sindaco di Spoltore (Pescara) Franco Ranghelli, l'ex comandante della polizia municipale Enrico Monaco, il titolare del centro commerciale Giancarlo Fiore, l'ex consigliere comunale di Pescara, Nico Lerri, l'ex segretario generale della Provincia di Pescara, Fabrizio Bernardini e i tecnici del Comune di Spoltore, Giancarlo Scipione e Bruno Crocetta, accusati a vario titolo di corruzione, falso e abuso d'ufficio.

«Il tribunale di Pescara - ha spiegato in aula il giudice Antonella Di Carlo - prevede dei criteri di sostituzione automatica dei magistrati».

 Il pm Gennaro Varone dovrà dunque citare nuovamente i 15 testimoni ascoltati nelle tre udienze precedenti e dovranno ricomparire davanti al giudice anche le 8 persone che oggi avrebbero dovuto rendere la propria testimonianza. Tra questi una donna arrivata appositamente dall'Inghilterra. Considerando che i fatti risalgono al 2009 e che la lista della difesa comprende 53 testimoni, è elevato il rischio della prescrizione per buona parte dei reati.

Il capo d'accusa principale chiama in causa l'ex sindaco di Spoltore, il quale non avrebbe impedito l'apertura del centro commerciale CityModa, nonostante il mancato rispetto di una serie di norme urbanistiche, ottenendo in cambio, dalla proprietà della struttura, sconti e agevolazioni da spendere nel centro di Santa Teresa di Spoltore (Pescara). L'udienza è stata aggiornata al 9 marzo del 2016 alle ore 12.

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