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Comune di Pescara sciatto e il mecenate si riprende i quadri donati

Il M5S presenta una interrogazione

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Alfredo Paglione

Alfredo Paglione

PESCARA.  Il M5s presenta un'interrogazione comunale e chiede una commissione di controllo e garanzia sulla vicenda dei 56 capolavori di alcuni grandi pittori del Novecento che sono stati donati al Comune di Pescara per essere esposti nel sala 3 del Museo Colonna e che, invece, l'amministrazione di centrosinistra guidata da Marco Alessandrini ha lasciato in uno scantinato.

Il noto imprenditore e gallerista Alfredo Paglione e sua moglie Teresita hanno donato al Comune, nell'aprile dello scorso anno, capolavori di Claudio Bonichi, Arturo Carmassi e Gaston Orellana per circa un milione e 300 mila euro, con l'accordo che fossero adeguatamente esposti. Invece sarebbero state “messe in cantina” per far posto ad una mostra fotografica.

Alla scoperta da parte dei coniugi, è quindi seguita una richiesta al Comune di risoluzione della donazione e restituzione dei dipinti, entro il prossimo 30 settembre, con spese di imballaggio e trasporto, da Pescara a Giulianova, a carico dell’ente, insieme alla consegna al mecenate di 100 copie del catalogo dedicato alla medesima collezione.

«Vogliamo fare chiarezza sulla vicenda e sapere se quanto rivelato dalla stampa corrisponde al vero», affermano i Consiglieri del M5s, «perché, se fosse così, l'amministrazione Alessandrini, ignorando la clausola che imponeva l'esposizione delle opere avrebbe determinato, con l'aggravio di spese per trasporto ed imballaggio e con la perdita stessa dei capolavori, un gravissimo danno culturale, economico, patrimoniale e di immagine alla città di Pescara».

Il M5s chiederà spiegazioni all'assessore di Sel Giovanni di Iacovo, che ha la delega alle politiche culturali, e all'assessore Paola Marchegiani che invece dovrebbe occuparsi del patrimonio culturale. I pentastellati, se risulterà confermato quanto scritto dai giornali, hanno chiesto di sapere chi, all’interno dell’amministrazione, ha responsabilità su tale vicenda, «che discredita non poco l’Ente comunale», e se si intenda avviare, nei confronti di tali responsabili, azioni disciplinari o risarcitorie per i danni patrimoniali e d’immagine che ne sono derivati.

E ancora quali siano le motivazioni che hanno indotto l'Ente a stipulare nella transazione di chiusura della controversia l'obbligo per i coniugi «di impegnarsi a non comunicare ad alcun organo di stampa l’avvenuta risoluzione consensuale della donazione».

«Questa vicenda, se confermata, sarebbe l'ennesima brutta figura di un'amministrazione che, da oltre da un anno, è riuscita a collezionare solo scelte sbagliate e a dimostrare un'incompetenza che sta danneggiando sempre più pericolosamente l'immagine della nostra città», concludono i pentastellati.