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Mare inquinato, Alessandrini si difende: «non ho fatto del male a nessuno»

Ma Forza Italia ne chiede dimissioni

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Mare inquinato, Alessandrini si difende: «non ho fatto del male a nessuno»

Alessandrini

L’AQUILA. Dopo settimane di attesa il sindaco Marco Alessandrini si è presentato questa mattina in Commissione regionale Vigilanza per parlare dell’ emergenza balneazione a Pescara.

Nessuna novità, nessun elemento che non sia già emerso nei mesi scorsi ma solo la conferma, da parte del primo cittadino, di aver  agito in ritardo pur conoscendo i dati pessimi.

Dunque il sindaco ha ammesso che sapeva che il 28 luglio scorso, dopo lo sversamento di 30 milioni di litri di liquami, il mare di Pescara non era balneabile, ma ha deliberatamente scelto di non dirlo a nessuno e di permettere che migliaia di persone, tra pescaresi e turisti, continuassero per giorni a farsi il bagno in mare in mezzo alle feci. Sapeva che la legge 116, all’articolo 10, obbligava lui e la Regione a informare la popolazione, ma ha scelto di non rispettare la norma.

Il primo agosto, sostiene, di aver firmato pure l’ordinanza di divieto di balneazione rimasta segreta e, soprattutto, l’ha protocollata volutamente solo il 3 agosto.

Questa ricostruzione era già stata offerta da Alessandrini il 7 agosto scorso in Comune, e oggi confermata durante l’audizione convocata dalla Commissione regionale di Vigilanza, presieduta da Mauro Febbo.

«Una verità amara, drammatica, e che soprattutto oggi rendono obbligatorie le sue dimissioni per rispetto alla città», commenta il capogruppo di Forza Italia, alla Regione Abuzzo, Lorenzo Sospiri al termine dell’audizione odierna, alla quale, seppur invitato, non ha preso parte l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci.

«Era un sindaco Alessandrini in forte difficoltà e in grandissimo imbarazzo quello che si è presentato dinanzi alla Commissione», sostiene Sospiri, «un sindaco, evidentemente, consapevole di aver mentito, o comunque omesso un grave incidente a tutta la città».

Stamattina si è partiti dalle verità emerse nella precedente seduta del 3 settembre, quando lo stesso sindaco Alessandrini non si era presentato, si era giustificato, per prepararsi alla seduta del Consiglio comunale convocato per lo stesso giorno sullo stesso tema, seduta che poi non si è svolta.

Si è dunque ripartiti dalla rottura della condotta fognaria da 60 centimetri di diametro del 28 luglio scorso che ha determinato lo sversamento in mare di 30milioni di litri di liquami e feci, per 17 ore, con l’utilizzo di 450 litri di Oxystrong per tentare di ripulire le acque.

E’ stato chiesto conto al sindaco Alessandrini di quell’ordinanza di balneazione che il 7 agosto scorso ha svelato di aver firmato il primo agosto, quindi comunque ventiquattro ore dopo che l’Arta gli aveva ufficializzato la non balneabilità delle acque, e il sindaco Alessandrini, «in forte imbarazzo», assicura Sospiri, ha confermato di aver scelto di non pubblicare l’ordinanza, quindi di lasciarla segreta, di non divulgarla e non informare la popolazione, tanto che l’ordinanza è stata protocollata solo il 3 agosto.

 «NESSUN DANNO AI BAGNANTI»

«La cosa più sconcertante», contesta il consigliere di Forza Italia, «è che il sindaco oggi ha affermato di ‘non aver causato danni alla salute dei bagnanti’».

Ma in quei giorni si è però registrata un’impennata di 70-80 accessi in più per casi di gastroenterite tra i bambini nel solo ospedale civile di Pescara, come ha ufficializzato il 3 settembre la dottoressa Carla Granchelli, Direttore del Dipartimento di igiene e prevenzione ambientale della Asl.

Ma, evidentemente, su questa sicurezza il sindaco Alessandrini avrà modo di confrontarsi direttamente con le mamme e i papà di quei bambini in occasione della seduta consiliare aperta del Consiglio comunale già convocata per il 29 settembre prossimo.

Sospiri gli ha inoltre ricordato che, con il suo atteggiamento, Alessandrini ha apertamente e volutamente violato la legge 116 del 2008, articolo 10, comma 1, legge che impone, in caso di superamento dei limiti di balneazione, l’informazione tempestiva e immediata alla popolazione, proprio perché in quei casi è importante tutelare la popolazione e impedire che si faccia il bagno.

«Dinanzi all’osservazione», contesta Sospiri, «il sindaco Alessandrini si è limitato a fare spallucce, così come non è stato in grado di dare risposte quando gli ho chiesto cosa la sua amministrazione stia facendo attualmente, o ha intenzione di fare nel giro delle prossime settimane per scongiurare ulteriori sversamenti di feci in mare».

Il centrodestra avrebbe voluto un faccia a faccia tra il sindaco Alessandrini e l’assessore regionale Paolucci ma quest’ultimo non si è presentato.

E adesso il centrodestra chiede le dimissioni di Alessandrini:  «non riteniamo ci siano più le condizioni perché continui a rivestire la carica di primo cittadino e dovrebbe rassegnare le sue dimissioni, prim’ancora che in Consiglio si discuta la sfiducia e, soprattutto, anche prima della seduta consiliare del 29 settembre».

NUOVO SVERSAMENTO DI LIQUAMI NEL FIUME

 Ed oggi c’è stato un altro sversamento di liquami nel fiume come era già accaduto nelle scorse settimane. L’Aca ha comunicato la notizia di una rottura della condotta di via Raiale.

Secondo quanto comunicato dal Comune inoltre sembra che nel corso dei lavori di posizionamento della nuova conduttura, si sia prodotto un foro del diametro di pochissimi centimetri sulla vecchia, che ha comportato lo spegnimento delle pompe di sollevamento e quindi il conseguente sversamento dei reflui a fosso Cavone e al fiume.

«L’Aca ha assicurato l’attivazione di tutte le procedure necessarie e garantite del caso. E’ stata immediatamente allertata anche l’impresa incaricata della riparazione, che per la lieve entità del danno dovrebbe ripristinare condotta e flusso entro due, tre ore», ha spiegato il vicesindaco Del Vecchio.

E’ chiaro che anche questi episodi possono avere qualche influenza sull’inquinamento “oscillante” della costa nord a ridosso del fiume Pescara dove da giorni si registrano superamenti temporanei dei parametri massimi di inquinamento previsti dalla legge.